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lunedì 13 luglio 2026

Happy-Bike, tour dell'Isola d'Elba - 125km, 4600m di dislivello in bici da corsa

 


Happy Bike è un sistema di gestione delle uscite in bicicletta che consente di praticare sport senza usurare l’organismo. Oggi lo sport è spesso portato all’esasperazione: conosco molte persone che passano dal non fare nulla al fare troppo, da un giorno all’altro. Questa esagerazione improvvisa conduce facilmente all’infortunio e, di conseguenza, alla resa precoce dell’atleta.

Lo sport fa bene, ma come tutte le cose di questo mondo deve essere dosato con gradualità per poter godere appieno dei suoi benefici.

Detto questo, l’avventura Happy Bike che mi accingo a raccontare, il giro in bicicletta attorno all’Isola d’Elba, è stata un’esperienza favolosa e unica. Si tratta di un luogo straordinario, che merita di essere esplorato in bicicletta.

Sono partito tardi, perché in vacanza non voglio impormi orari o sveglie: alle 10.30 sono salito in sella alla mia vecchia bici da corsa. Quest’anno, dopo ben 23 anni, ho finalmente messo mano alla sua meccanica: un ottimo acquisto dell’epoca presso Decathlon, con il modello di punta di quei tempi! Ho sostituito il blocco pignoni con uno da 28 denti, più adatto alle salite, poiché il precedente era pensato per la pianura, anche se le salite impegnative non me le sono mai fatte mancare. Con Happy Bike sto lavorando a un nuovo traguardo che rivelerò solo a obiettivo raggiunto, e questa modifica era indispensabile.

La partenza è avvenuta da Marina di Campo, presso il Camping degli Ulivi, dove soggiorno con il camper. Il sole già si faceva sentire, impetuoso, e il caldo proveniva sia dall’asfalto sia dall’alto, come spesso accade d’estate.

Panorami mozzafiato al Colle della Palombaia, Cavoli con la sua splendida spiaggia, Seccheto e i vari belvedere. Proseguo con ritmo regolare, alternando pedalate e fotografie, per godermi il viaggio sulla mia bici muscolare, proprio come consiglia Happy Bike.

Raggiungo Fetovaia, che costeggio senza fermarmi ma osservo con attenzione. La strada prosegue scoscesa lungo la costa fino a Pomonte, poi Chiessi. Ogni tanto guardo verso l’interno dell’isola, cercando di intravedere la cima del Monte Capanne, che avevo visitato qualche anno fa in un tour a piedi partendo da Lacona.

Giungo a Colle d’Orano dopo una lunga tratta e mi fermo per un primo spuntino veloce, rinunciando al caffè per gustarlo nel prossimo comune. Perdo quota e scendo verso le spiagge di Sant’Andrea e Cotoncello, poi risalgo la dura salita in direzione Marciana, affrontando una fitta serpentina di tornanti. In un locale gestito da una persona molto gentile mi viene offerto un ottimo caffè.

Attraverso Poggio e arrivo a Marciana Marina dopo una lunga discesa. Qui faccio un nuovo spuntino e cerco una fontana, senza trovarla, quindi riparto. La strada corre vicina al mare fino a Procchio, poi oltrepasso una serie di colli, abbandonando la costa che ogni tanto riappare in lontananza. La salita è dura, ma le gambe sono ancora fresche.

Raggiungo Portoferraio per una pausa al bar: il caldo comincia a farsi sentire e la fatica aumenta. Mi dirigo verso il capo nord dell’isola, affrontando numerosi tornanti in salita. C’è molta più gente di quanto mi aspettassi. Arrivo a Punta di Sansone, dove ammiro decine di barche ormeggiate di ogni dimensione: ne è valsa la pena per questa deviazione.

Torno a Portoferraio e riprendo il giro dell’isola. Da qui la salita si fa impegnativa, complice il gran caldo: le ruote sembrano incollate all’asfalto, nonostante il nuovo rapporto da 28 denti! Oltrepasso La Concia e raggiungo Bagnaia; la strada si restringe a una sola corsia, supero Poggio Fortino e arrivo a Nisporto. Nessuna auto, nessuna bici, nessun pedone, tranne nei piccoli centri abitati.

Giungo a Rio nell’Elba, un bel borgo medievale dove mi fermo alla fontana per riempire la borraccia. Trovo anche un accogliente bar e mi concedo una bottiglia in vetro di Coca Cola, buonissima in queste condizioni di fatica!

Finalmente una lunga discesa: il caldo svanisce, sono ormai le 18.00 e le energie tornano. Dopo una serie di tornanti arrivo a Porto Azzurro, poi mi avvio verso Capoliveri e mi fermo a Lacona, zona dei miei soggiorni precedenti all’Elba. Qui la temperatura è più gradevole e si pedala nuovamente con piacere: la bici scorre bene.

Dopo 10 ore e 13 minuti di percorrenza raggiungo il punto di partenza a Marina di Campo, completando un anello di 125 km e 4600 metri di dislivello complessivo. Non mi aspettavo tanta salita e discesa! Concludo l’avventura intorno alle 21.00, soddisfatto e grato per questa splendida giornata di sport e scoperta.

