Oggi(sabato 25-05-2013) è stata una
giornata particolare perché dopo tanti anni sono finalmente riuscito
a completare un'impresa ideata nell'ormai lontanissimo 2002:
Revello-Pian del Re andata e ritorno a piedi.
Questa mattina dopo una gran levataccia
sono partito 4.00 del mattino nel buio notturno da casa portandomi a
presso tutto il materiale ultra-trail. La scelta del percorso è
caduta sull'asfalto, passando per 'via vecchia valle' ed imboccando
lo stradone verso Paesana a Rocchetta di Sanfront. Da qui è stata
seguita la strada principale fino alla meta.
La prima tappa importante è stata
certamente Crissolo, raggiunto in 3 ore nette con 24 km di
percorrenza. Senza alcuna sosta ho proseguito a Pian Regina che era
avvolta dalla nebbia e dal freddo al 29esimo km in 3 ore e 57 minuti.
Qui è stato necessario indossare guanti e berretto, dietro un
piccolo spuntino. Proseguendo oltre la sbarra chiusa sulla strada mi
sono avviato verso la fine del tragitto, sulla via martoriata da
centinaia di grossi pietroni caduti a causa della neve durante
l'inverno. Uno spettacolo impressionante! Al 33esimo km ho raggiunto
in 4 ore e 42 minuti il Pian del Re dove la temperatura era molti
gradi sotto lo zero, nonostante l'imminente estate. Giusto il tempo
di scattare una foto e poi giù in discesa verso casa.
Il complessivo è stato di 8 ore e 35
minuti fino all'ingresso della Palestra Tempio del Fitness di Revello
per 66.5 km. Il passo è stato buono anche se gli ultimi 10 km li ho
trovati davvero duri. Probabilmente non ero più molto abituato a
queste distanze, visto che in questa nuova stagione non avevo ancora
superato i 50km... Da notare il dislivello in salita da 370m a 2020m
sopra il livello del mare in un'unica lunghissima salita, con una
identica discesa per il ritorno! La strategia di percorrenza scelta,
vista la totale quantità di asfalto, è stata ibrida con 15 minuti
di Fitwalking Cross® e 45 di corsa. Mentre 10 minuti di Fitwalking
Cross® e 50 in discesa fino a casa.
Il percorso ultra trail completato
questa mattina è stato più che altro una 'mia prova di idoneità'
per una imminente prossima escursione verso il mare a piedi...
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail:
Con piacere propongo questa mia nuova avventura ultratrail nel tentativo
riuscito di percorre in tempi brevi, in stile ultratrail, la distanza che separa
Revello(Cn) da Torino Superga. Ovviamente tutta la percorrenza è stata svolta in
autosufficienza alimentare, consumando solo quello che avevo con me(mandorle e
0,5L d'acqua). E' stata per me una grande gioia riuscire a coprire questo spazio
in 9 ore e 54 minuti per 70.2 chilometri...
Pensare alla vita di 100 e più anni
fa, quando i mezzi di trasporto erano pochi e chi abitava in piccoli
paesini spesso raggiungeva mete molto lontane a piedi può sembrare
oggi surreale. In realtà non è così dato che sono circostanze
perfettamente riproponibili oggi da parte di ogni persona in possesso
di una certa base d'allenamento.
Armato del mio fido zainetto, dei
bastoncini, qualche alimento e poco altro domenica 02 dicembre 2012
sono partito a piedi verso la Chiesa Torinese di Superga, partendo da
Revello. Scegliere il giorno dopo la partita calcistica Juve-Toro del
derby non è stata affatto una casualità per dare il via a questa
piccola impresa in solitaria.
Video impresa Revello - Torino Basilica Superga
Nel mattino di quel giorno la partenza
è stata fissata davanti al mio luogo di lavoro la 'palestra Tempio
del Fitness', pochi minuti dopo le 6.00. La temperatura non era delle
più agevoli, cadendo di alcuni gradi sotto lo zero. Da lì,
incontrando i molti giovani di ritorno dalla notte 'brava' del sabato
sera ho iniziato la mia giornata all'insegna della fatica e dello
sport. Come da programma sono passato nelle pianure Revellesi di San
firmino, poi Staffarda e Cardé(km 14) dove nel frattempo è arrivato
il chiaro del giorno. La temperatura era ancora stabilmente sotto lo
zero nonostante l'apparire della prima luce. Quindi mi sono diretto
verso Moretta(km 19) attraversando un fittissimo nebbione.
