Happy Bike è un sistema di gestione delle uscite in bicicletta che consente di praticare sport senza usurare l’organismo. Oggi lo sport è spesso portato all’esasperazione: conosco molte persone che passano dal non fare nulla al fare troppo, da un giorno all’altro. Questa esagerazione improvvisa conduce facilmente all’infortunio e, di conseguenza, alla resa precoce dell’atleta.
Lo sport fa bene, ma come tutte le cose di questo mondo deve essere dosato con gradualità per poter godere appieno dei suoi benefici.
Detto questo, l’avventura Happy Bike che mi accingo a raccontare, il giro in bicicletta attorno all’Isola d’Elba, è stata un’esperienza favolosa e unica. Si tratta di un luogo straordinario, che merita di essere esplorato in bicicletta.
Sono partito tardi, perché in vacanza non voglio impormi orari o sveglie: alle 10.30 sono salito in sella alla mia vecchia bici da corsa. Quest’anno, dopo ben 23 anni, ho finalmente messo mano alla sua meccanica: un ottimo acquisto dell’epoca presso Decathlon, con il modello di punta di quei tempi! Ho sostituito il blocco pignoni con uno da 28 denti, più adatto alle salite, poiché il precedente era pensato per la pianura, anche se le salite impegnative non me le sono mai fatte mancare. Con Happy Bike sto lavorando a un nuovo traguardo che rivelerò solo a obiettivo raggiunto, e questa modifica era indispensabile.
La partenza è avvenuta da Marina di Campo, presso il Camping degli Ulivi, dove soggiorno con il camper. Il sole già si faceva sentire, impetuoso, e il caldo proveniva sia dall’asfalto sia dall’alto, come spesso accade d’estate.
Panorami mozzafiato al Colle della Palombaia, Cavoli con la sua splendida spiaggia, Seccheto e i vari belvedere. Proseguo con ritmo regolare, alternando pedalate e fotografie, per godermi il viaggio sulla mia bici muscolare, proprio come consiglia Happy Bike.
Raggiungo Fetovaia, che costeggio senza fermarmi ma osservo con attenzione. La strada prosegue scoscesa lungo la costa fino a Pomonte, poi Chiessi. Ogni tanto guardo verso l’interno dell’isola, cercando di intravedere la cima del Monte Capanne, che avevo visitato qualche anno fa in un tour a piedi partendo da Lacona.
Giungo a Colle d’Orano dopo una lunga tratta e mi fermo per un primo spuntino veloce, rinunciando al caffè per gustarlo nel prossimo comune. Perdo quota e scendo verso le spiagge di Sant’Andrea e Cotoncello, poi risalgo la dura salita in direzione Marciana, affrontando una fitta serpentina di tornanti. In un locale gestito da una persona molto gentile mi viene offerto un ottimo caffè.
Attraverso Poggio e arrivo a Marciana Marina dopo una lunga discesa. Qui faccio un nuovo spuntino e cerco una fontana, senza trovarla, quindi riparto. La strada corre vicina al mare fino a Procchio, poi oltrepasso una serie di colli, abbandonando la costa che ogni tanto riappare in lontananza. La salita è dura, ma le gambe sono ancora fresche.
Raggiungo Portoferraio per una pausa al bar: il caldo comincia a farsi sentire e la fatica aumenta. Mi dirigo verso il capo nord dell’isola, affrontando numerosi tornanti in salita. C’è molta più gente di quanto mi aspettassi. Arrivo a Punta di Sansone, dove ammiro decine di barche ormeggiate di ogni dimensione: ne è valsa la pena per questa deviazione.
Torno a Portoferraio e riprendo il giro dell’isola. Da qui la salita si fa impegnativa, complice il gran caldo: le ruote sembrano incollate all’asfalto, nonostante il nuovo rapporto da 28 denti! Oltrepasso La Concia e raggiungo Bagnaia; la strada si restringe a una sola corsia, supero Poggio Fortino e arrivo a Nisporto. Nessuna auto, nessuna bici, nessun pedone, tranne nei piccoli centri abitati.
Giungo a Rio nell’Elba, un bel borgo medievale dove mi fermo alla fontana per riempire la borraccia. Trovo anche un accogliente bar e mi concedo una bottiglia in vetro di Coca Cola, buonissima in queste condizioni di fatica!
Finalmente una lunga discesa: il caldo svanisce, sono ormai le 18.00 e le energie tornano. Dopo una serie di tornanti arrivo a Porto Azzurro, poi mi avvio verso Capoliveri e mi fermo a Lacona, zona dei miei soggiorni precedenti all’Elba. Qui la temperatura è più gradevole e si pedala nuovamente con piacere: la bici scorre bene.
Dopo 10 ore e 13 minuti di percorrenza raggiungo il punto di partenza a Marina di Campo, completando un anello di 125 km e 4600 metri di dislivello complessivo. Non mi aspettavo tanta salita e discesa! Concludo l’avventura intorno alle 21.00, soddisfatto e grato per questa splendida giornata di sport e scoperta.

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