Segue traccia GPS Komoot con tutte le foto:



lunedì 4 agosto 2025

Happy-Bike, da Bastia(Biguglia) a Saint Florent e ritorno in bicicletta - 55km e D+ 1200m

 


 

Bene, oggi 04-08-2025 ho completato il secondo ed ultimo dei due obiettivi che mi ero prefissato per questa estate 2025 in Corsica: raggiungere Saint Florent in bicicletta.

Il campeggio in cui mi trovo è a Biguglia, nei pressi di Bastia. Da qui, per raggiungere Saint Florent, è necessario attraversare circa 4 chilometri di riserva naturale fino alla base dei colli del 'dito corso'. Si tratta di superare lo spartiacque che divide il lato orientale dell’inizio del dito da quello occidentale. L’altitudine non è elevata, circa 600 metri di dislivello positivo ma la vera difficoltà è rappresentata dalla ripidità improvvisa del versante di Bastia.


 

Appena il tempo di scaldarsi con 5 o 6 chilometri di pianura, la strada comincia a salire in modo repentino e deciso, conducendomi verso il valico. Ho dovuto fare qualche sosta lungo il tragitto in salita, ma nulla è andato sprecato: ho approfittato di quei momenti per scattare fotografie e idratarmi, soprattutto bere, visti i 35 gradi battenti!

Poco prima di raggiungere la cima si trova un monumento dedicato alla Seconda Guerra Mondiale (che ho fotografato), e, poco più avanti, un utilissimo chiosco su ruote, molto frequentato e completo di tavolini. Mi ci sono fermato al ritorno, ma non all’andata.


 

Una volta superato il colle, il paesaggio cambia radicalmente. La discesa è continua per una ventina di chilometri. Il versante occidentale è più lungo e dolce rispetto a quello orientale, che si presenta invece piuttosto 'aggressivo', pur essendo ben asfaltato e ampio. La discesa verso Saint Florent è spettacolare: si attraversano piccoli comuni e si pedala lungo il mare per due piacevoli chilometri in pianura.

Il mare è di un azzurro intenso e le spiagge sono vicinissime alla strada. Curiosamente, in questo tratto non c’è molta folla. Arrivati al centro cittadino, invece, si percepisce una vivacità incredibile: gente ovunque, il porto immenso e pieno di piccole imbarcazioni. Sembra quasi che il confine tra l’area portuale e il centro del paese si dissolva.



 

Mi sono diretto con la bicicletta fino a un molo tra le barche per il mio spuntino rigenerativo. Poi ho preso un caffè in un bar lì vicino (qui lo chiamano “espresso” e, come sempre, lo ordino macchiato e a quanto pare mi capiscono anche se in Francia). Dopo qualche minuto seduto al tavolo… si riparte.

Al ritorno ho riattraversato gli stessi luoghi visti all’andata. All’inizio ho utilizzato un rapporto intermedio sul cambio Shimano, poi, nella salita più impegnativa, sono passato al rapporto più leggero disponibile: una scelta che mi ha permesso di risparmiare parecchie energie.

La salita del rientro è percepibile ma decisamente più scorrevole rispetto a quella affrontata in partenza dal lato di Bastia. I venti chilometri scarsi si completano bene. Mi sono fermato al chiosco per una pausa all’ombra, il sole era proprio cocente sul casco da bici! Ho preso una bibita per poter usufruire del posto e poco dopo ero già lanciato nella ripida discesa finale.


 

Qui i freni devono essere davvero efficienti. La mia bici da corsa, pur essendo ottima, ha più di vent’anni ed è ancora dotata dei vecchi pattini in gomma: niente dischi metallici. Funzionano ancora benissimo, anche se bisogna schiacciare con decisione, modulando il freno posteriore con quello anteriore. A me piace così!

Una bella sorpresa: in Francia le auto superano le biciclette con molta prudenza. Anche quando si è al bordo della strada, gli automobilisti si accodano, aspettano pazientemente e poi sorpassano lentamente. In Italia, invece… beh, lasciamo perdere.

Il ritorno è stato rapido, eccezion fatta per la pausa al chiosco. Sono passato per la trafficata Bastia, poi di nuovo Biguglia, fino all’arrivo finale al campeggio.


 

Se devo scegliere, preferisco la pianura, ma non disdegno le salite. Tuttavia, queste non rilassano affatto, anzi: fino a quando non si raggiunge la cima, lo stress è alto. Ma una volta superate, la soddisfazione è enorme, e vale la pena scriverlo.

Dati dell’uscita: distanza: 55 km, dislivello positivo: circa 1.200 m, tempo totale: 4 ore e 26 minuti, compagni di strada: pochi ciclisti, forse scoraggiati dalla salita, ma qualcuno l’ho incrociato.  

In definitiva, una bellissima esperienza ciclistica, sicuramente da ricordare!