Successivamente è stata la volta di Faule(km 26) e Pancalieri(km
30), paesi che trovandosi nelle strette vicinanze del Po lasciavano
udire i colpi di fucile dei cacciatori. Continuando il tragitto nelle
campagne di Lombriasco, finalmente la nebbia ha lasciato spazio ad
una bella giornata di sole. Arrivato a Carignano(km 39) è iniziato
pure l'intenso movimento cittadino, con rotonde e semafori e
quant'altro... La confusione però è durata poco visto che
l'itinerario pianificato a priori prevedeva più che altro passaggi
su vie secondarie. Da qui dopo una breve curvatura nelle campagne del
comune di La Loggia è arrivata la volta dell'attraversamento sul
cavalcavia della tangenziale di Torino per entrare in Moncalieri. Dai
qui si supera una sorta di barriera, dove prende il via un intenso
ciclo cittadino e la vita urbana, anche se solamente a livello
psicologico sembra di essere quasi arrivati, in realtà mancano
ancora circa 20 chilometri a Superga. Districandomi tra le lunghe
piste ciclabili, jogghers e biker potevo scorgere in lontananza il
grande cartello della città di Torino(km 56) e qui i chilometri se
pur solo più pochi iniziavano ad apparire sempre più lunghi. Giunto
in corso Casale cercavo di stare attento a non saltare la svolta per
la salita conclusiva di Superga. Sebbene per me fosse molto temuta
quest'ultima salita verso il traguardo per via della notevole
ripidità, desideravo comunque raggiungerla presto per completare
l'avventura. Dopo una miriade di tornanti della strada comunale di
Superga(km 65) ecco che mi ritrovo, dopo 5 chilometri finali molto
intensi nel parcheggio della chiesa, dove alcuni amici erano lì ad
aspettarmi.
Bertinetto Bartolomeo Davide
Complessivamente il tratto si è
sviluppato per 70.2 km con un tempo di percorrenza di 9 ore e 54
minuti.
E' stata una soddisfazione completare
questa piccola prova in solitaria, pur usando una tecnica ultratrail
anche se in pianura, con alternanza di ritmo tra corsa e camminata
veloce in stile Fitwalking Cross®. Dove nella percorrenza di distanze ultra, specialmente se
svolte su superficie dura come l'asfalto, diventa indispensabile
ricreare una varianza nella modalità d'andatura, per poter
continuare distanze condotte su chilometraggi lunghissimi...
Percorso da Revello a Torino Superga(70.2 km)
E' possibile visionare un video LIVE
della percorrenza diretta di questo tragitto visitando il sito web
della palestra Tempio del Fitness di Revello: www.tempiodelfitness.altervista.org
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail:
Oggi(16 dicembre 2023): rileggo con piacere questa che è stata in assoluto la mia prima 'avventura in solitaria' documentata. L'obbiettivo non era in termini di allenamento ma proprio nel riuscire a realizzare queso tipo di esperienza e prepararisi nello specifico... La Tecnica del Monoallenamento Settimanale non era stata ancora pubblicata ma già pienamente messa in atto! Mi fa effetto notare e ricordare che in quegli anni ero nel pieno della mia esperienza alimentare fruttariana, lo percepisco dalle parole che si ripetono legate alla frutta. Qui si parla di Monviso, che è stato ormai senza ritegno proposto in 'tutte le minestre' da ogni appassionato di montagna e anche da me innumerevoli volte! Che dire, buona lettura.
Al tempo dell'avventura(2012): Dopo un'intera, lunga
stagione di preparazione ultratrail e molte gare svolte sulle
lunghissime distanze a piedi, finalmente è arrivato il momento di
cimentarsi in un'impresa in solitaria: Revello-giro Viso in tappa
unica.
I preparativi sono stati
enormi per la messa appunto di tutti gli elementi necessari. Molte
uscite per ricercare il tragitto migliore, con qualche migliaio di
chilometri a piedi solo per mettere insieme un percorso snello ed
efficace, che comprendesse molto sterrato. Le cartine, i percorsi
creati con il Gps e altri presenti sulla rete hanno fatto da puzzle
per la realizzazione di questa piccola impresa indipendente.
Aggiungendo la copiosa ma necessaria componente allenante,
prettamente fisica, svolta nella mia palestra Tempio del Fitness e
correndo molto all'aperto sulle lunghe distanze.
Il mattino di sabato 28
luglio 2012, alle ore 4.34 è iniziata l'avventura a piedi nel buio
della notte partendo da Revello fino al Pian del Re, passando per il
giro del Monte Viso. La giornata è risultata ideale per le
condizioni meteo con tempo nuvoloso all'inizio, seguita dalla
formazione di una debole pioggia a tratti per tutta la mattinata,
mutando in nebbia(anche molto fitta a momenti) nelle zone d'alta
quota, quindi schiarendosi nel pomeriggio per la parte intorno al
Viso. La temperatura è sempre stata mite, senza mai far percepire la
sensazione di freddo.
