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giovedì 19 ottobre 2023

Neander Trail 2009, 52km - Good result with the Weekly Single-Training Technique

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Today's comment. I enjoy revisiting old articles I wrote in 'bygone times.' During that period, I was fully engaged in competitive running, and the Monoallenamento settimanale (Weekly Single-Training) technique was applied rigorously, even though the book didn't exist yet. I fondly remember this beautiful night race, even in 2023 as I reread these words...

Description of those times. In 2009, I decided to participate as an alternative to the Neander Trail due to the cancellation of the Cromagnon race because of snow by the organizers. This led to the gathering in Monte Carlo to board the buses designated for transporting all athletes to the race's starting point. For those unfamiliar with this competition, it starts from the French hinterland and descends to Cap D'Ail, all at night since the start is scheduled at twilight.

It was a great experience for me, although there were occasional navigational errors, not due to poor signage but because of the thick fog that had formed in some parts of the route during the night. As is often the case in many races, the swarm of athletes follows those in the lead, like a flock of sheep, and if they make a wrong turn, it leads to a big mess. In any case, after running 6 km in the wrong direction and losing nearly an hour off the schedule, I reconnected with the correct path to follow. Needless to say, this blunder affected my race time and consequently my ranking. No big deal, as I've already emphasized on other occasions, ultratrails should be experiences of self-reflection, not competition with others!

In a night race, the rules change significantly. Imperfections in the terrain are less noticeable, directional signs too, and the trails are less distinct. This requires much better attention to the landscape and signs meant to keep you on the right path. The Neander Trail, aside from the initial stretch, is more of a race for descending than climbing. This particular aspect should not lead to underestimating the level of competition, especially since after 52 km, the descent can become tougher than an ascent, especially in the darkness of the night.

The first to cross the finish line took about 5 hours (winner Antoine Guillon), and my time was just over 8 hours (despite numerous navigation errors), placing me in the 25th position in the overall ranking. This time left me satisfied with my performance.

For a more official description, you can refer to this link: https://www.runnersworld.com/it/news/a2354/6deg-raid-notturno-del-neander-trail/

Below is the detail of the reference links related to my ultratrail and trail articles:

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sabato 30 giugno 2012

CROMAGNON 2012

La Cro 2012 è stata davvero una gara 'nuova' visto il cospiquo cambio di percorso rispetto alle precedenti edizioni nella zona del Marcantour. Molti paesaggi bellissimi e salite dure dure. Un vero gioriello di gara.
Gli atleti allo start erano circa 400 provenienti un pò da ogni dove, come è solito nelle competizioni UltraTrail.
Per me tutto è filato liscio fino all'ottantesimo km, anche perché avevo deciso di risparmiare molto vista la novità del percorso, unito al mio ritiro nell'edizione del 2010. E' però arrivato un nuovo imprevisto che mi ha scovolto tutto nel giro di pochi minuti. Infatti giunto al punto di rifornimento del 80esimo km, alla vista di litri di cola, acqua frizzante, acqua naturale, tisane di thé e quant'altro, la mia sete pscologica dovuta ad ore di caldo e fatica a preso il soppravvento. Pur sapendo di sbagliare non ho potuto resistere e ho tragugiato troppi liquinti, tanti da provocarmi una brutta congestione pochi km dopo! E' stata la fine della gara per me, visto che senza controllo ho inziato a rimettere perfino 'l'anima'. Una vera disdetta, perché mi sentivo davvero in forma fino a pochissimi istanti prima, senza crampi, gambe sciolte, senza cicatrici dello zainetto, insomma era tutto ok. Considerando che di quella bevuta non ne avevo proprio bisogno visto che il mio corpo era perfettamente idratato, dato che avevo sempre sorseggiato regolarmete liquidi dalla camel... Poco male non può andare sempre tutto nel verso giusto! In ogni caso, ogni fallimento deve essere costruttivo e servire come esperienza per le volte successive.
La strategia di corsa che avevo adottato era sempre la solita, partendo per ultimo e via via procedere al mio passo senza guardare gli altri partecipanti. Fino all'ottantesimo km ho sempre superato e non sono mai stato 'seminato da nessuno'. Ciò mi aveva permesso di arrivare da ultimo a 200esimo al primo controllo, quindi 150esimo, fino a 125 nel controllo prima del ritiro. Senza aver mai faticato. Non avessi scioccamente bevuto fino al limite uscendo dal programma dei 'sorseggi' che avevo efficacemente condotto fino a quel momento, avrei potuto forse ottenere quel risultato che desideravo...
Mi sto facendo un esame di coscienza in questi giorni, notando che lo sconforto iniziale si sta trasformado in nuova carica per più alti stimoli. Andiamo avanti e non mi perdo d'animo perché ho sempre saputo che le difficoltà bisogna superarle.
Comincio a pensare che questa gara non sia più la mia, visto che su quattro partecipazioni sono stato costretto a due ritiri. Condizione che lascia sempre un pò di 'amaro in bocca'.
Segue un filmato ed alcune fotografie della partenza:


