mercoledì 17 giugno 2026

51km da Envie verso Alpetto e Quintino Sella, rientro a Crissolo - Tecnica Monoallenamento Settimanale

 


Ieri mattina (16-06-2026) sveglia alle 4.00 e poi preparativi, per iniziare a sgambettare alle 5.30. L’idea, balenata il giorno prima, era quella di partire da Envie, risalire la Valle Po passando per Paesana e poi Calcinere, quindi costeggiare il fiume Lenta fino ad approdare a Oncino. L’obiettivo fissato, però, era quello dell’alta montagna: prima il Rifugio Alpetto e poi il Quintino Sella, per scendere infine a Crissolo.


 

La salita verso Paesana è stata molto tranquilla, a parte il tratto del Monte Bracco, dove è stato necessario guadagnare quota per raggiungere la Cappella di San Bernardo, per poi proseguire verso Madonna del Devesio e scendere a Rifreddo. Un breve passaggio a cavallo dello stradone di Sanfront per oltrepassare il ponte e quindi di nuovo tra i campi, procedendo lungo il fiume Po. Un lungo sgambettare tra pascoli e vecchie mulattiere mi ha portato a sfiorare Rocchetta e ad agganciarmi alla ciclabile paesanese. Attraversate alcune borgate e cascine, ho raggiunto il centro di Paesana per un caffè al volo nel primo bar aperto.


 

Avanti ancora, oltre il campeggio, fino a Ghisola e poi Calcinere. Da lì è stato il momento di attraversare il Po e seguire un vecchio sentiero ormai poco battuto, ma decisamente visibile fino a pochi anni fa. È bello vedere tutte quelle cascate e 'tumpi', anche se con davvero tanti sbagli di strada. A un certo punto ho perso il sentiero, a mio avviso cancellato da vecchie piene; ormai però non ero più sul Po ma sul Lenta. Ho quindi risalito tra i rovi il crinale del vallone per sbucare sulla strada asfaltata di Oncino. Qualche chilometro ancora e mi sono ritrovato al bel Santuario di Madonna del Fuà (del bel Faggio), dove ho fatto uno spuntino e riempito la borraccia. L’acqua non mancava di certo in questa gita: si sa che la Valle Po ne è sempre ricca.



 

Raggiunto il Comune di Oncino attraverso vecchi sentieri, ho approfittato di una nuova pausa bar: le trovo davvero rigeneranti, anche se durano pochi minuti.

 


 



Purtroppo, proseguendo verso l’Alpetto, mentre ero ancora sull’asfalto ho mancato un bivio e sono finito molto fuori strada. Fortunatamente, anche se distante, ho trovato comunque un cartello successivo che indicava il Rifugio Alpetto e, pur aggiungendo svariati chilometri, sono riuscito a raggiungerlo, con notevole ritardo. Il lato positivo è che questa variante più lunga era davvero panoramica.


 

È stato interessante arrivare all’Alpetto proprio in questo giorno: i gestori erano presenti da poco e mi sono ritrovato a essere il primo cliente assoluto della stagione 2026, con tanto di caffè.

Sono poi salito verso il Rifugio Quintino Sella, tra nebbia e panorami fatti di bellissimi laghi alpini. In questo tratto le nubi iniziavano ad addensarsi e un grigio scuro velava il cielo. Del Monviso, purtroppo, nessuna visuale: anche lui avvolto dalle nuvole. Nonostante ciò, per un breve momento, mentre ero quasi giunto al Quintino, il cielo verso la pianura è tornato azzurro, con lampi e tuoni in lontananza. Qui solo una veloce lattina di Coca-Cola: ne avevo proprio voglia. È strano come durante le lunghissime percorrenze a piedi sopraggiungano i più curiosi desideri alimentari.



 

Inizio la discesa e un nuovo errore di percorso irrompe: perdo alcuni minuti, poi proseguo verso il Vallone delle Contesse. Qui inizia a grandinare, minuto dopo minuto sempre più forte, tanto da costringermi a indossare una giacca con cappuccio per via del dolore. Le mani restano scoperte e questo rappresenta un fastidio continuo. È l’ultima discesa verso Crissolo quella che mi manca, ma tuoni e lampi sono forti e vicini. A malincuore spengo tutta la tecnologia e la registrazione della traccia si interrompe. In ogni caso la strada la conosco e del navigatore non ho più così bisogno.




 

Raggiungo gli impianti da sci dell’ex Aquila Nera, scendo ancora con un tortuoso zig-zag. Poi imbocco una carreggiabile sterrata che porta verso la grotta del Rio Martino, quindi un’altra che mi riporta verso Crissolo. Scendo in paese alle 20.00 circa. Attendo il passaggio e l’avventura si conclude con circa 51 km di percorrenza e 14 ore e 30 minuti complessivi, comprese tutte le pause.




Concludo scrivendo che è stato bello lungo il percorso sentirmi chiamare alle spalle per scoprire il mio vecchio amico Sergio a pedalare in bicicletta... Questa avventura tenta di fondere la strategia del Monoallenamento Settimanale con cui è stata preparata e il Cammino della Via dei Contrabbandieri, agganciandomi da Oncino per intraprendere eventualmente la percorrenza dai piedi del Monviso.


 SEGUE VIDEO LIVE:

 



Traccia GPS Komoot:

https://www.komoot.com/it-it/tour/3044776457?share_token=a7CVLF8y2cT1Vg0I7uafE6Hi51034unsTFQPqfQb1TwNhhpBBX&ref=wtd&t_s=referral&t_cid=route_share&t_ref_username=4561381967818 

 

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