Il primo punto di
riferimento incontrato è stata la Cappelletta di San Bernardo di
Rifreddo alle 5.35(km 4.3), per poi arrivare a Borgata Motetto alle
6.00(km 6.9), punto in cui non era più necessaria la luce
frontale visto l'arrivo del giorno. Passando per il lungo Po di
Sanfront ho raggiunto la frazione Erasca di Paesana alle ore 7.10(km
15.4) dove sono stati attraversati alcuni tratti asfaltati. Quindi
una lunga salita verso Croce Turnour di Paesana alle 9.38(km 24.0),
completando la prima quota significativa di 1487 metri, senza
percepire ancora alcuna sensazione di stanchezza. Proseguendo con
l'imponente discesa seguente, sono passato per Serre d'Oncino alle
ore 10.34(km 31.9) perdendo quasi 250m di dislivello. Proseguendo
ancora nelle zone d'Oncino per alcuni chilometri, ho iniziato la
salita fino al Rifugio Alpetto, raggiungendolo alle 13.19(km 42.8) su
una quota di 2219 metri. Qui sono arrivati i primi segnali di
stanchezza, poi dileguati con una breve pausa di 20 minuti insieme ad
un Tè con biscotti(purtroppo non era disponibile alcun tipo di frutto) consumati sul posto. Imboccando il sentiero V-7
mi sono introdotto sul percorso classico del giro del Monte Viso,
giungendo al passo Gallarino alle ore 14.51(km 46) per una quota di
2524 metri. Il tour intorno al Viso si presenta molto variegato in
termini di dislivello sia positivo che negativo, obbligando il
percorrente a molte variazioni di andatura e nel mio caso specifico,
con l'utilizzo di tecniche ultratrail(camminata in salita e corsa in
pianura e discesa) i cambi di velocità sono stati molteplici.
Discendendo dal passo di San Chiaffredo, attraversando la pineta ed
arrivando in valle Varaita, risalendo infine per l'interminabile
salita del Rifugio Vallanta, per conquistarlo alle ore 17.30(km 55.2)
sull'altezza di 2450 metri. Quest'ultima salita mi ha provato molto a
livello di risorse idriche, dato che erano almeno due ore che non
trovavo una fontana e quindi ho dovuto razionare molto l'acqua della
borraccia. Restando a 'secco' negli ultimi chilometri di salita verso
il Vallanta. Qui ho addirittura pensato di arrivare a bere l'acqua
del fiume, optando però poi di attendere il rifugio, dove ho dato
sfogo ad una breve sosta ed al solito Té con biscotti(anche qui non era disponibile alcun frutto!). Il tragitto è
continuato, ormai oltre il tramonto, superando il rifugio Visò e
quindi salendo per il passo delle Traversette alle ore 20.18(km 63.9)
alla quota di 2940m. L'attenzione che ho posto in questi ultimi
tratti del sentiero pietroso è stata massima per evitare brutte
storte. Da qui finalmente è arrivata la lunga e ripida discesa verso
l'arrivo fissato al Pian del Re, con la chiusura dell'uscita alle ore
21.20(km 68.1) con quota finale di 2020 metri.
Tutto il giro a piedi
partendo da Revello per giungere al Pian del Re passando per il giro
del Viso è durato 16 ore e 46 minuti per una distanza complessiva di
68.1 chilometri. Il dislivello è stato molto pronunciato, sia
nell'avvicinamento che entrando nel pieno del tour intorno al gigante
di granito.
Non ho puntato molto
sulla velocità ma piuttosto sulla percorrenza complessiva del
tragitto, anche per via del tempo che ho dovuto dedicare alla
realizzazione del filmato, visibile su questo blog. La
parte finale di questa avventura è stata quella di attendere,
dormendo a tratti e passeggiando nella notte(un freddo!), il passaggio in
automobile al mattino per l'ormai tanto desiderato ritorno a casa.
E' utile infine precisare
che per portare a termine lunghe distanze in solitaria in alta
montagna è necessaria molta preparazione ed esperienza, ricordando
che la vita è preziosa e farsi male(o peggio...) è questione di
pochi attimi in questi territori di alta montagna!
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail:
La Cro 2012 è stata davvero una gara 'nuova' visto il cospiquo cambio di percorso rispetto alle precedenti edizioni nella zona del Marcantour. Molti paesaggi bellissimi e salite dure dure. Un vero gioriello di gara.
Gli atleti allo start erano circa 400 provenienti un pò da ogni dove, come è solito nelle competizioni UltraTrail.