La parte entusiasmate della gara è stata senza duddio l'assistere alla premiazione dei campioni per ogni categoria. Inoltre è stato bello vedere il pluri-campione Marco Olmo consegnare i trofei. Per la cronaca il primo assoluto è stato ancora l'argentino Pablo Barnes.




Campo base del ritiro, alcuni istanti dopo

Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:






venerdì 11 maggio 2012

Cromagnon 2006, la prima ultratrail non si scorda mai!

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Ecco qua che vi racconto la mia prima esperienza nel mondo ultratrail. Ripartendo oggi, sceglierei un approccio più graduale, partecipando per la prima volta ad un competizione più breve... Ma quello che era fatto, era fatto!
Eravamo partiti in tanti da Limonetto e se non ricordo male, in oltre 600. Forse il numero maggiore di atleti di sempre quello del 2006, tra tutte le edizioni della Cromagnon.
Come tutti i principianti con un passato nell'atletica sono partito troppo forte credendo di riuscire a fare la parte del leone in mezzo a tutti quegli ultratrailer più esperti di me, che invece andavano 'piano'. Fiero, al 40esimo km ero nel primo gruppo e pensavo che se stringevo i denti avrei avuto la gara in pugno. Niente di più sbaglio ed illusorio! Infatti pochi chilometri dopo avevo raggiunto il limite e tutte le persone che credevo sconfitte mi avevano via via superato. Mi sentivo davvero un principiante! Pensando di rimediare come potevo al danno che avevo fatto, cercando di dosare al meglio le pochissime energie che mi erano rimaste e quindi camminavo e camminavo anche se piano, perché non potevo fare di più.
Giunto al 70esimo chilometro ero finalmente arrivato a Sospel dopo un'interminabile discesa spacca ginocchia. Lì la tentazione di ritirami era forte, anche perché sentivo molti altri concorrenti chiamare col cellulare amici e parenti per avvertirli che avrebbero rinunciato. Ero riuscito a non cedere e quindi dopo una buona mezz'ora di riposo, cibo e acqua, ero ripartito. Ancora salite dure, discese ed a un certo punto mi ero aggregato ad altri due atleti, che come me erano andati troppo forte all'inizio. Abbiamo concluso la parte notturna insieme tagliando il traguardo uno dietro l'altro distanziati da pochissimi metri.
Era stata dura ma la soddisfazione era stata impagabile. Avevo impiegato 10 ore ad arrivare a Sospel per 70km, di seguito per gli altri 32 km avevo impiegato altre 9 ore. Totale 19 ore di fatica e soddisfazione, che avevano contribuito a farmi capire la vera essenza dell'ultratrail. Sport bellissimo ed avventuroso che consiglio a tutti.

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giovedì 10 maggio 2012

Cromagnon 2008, l'anno dei campioni!