 Itinerario GPS Komoot:

https://www.komoot.com/it-it/tour/2462269403 

 

Happy-Bike farà parte di un libro dedicato alla bicicletta che prende spunto dalla tecnica del Monoallenamento Settimanale per le lunghe percorrenze a piedi: http://www.bertinettobartolomeodavide.it/ultratrail/index.html

 

 


giovedì 31 luglio 2025

Happy-Bike, 130km tra Bastia(Biguglia) e Barcaggio poi ritorno

 

Oggi che è il 31 luglio 2025, completo questa uscita in bici in stile 'Happy-Bike', nel senso che la velocità è l'ultima cosa che mi interessa e do la priorità a tutto il resto, partendo dal paesaggio...

La meta è Barcaggio qui in Corsica, partendo dal Camping San Damiano a 9km da Bastia. Parto tardi per un problema con la mia cagnolina Lola ma poi risolto, per fortuna.


Quindi alle 10.00 salgo in sella alla mia bicicletta da corsa, per intraprendere questa avventura pensata la sera prima. Dopotutto se una cosa puoi immaginarla, puoi anche farla e così senza troppi 'giri di insicurezza' mi butto alla scoperta di questo tragitto di circa 130km fra andata e ritorno. Una veloce costruzione del percorso GPS al computer, poi caricato nel Fenix 7 Garmin per avere una traccia da seguire. Non sono però stato troppo fedele al tragitto, visto che verso la fine sarei dovuto passare in un lungo tratto sterrato, impossibile per i copertoni del mio velocipede da strada!


Il problema più grosso è stato quello di oltrepassare Bastia, visto l'intensissimo traffico. Fortunatamente dopo una zona caotica di 7km, entrando nel pieno della città è iniziata una comoda ciclabile per tre chilometri abbondanti! Peccato non sia presente verso la Riserva Naturale di Biguglia, che è praticamente la zona periferica di Bastia. Magari un giorno...


Ad un certo punto inizia la lunga strada costiera che si sviluppa per diverse decine di chilometri, pressoché pianeggiante con alternanza di tratti di falsopiano sia in discesa che in salita, caratteristica che disturba molto una pedalata costante!

Andando verso Pietrabugno inizia un intercalarsi di scogli, spiegge e piccoli borghi a ridosso del mare. Da non trascurare anche le numerose opere storiche che denotano un passato ricco. Curiose le numerose torri costiere!


Veri gioielli San Martino e Santa Maria di Lota, piccole realtà che comunque attirano un buon turismo per zone decisamente meno mondane e più rivolte alla tranquillità ed al relax.

Alcuni chilometri più avanti si giunge ad Erbalunga, un comune più 'maestoso' rispetto ai precedenti. Poi un lungo tratto 'vuoto' di pura strada tortuosa e discretamente tranquilla visto che l'ultimo Comune denso di attività è Sisco con il suo porto ben sviluppato e lunghe spiagge a ridosso della passeggiata del paese.

Le zone abitate via via sono sempre più diradate, per abbracciare ancora Marine del Porticciolo, sopo altri chilometri di pura strada. Ancora Santa Severa e Marina di Maria più avanti. Macinaggio è il vero traguardo 'limite' per restare sulla costa, dato che poi si è obbligati a volgere il tragitto verso l'entroterra, dato che da qui le strade costiere iniziano ad essere frammentarie, alla stregua di mulattiere e sentieri adatti alle uscite a piedi o a Mountaing-Bike. Con la bicicletta da corsa in mio possesso l'asfalto è dobbiglio, pena la certa foratura di copertone e camera d'aria!

La strada dell'entroterra non è così immediata e richiede una buona gamba vista la salita costante fino ad Ersa! Dopo si scende a Granacciolo, su una srada a carreggiata singola ma comunque ben asfaltata. E' dovere scrivere di moderare la velocità nonostante la discesa, vista la presenza di tornanti e alcuni(pochi) autoveicoli che si posso incrociare in senso contrario. Si continua 7-8km verso il traguardo finale fissato per oggi, ovvero Barcaggio. Ultimo Comune del Dito Corso, il posto più a nord che si possa trovare! Zona isolata ma con caratteristici localini dove è possibile mangiare, con una piccola spiaggia adiacente ad un porticciolo di piccole imbarcazioni con acqua cristallina. Di fronte vediamo la piccola isola della Giraglia con la sua cappelletta ben visibile, parte di un parco naturale. A fianco solo il Comune di Tollare che non ho visitato.

Quindi il ritorno. L'evidenza che appare prepotente in questo viaggio in bicicletta alla scoperta della Corsica è il traffico automobilistico che via via che ci si avvicina alla cima nord del Dito Corso, va a diminuore per essere quasi completamente assente anche per alcuni minuti, prima di incrociare la prossima automobile! Decisamente un punto a favore per chi cerca zone tranquille...

Complessivamente questo tour in bici in sitle Happy-Bike(libro in corso da un anno ma prima o poi lo finirò!) è durato poco meno di otto ore, pause comprese, su una distanza di poco superiore ai 130km. Segue per maggior precisione il percorso GPS su Komoot: https://www.komoot.it/tour/2452239219?ref=aso

Ricordo che le mie uscite riprendono lo stile delle uscite a piedi in stile UltraTrail preparate con la tecnica del Monoallenamento Settimanale, segue libro: http://www.bertinettobartolomeodavide.it/ultratrail/index.html



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