Per me tutto è filato liscio fino all'ottantesimo km, anche perché avevo deciso di risparmiare molto vista la novità del percorso, unito al mio ritiro nell'edizione del 2010. E' però arrivato un nuovo imprevisto che mi ha scovolto tutto nel giro di pochi minuti. Infatti giunto al punto di rifornimento del 80esimo km, alla vista di litri di cola, acqua frizzante, acqua naturale, tisane di thé e quant'altro, la mia sete pscologica dovuta ad ore di caldo e fatica a preso il soppravvento. Pur sapendo di sbagliare non ho potuto resistere e ho tragugiato troppi liquinti, tanti da provocarmi una brutta congestione pochi km dopo! E' stata la fine della gara per me, visto che senza controllo ho inziato a rimettere perfino 'l'anima'. Una vera disdetta, perché mi sentivo davvero in forma fino a pochissimi istanti prima, senza crampi, gambe sciolte, senza cicatrici dello zainetto, insomma era tutto ok. Considerando che di quella bevuta non ne avevo proprio bisogno visto che il mio corpo era perfettamente idratato, dato che avevo sempre sorseggiato regolarmete liquidi dalla camel... Poco male non può andare sempre tutto nel verso giusto! In ogni caso, ogni fallimento deve essere costruttivo e servire come esperienza per le volte successive.
La strategia di corsa che avevo adottato era sempre la solita, partendo per ultimo e via via procedere al mio passo senza guardare gli altri partecipanti. Fino all'ottantesimo km ho sempre superato e non sono mai stato 'seminato da nessuno'. Ciò mi aveva permesso di arrivare da ultimo a 200esimo al primo controllo, quindi 150esimo, fino a 125 nel controllo prima del ritiro. Senza aver mai faticato. Non avessi scioccamente bevuto fino al limite uscendo dal programma dei 'sorseggi' che avevo efficacemente condotto fino a quel momento, avrei potuto forse ottenere quel risultato che desideravo...
Mi sto facendo un esame di coscienza in questi giorni, notando che lo sconforto iniziale si sta trasformado in nuova carica per più alti stimoli. Andiamo avanti e non mi perdo d'animo perché ho sempre saputo che le difficoltà bisogna superarle.
Comincio a pensare che questa gara non sia più la mia, visto che su quattro partecipazioni sono stato costretto a due ritiri. Condizione che lascia sempre un pò di 'amaro in bocca'.
Segue un filmato ed alcune fotografie della partenza:
La parte entusiasmate della gara è stata senza duddio l'assistere alla premiazione dei campioni per ogni categoria. Inoltre è stato bello vedere il pluri-campione Marco Olmo consegnare i trofei. Per la cronaca il primo assoluto è stato ancora l'argentino Pablo Barnes.
Campo base del ritiro, alcuni istanti dopo
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail:
L'allenamento pregara che ho portato a termine oggi mi ha fornito il risultato che aspettavo da un pò. Infatti il miglioramento rispetto allo stesso percorso svolto alcune settimane prima è stato di 15 minuti netti(considerando una pausetta di qualche minuto per mangiare alla terza ora). Si, questa volta ho voluto spingere un pò di più rispetto alle precedenti sedute, come per altro dimostrano i battiti rappresentati nel grafico.
Prestazione che mi infonde conforto e sicurezza nella tecnica che sto adottando di una sola uscita settimanale di allenamento.Il mio obbiettivo, come alcuni avranno già capito, è quello di trovare una strategia ideale per la preparazione ultratrail con il minimo impegno in termini di tempo occupato. So bene che con uscite settimanali multiple sarebbe tutto più veloce ma il prezzo sarebbe quello di uno sport troppo oneroso in termini di lavoro impiegato.
Dopo la lunga distaza di 67km della scorsa domenica credevo di sentirmi maggiormente affaticato per completare bene questo allenamento. Invece non è stato così perché nonstante il mio solito 'non forzare mai', ho proseguito con leggerezza e senza alcuna stanchezza, come dimostra l'ulteriore discesa dei battiti medi. Il risultato è stato un miglioraneto della soglia del dolore insieme alla riduzione del tempo di percorrenza in rapporto allo scorso identico allenamento. COnsiderando inoltre que in questa seduta mi sono fermato per 5 minuti netti per un piccolo spuntino dopo 3 ore.
Il raffronto tra le due sessioni intorno al Monte Bracco di 35km si può notare nell'immagine che segue.
Così come il paragone tra i battiti cardiaci dei due allenamenti.
Qui soto stato definitivamente abbandonato dall minicam cinese dv80, non riuscendo più a caricarne la batteria. Non mi arrendo sul filmato e cercherò di dotarla di una mini batteria esterna con pannello solare.
Escluso il trail di oggi mi restano due allenamenti prima della Cromagnon e le cose per ora filano lisce. Sopratutto tenendo conto che con la strategia che sto esponendo in questo blog, diventa possibile affrontare ultratrail lunghissimi e durissimi con una bassissima molte di lavoro limitata ad un solo allenamento a settimana!
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail:
Finalmente gli allenamenti iniziano a riprendere un linea di vera consistenza. Liberarsi per enormi distanze a piedi, in completa autosufficienza è un'esperienza straordinaria. Questo giro sicuramente lo è stata.