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Sono stato orgoglioso di aver partecipato all'edizione 2009 della Cromagnon. Infatti quell'anno c'erano tutti i più forti insieme: Marco Olmo, Dawa Dachhiri Sherpa, Antoine Guillon e altri...
A causa di alcuni inconvenienti riguardanti la parte iniziale del percorso la partenza era stata spostata da Limone a Limonetto. Per questo qualche chilometro era andato perso. Il meteo era buono, senza alti ne bassi, una temperatura 'giusta'.
Allo 'start' la fila di atleti ha iniziato la sua marcia ed io a titolo sperimentale ho lasciato passare tutti, restando nell'ultimo gruppo. Strategia atta a risparmiare energie per poterne così usufruire in momenti difficili. Scelta che per me si è rivelata giusta, infatti ritengo che la gara non si esaurisca nei primi chilometri facili ma vada 'giocata' nel difficile, dall'ultimo quarto della distanza in poi. Così su questa base ad ogni mia ultratrail sono sempre partito tra gli ultimi e sono sempre rimasto soddisfatto della gestione energetica(altri inconvenienti a parte...).
Certo la Cromagnon è una gara dura e lunghissima, composta da un variegato percorso, quindi non sono mancati momenti di crisi, intervallati ad altre fasi di assoluta energia.
Il punto di sollievo ritengo che in questa gara sia Sospel, dove una volta raggiunto si devono stringere i denti ancora per una trentina di chilometri ed il gioco è fatto. Quindici chilometri dopo iniziano abbondati tratti di discesa intervallati da alcuni colli, per poi scendere al mare e tagliare così il traguardo a Cap d'Ail.
Per me la Cromagnon di quell'anno è stata la migliore di sempre, visto che l'avevo chiusa in 16 ore e 44 minuti.
Invece per il mio idolo ultratrailer Marco Olmo non è andata bene, infatti dopo l'assoluto dominio in tutte le passate edizioni di questa competizione, quell'anno era stato battuto, giungendo 'solamente' quarto. Mentre il primo qualificato era stato Dawa Sherpa con l'incredibile tempo sotto le 9 ore!
Ora, nel 2012, cercherò di rifarmi dopo il fallimento all'edizione del 2010.

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Neander Trail 2009, 52km - Buon risultato con la Tecnica del Monoallenamento settimanale

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Commento di oggi. Mi piace ripescare vecchi articoli che avevo scritto 'nei tempi andati'. Qui ero in pieno periodo agonistico e la tecnica del Monoallenamento settimanale era applicata in 'modo ferreo', anche se il libro non esisteva ancora. Ricordo con piacere questa bella gara notturna, ancora oggi nel 2023 mentre rileggo queste parole...
 
Descrizione di quei tempi. Decisi nel 2009 di partecipare come ripiego alla Neander Trail visto il definitivo annullamento causa neve della Cromagnon da parte dell'organizzazione.
Da qui il ritrovo a Monte Carlo per salire sui pullman adibiti al trasporto di tutti gli atleti al punto di 'Start' della gara. Infatti, per chi non conosce questa competizione si parte dall'entroterra Francese per poi discendere a Cap D'Ail. Tutto di notte, perché la partenza è fissata al crepuscolo.
Per me è stata una bella esperienza anche se non sono mancati gli sbagli di direzione, non a causa della cattiva segnalazione ma della fitta nebbia che si era creata nella notte in alcuni tratti dell'itinerario. Ovviamente come succede in molte gare, lo sciame di atleti segue, a mo di gregge di pecore, quelli che sono davanti e se questi sbagliano direzione succede un grande pasticcio. In ogni caso dopo aver corso per 6km nella direzione sbagliata e perso quasi un'ora sulla tabella di marcia, mi sono riallacciato alla strada corretta da seguire. Inutile dire che questo erroraccio ha rovinato il mio tempo gara e conseguentemente la mia posizione in graduatoria. Poco male, anche perché, come già evidenziato in altre occasioni, gli ultratrail dovrebbero essere esperienze di confronto con se stessi e mai con gli altri!
Nella corsa notturna le regole cambiano molto, le imperfezioni del terreno si notano meno, i segnali di direzione pure, i sentieri sono meno netti... Ciò implica un'attenzione molto migliore del paesaggio e dei segnali finalizzati al mantenere la strada corretta da percorrere.
La Neander Trail, a parte il primo tratto, è più una corsa per la discesa che per la salita. Particolare che non deve far sottovalutare il livello della competizione, visto che dopo 52km, la discesa può diventare più dura di una salita, specialmente se svolta nel buio della notte.
I primi ad arrivare al traguardo hanno impiegato circa 5 ore(vincitore Antoine Guillon) e per me il tempo è stato poco superiore alle 8 ore(nonostante i numerosi sbagli di strada), collocandomi alla 25esima posizione della classifica assoluta. Tempo che mi ha reso soddisfatto della performace.
 


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