La partenza da Revello era fissata per le 7.00, quindi tutto il monte Bracco passando per la Trappa, poi Rocchetta, Erasca e la Strada di Croce Tournour. Tratto in cui i lampi iniziavano a sentirsi sempre più forti e la temperatura iniziava ad abbassarsi un pò per l'alta quota e un pò per il meteo. All'imbocco dello stradone asfaltato che conduce agli impianti era iniziato a piovere molto forte. Continuando con andatura spedita ero finalmente giunto al punto più duro ed alto del tragitto: il parcheggio degli impianti sciistici. Da qui giù in discesa verso la pineta del Rifugio Bertorello ed ancora giù verso una temperatura più alta, fino a trovare i primi raggi di sole scendendo da Prato Guglielmo verso il Santuario della Madonna d'Oriente. Ancora via per una salita che conduce a Borgata Frat Genoa e quindi verso Sant'Agata costeggiando il bacino idrico di Sanfront. Sempre discesa fino all'inizio della strada che sale verso il Santuario del Devesio. La strada è ripida fino a Borgata Motetto. Proseguo per il sentiero che conduce con un sali e scendi verso la Cappella di San Bernardo. In fine mi dirigo verso la fine dell'avventura a Revello il prossimità della mia Palestra Tempio del Fitness da dove ero partito al mattino. Totale 11 ore e 42 minuti per 67,5km. Buon tempo per me, anche se non straordinario visto che l'anno passato ero riuscito a concludere lo stesso giro in 9 ore nette.
Gente poca sul tragitto, a parte qualche motociclista. A riprova che essere un ultratrailer non significa solamente proseguire veloce ma anche devozione verso la natura, il senso di libertà, la solitudine...
Con questo allenamento sono arrivato a buon punto per la prossima comparsata alla Cromagnon 2012. Da qui ho preventivato altri 3 sessioni prima dell'evento.
Aggiungo infine che in questo allenamento ho nuovamente tentato di produrre dei filmati con la mia minicam dv80 e i problemi non sono mancati visto che forse a causa del freddo la batteria si è scaricata più velocemente del solito.
I grafici che allego sono stati ricavati con il GPS da polso Garmin 305.
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail:
Conclusa la prima parte preparatoria per la mia stagione ultratrail 2012, con prima tappa la partecipazione alla gara 'Le Porte di PIetra', ricomincia un nuovo ciclo di allenamenti in vista della prossima Cromagnon 2012.
Grazie al tetto chilometrico di 72km raggiunto dominica scorsa, ho potuto creare una più che discreta base di fondo, considerando 'Leporte di Pietra' come un allenamento vero e proprio. La consegueza è stata la possibilità di passare dallo 'stadio1' con la formazione della resistenza lunga, allo 'stadio2' con mantenimento e rinforzo della velocità lunga. Ora per la 'Cromagnon 2012' ha preso il via lo 'stadio2' con l'allenamento di oggi di 24km. Il giro è il mio solito, già spiegato nel blog, intorno al monte Bracco passando per le Croci...
Qui ho sentito per la prima volta quest'anno 'la spinta' fornitami dagli allenamenti precedenti. Infatti le gambe erano molto leggere e la stanchezza quasi assente. Il dato per me indicativo di fatica sono sempre i battiti medi, questa volta scesi a 133.
Benché il tempo sia stato il solito 4 ore e 12 minuti per l'itinerario svolto, causato dalla mia prima uscita con una microcamera USB ancorata allo zainetto(video com minicam Dv80 qui sotto) e l'armeggiare mi ha rallentato di oltre 20 minuti sulla tabella di marcia entro le prima 2 ore e 30 minuti.
Valore che però potuto presto compensare, vista le totale freschezza, che arrivando al termine grazie ad una insolita alta velocità ho riguadagnato tutto il tempo perduto.
Per questo allenamento sono partito poco dopo le 6 del mattino ed il meteo era quello più favorevole per allenamenti ultratrail(nuvoloso fresco).
Mi aspetto altri piccoli ma significativi miglioramenti nelle prossime sedute che dovrebbero 'spianarmi' la strada per una Cromagnon di tutto ripetto. Vedremo i soliti imprevisti sulla dabella di marci programmata!
I grafici che allego sono stati ricavati con il GPS da polso Garmin 305.
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail:
Ecco qua che vi racconto la mia prima
esperienza nel mondo ultratrail. Ripartendo oggi, sceglierei un
approccio più graduale, partecipando per la prima volta ad un
competizione più breve... Ma quello che era fatto, era fatto!
Eravamo partiti in tanti da Limonetto e
se non ricordo male, in oltre 600. Forse il numero maggiore di
atleti di sempre quello del 2006, tra tutte le edizioni della
Cromagnon.
Come tutti i principianti con un
passato nell'atletica sono partito troppo forte credendo di riuscire
a fare la parte del leone in mezzo a tutti quegli ultratrailer più
esperti di me, che invece andavano 'piano'. Fiero, al 40esimo km ero
nel primo gruppo e pensavo che se stringevo i denti avrei avuto la
gara in pugno. Niente di più sbaglio ed illusorio! Infatti pochi
chilometri dopo avevo raggiunto il limite e tutte le persone che
credevo sconfitte mi avevano via via superato. Mi sentivo davvero un
principiante! Pensando di rimediare come potevo al danno che avevo
fatto, cercando di dosare al meglio le pochissime energie che mi
erano rimaste e quindi camminavo e camminavo anche se piano, perché
non potevo fare di più.
Giunto al 70esimo chilometro ero
finalmente arrivato a Sospel dopo un'interminabile discesa spacca
ginocchia. Lì la tentazione di ritirami era forte, anche perché
sentivo molti altri concorrenti chiamare col cellulare amici e
parenti per avvertirli che avrebbero rinunciato. Ero riuscito a non
cedere e quindi dopo una buona mezz'ora di riposo, cibo e acqua, ero
ripartito. Ancora salite dure, discese ed a un certo punto mi ero
aggregato ad altri due atleti, che come me erano andati troppo forte
all'inizio. Abbiamo concluso la parte notturna insieme tagliando il
traguardo uno dietro l'altro distanziati da pochissimi metri.
Era stata dura ma la soddisfazione era
stata impagabile. Avevo impiegato 10 ore ad arrivare a Sospel per
70km, di seguito per gli altri 32 km avevo impiegato altre 9 ore.
Totale 19 ore di fatica e soddisfazione, che avevano contribuito a
farmi capire la vera essenza dell'ultratrail. Sport bellissimo ed
avventuroso che consiglio a tutti.
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail:
Commento di oggi. Mi piace ripescare vecchi articoli che avevo scritto 'nei tempi andati'. Qui ero in pieno periodo agonistico e la tecnica del Monoallenamento settimanale era applicata in 'modo ferreo', anche se il libro non esisteva ancora. Ricordo con piacere questa bella gara notturna, ancora oggi nel 2023 mentre rileggo queste parole...
Descrizione di quei tempi. Decisi nel 2009 di partecipare come
ripiego alla Neander Trail visto il definitivo annullamento causa
neve della Cromagnon da parte dell'organizzazione.
Da qui il ritrovo a Monte Carlo per
salire sui pullman adibiti al trasporto di tutti gli atleti al punto
di 'Start' della gara. Infatti, per chi non conosce questa
competizione si parte dall'entroterra Francese per poi discendere a
Cap D'Ail. Tutto di notte, perché la partenza è fissata al
crepuscolo.
Per me è stata una bella esperienza
anche se non sono mancati gli sbagli di direzione, non a causa della
cattiva segnalazione ma della fitta nebbia che si era creata nella
notte in alcuni tratti dell'itinerario. Ovviamente come succede in
molte gare, lo sciame di atleti segue, a mo di gregge di pecore, quelli
che sono davanti e se questi sbagliano direzione succede un
grande pasticcio. In ogni caso dopo aver corso per 6km nella
direzione sbagliata e perso quasi un'ora sulla tabella di marcia, mi
sono riallacciato alla strada corretta da seguire. Inutile dire che
questo erroraccio ha rovinato il mio tempo gara e conseguentemente la
mia posizione in graduatoria. Poco male, anche perché, come già
evidenziato in altre occasioni, gli ultratrail dovrebbero essere
esperienze di confronto con se stessi e mai con gli altri!
Nella corsa notturna le regole cambiano
molto, le imperfezioni del terreno si notano meno, i segnali di
direzione pure, i sentieri sono meno netti... Ciò implica
un'attenzione molto migliore del paesaggio e dei segnali finalizzati
al mantenere la strada corretta da percorrere.
La Neander Trail, a parte il primo
tratto, è più una corsa per la discesa che per la salita.
Particolare che non deve far sottovalutare il livello della
competizione, visto che dopo 52km, la discesa può diventare più dura
di una salita, specialmente se svolta nel buio della notte.
I primi ad arrivare al traguardo hanno
impiegato circa 5 ore(vincitore Antoine Guillon) e per me il tempo è
stato poco superiore alle 8 ore(nonostante i numerosi sbagli di
strada), collocandomi alla 25esima posizione della classifica assoluta. Tempo che mi ha reso soddisfatto della performace.
Altro breve estratto della bella gara 'Grand Tral di Valdigne 2011', preparata anche questa con la tecnica del Monoallenamento Settimanale. Libro disponibile qui:
Per gli appassionati di
Ultra Trail sabato 9 luglio 2011 c'è stata la possibilità di
mettersi ancora una volta alla prova e confrontarsi con gli altri
partecipanti al Grand Trail di Valdigne, su una lunghezza di 100km
netti, per un dislivello positivo di 5300 metri. Una gara bella ma
dura che ha imposto la traversata di ben 5 colli di circa 2500m
ciascuno. Fortunatamente la giornata è stata per lo più ideale, con
temperature non troppo calde ne troppo fredde ed il meteo ha
risparmiato tutti dalla pioggia per il 90% del percorso.
Allo scoccare delle 8.00
del mattino, puntualmente come da programma, ha preso il via la
competizione dall'accogliente paesino montano Morgex a 990m di quota.
Si è proseguito su un percorso pressoché pianeggiante per 5 km fino
a La Salle. Da qui non sono mancate le prime 'sparate' in velocità
dei concorrenti più inesperti, come se la gara terminasse di lì a
poco, invece mancavano ancora ben 95 km! Dal sesto km è iniziata la
prima ed impietosa salita fino al sedicesimo km per raggiungere Punta
Fetta a quota 2623 metri. Così la fila dei partecipanti ha iniziando
a diradarsi lasciando spazio al fiatone dei concorrenti e al rumore
della natura, obbligando tutti gli atleti ad abbandonare le
chiacchere! Oltrepassando la prima vetta inizia una lunga discesa
fino al km 27 situato a Planaval(1750 metri s.l.m.). E' difficile
cantare vittoria per la discesa appena conclusa dato che proprio al
termine si presenta, difronte a tutti i concorrenti una nuova ed
avvincente risalita verso la seconda punta, Col Licony al km 36 per
una quota di 2670m, una vera sfida! I paesaggi lasciano senza sfiato
e di tanto in tanto riusciamo ad intravvedere alcuni particolari nel
Monte Bianco, fra gli spiragli delle nubi. Superata quest'altra
vetta, l'obbiettivo per tutti gli irriducibili concorrenti è quello
di raggiungere la 'città di mezzo', Courmayeur al km 45 su un
altezza dal mare di 1220 metri. L'accoglienza dei cittadini e turisti
di Courmayeur è stata esaltante per tutti, facendo sentire ogni
atleta un campione, grazie al clamoroso tifo ed intensi applausi. Qui
molti si sono riposati qualche minuto, approfittando dell'abbondate
banchetto presente, con piatti di pasta, minestre, frutta, bevande...
Molti purtroppo non sono stati attenti al tranello istintivo di
abbuffarsi durante una gara così faticosa. Mangiare troppo per molti
ha significato terminare la sfida precocemente pochi km dopo, visto
l'innesco del processo digestivo. Infatti i ritiri verso la vetta Col
Arp al km 55 a quota 2751m, sono stati moltissimi! Ormai siamo oltre
la metà dell'ultratrail ed anche se la fatica si alza
progressivamente, la voglia di arrivare diventa più forte. Una nuova
discesa verso La Tuille, km 65 a quota 1447 ed un nuovo colle
superato, qui sarebbe di nuovo banchetto ma i più saggi vista
l'appena passata mangiata hanno saputo moderarsi, anche perché il
tempo è prezioso, quindi per lo più ci si è limitati ad un
rifornimento delle provviste nello zainetto. L'unico punto dove il
meteo è stato impietoso è stata tutta la salita verso il rifugio
Deffeyers al km 74 per una quota di 2500 metri netti. La notte è
oramai giunta per la maggior parte degli ultratrailers, rendendo
obbligatoria molta attenzione ai sentieri d'altura ricchi di pietroni
pericolosi per storte e scivolate. Alcuni tratti esposti hanno reso
necessario lo sfruttamento delle catene agganciate al passaggio in
prossimità dei profondi dirupi. Ora il freddo, dopo la pioggia
appena trascorsa abbinato alla notte in alta quota, inizia a farsi
sentire rendendo utile una giacchetta traspirante o un pile. Un pò
di 'sali e scendi' immersi nel buio, molte cadute di atleti
intraprendenti che si scagliavano in corsa, armati di una certa dose
di coraggio, nelle disconnesse discese. Qui si arriva finalmente
all'ultima punta denominata Col Croce a 2381 metri, dove seguiranno
altri 19 km di discesa tra campi da pascolo e scurissime pinete,
raggiungendo finalmente il paesino Morgex dove sarà attraversato il
traguardo d'arrivo al centesimo km.
Non sono mancati momenti
di vera avventura e complicità con altri atleti stremati, oltre alla
massima cordialità da parte dello staff organizzativo distribuito
nei vari punti di rifornimento e controllo.
Sono stati molti i
partecipanti, provenienti da 21 nazioni differenti, conferendo un
tocco di mondialità all'evento, raggiungendo nella distanza di
100km(sono state organizzate versioni alternative di 55km e 20km in
contemporanea) 321 iscritti, dei quali solamente 231 giunti
all'arrivo. Ciò denota la difficoltà del Grand Trail di Valdigne.
Il primo qualificato(Clap Cesare) ha tagliato il traguardo con lo
straordinario tempo di 12 ore e 03 minuti. Mentre l'ultimo in 27 ore
e 44 minuti, rientrando così nel tempo limite di 28 ore imposto dal
regolamento.
Per quanto riguarda la
mia personale partecipazione avevo preventivato un tempo massimo di
20 ore, che alla fine è stato con soddisfazione migliorato,
chiudendo il Grand Trail in 18 ore e 44 minuti, giungendo 72esimo
nella graduatoria generale e 20esimo nella categoria d'età.
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail:
Ormai sono moltissimi anni che sono UltraTrailer agonista. Infatti la mia prima esperienza era stata la CroMagnon 2006. Gara che mi ha appassionato, distrutto fisicamente che psicologicamente, forgiato, reso più forte... In quel periodo pensavo di essere una persona allenata e invece durante quella prima prova ultratrail ho capito che ero solamente un 'mezza cartuccia' un pò troppo fiero di me. Infatti come tutti gli ultratrailes principianti sono sfrecciato fin da subito per mantenere la posizione del primo gruppo. Cosa che sono riuscito a mettere in atto per i primi 20km. Il bello però è venuto dopo, visto che fino al 40esimo km ho sempre perso posizioni, con conseguente morale in caduta libera! Nonostante ciò ho tenuto duro fino al settantesimo km(Sospel), perdendo sempre altre decine e decine di posizioni. Era diventata una lotta contro me stesso e la mia arroganza iniziale, pagandola a caro prezzo bruciando tutte le energie troppo presto. Giunto a Sospel, con dolori lancinanti a ginocchia e caviglie, è arrivata la tentazione del ritiro visto che dopo quelle 10 ore nette, sentivo molti che in quel punto sceglievano di abbandonare. Tra me e me, dopo aver mangiato qualcosa, ho pensato fortunatamente che se avessi mollato tutta la fatica che avevo provato fino a quel punto sarebbe stata vana. Quindi ho raccolto quelle poche forze che avevo ancora, un passo alla volta camminando, ho continuato per i restanti 30 e rotti km. In quel tratto fortunatamente ho incontrato 2 bravi atleti nella mia stessa condizione, che hanno scelto di completare l'impresa con me. Così facendoci forza l'uno con l'altro, specialmente nel tratto notturno, siamo riusciti ad arrivare al termine per un totale di circa 19 ore. Credo che quella sia stata la più grande esperienza sportiva della mia vita, anche se ad oggi ho superato di molto quel livello. Però la prima volta è sempre la prima volta!
Vediamo ora come, dopo ormai molti anni di sbagli ed esperienza, preparerò le tre gare ultratrail a cui mi sono iscritto nel 2012:
- Le Porte di Pietra 72km (12 maggio 2012)
- La CroMagnon 114km (23-24 giugno 2012)
- Il Grand Trai di Valdigne 100km (14-15 luglio 2012)
Negli anni ho notato che, anche se passo un periodo senza allenamento, riesco comunque a percorre distanze relativamente lunghe a velocità moderate. Diciamo allenamenti trail da 35 km senza avere troppe conseguenze nei giorni successivi partendo da zero.
Fatto il punto della situazione, ho pianificato allenamenti al 'raddoppio' fino a toccare la distanza della mia prima competizione. Infatti partendo dal mio paese (Revello - CN) in Valle Po, sono risuscito ad estrapolare negli anni itinerari misurati al GPS, che mi permettono delle progressioni fino ad 80 km col 95% di superficie sterrata.
Nel concreto ho quindi intrapreso i seguenti allenamenti dopo essere stato fermo nella preparazione ultra trail da ottobre 2011. L'inizio è stato fine marzo 2012:
LE PORTE DI PIETRA 2012
Primo Stadio(formazione della lunga resistenza)
Ovviamente questa tecnica 'del raddoppio' nella distanza percorsa in allenamento settimanale non è consigliata ai principianti ma solo alle persone esperte nell'ultratrail. Personalmente non condivido queste forzature in condizioni normali. Sono più per una progressione lenta e lunga anche per gli avanzati. Le circostanze di questo periodo però mi hanno costretto a questa soluzione per contrastare i tempi ristretti della preparazione alla prima competizione (Le porte di pietra), riservando un discreto periodo di risposo prima dell'evento.
Terminata la prima competizione ultratrail, posso concentrarmi sulla seconda e più lunga Cromagnon(Limone-Cap d'Ail) di 114km. Qui, a differenza della prima parte(Stadio1) dove si ricervava più che altro la lunga resistenza, con allenamenti via via più chilometrici, ora(Stadio2) l'intento è quello di migliorare la velocità di percorrenza, strutturando un'alternanza tra sessioni brevi e lunghe. Vi espongo le mie sessioni preparatorie:
Il presente blog lo dedico a tutti gli Ultra Trailers, principianti o avanzati che siano, nella speranza che possano essi trarre giovamento dalle mie esperienze, sia nella competizione che nell'allenamento.
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail: