Oggi è stata una splendida giornata trascorsa insieme
all’associazione Kalipé al Monviso, all’insegna del Camminodella Via dei Contrabbandieri. Con un gruppo composto da una trentina
di camminatori abbiamo affrontato una parte del tratto iniziale,
partendo da Crissolo e dirigendoci verso Pian della Regina. Il
percorso ha incluso la variante che attraversa l’antica e ormai
abbandonata pista da sci delle Miniere, un luogo che conserva ancora
il fascino delle sue stagioni passate. Da lì ci siamo ricongiunti al
Sentiero della Salute, che risale il vallone costeggiando il corso
del fiume Po sul suo lato sinistro.
Il ritrovo era fissato per oggi, domenica 23 agosto 2026, alle ore
8.00 presso il piazzale della seggiovia, con l’obiettivo di raggiungere la destinazione alle 11.00 in
punto. Lungo il tragitto abbiamo effettuato una pausa dedicata a una
prima introduzione sul Cammino della Via dei Contrabbandieri,
anticipando alcune informazioni utili per comprendere meglio la
storia e la struttura del progetto. La divulgazione completa è poi
avvenuta presso l’anfiteatro naturale di Pian della Regina, un
luogo davvero suggestivo che ha offerto il contesto ideale per la
presentazione finale.
Proprio in quel momento il numero dei partecipanti è
ulteriormente aumentato, segno incoraggiante dell’interesse
crescente verso questo cammino e delle potenzialità che esso può
sviluppare nel tempo.
Un ringraziamento speciale va all’associazione Kalipé al
Monviso per l’organizzazione impeccabile e alla Baita della Polentadi Pian della Regina per aver ospitato l’evento con grande
disponibilità.
Ieri mattina (16-06-2026) sveglia alle 4.00 e poi preparativi, per
iniziare a sgambettare alle 5.30. L’idea, balenata il giorno prima,
era quella di partire da Envie, risalire la Valle Po passando per
Paesana e poi Calcinere, quindi costeggiare il fiume Lenta fino ad
approdare a Oncino. L’obiettivo fissato, però, era quello
dell’alta montagna: prima il Rifugio Alpetto e poi il Quintino
Sella, per scendere infine a Crissolo.
La salita verso Paesana è stata molto tranquilla, a parte il
tratto del Monte Bracco, dove è stato necessario guadagnare quota
per raggiungere la Cappella di San Bernardo, per poi proseguire verso
Madonna del Devesio e scendere a Rifreddo. Un breve passaggio a
cavallo dello stradone di Sanfront per oltrepassare il ponte e quindi
di nuovo tra i campi, procedendo lungo il fiume Po. Un lungo
sgambettare tra pascoli e vecchie mulattiere mi ha portato a sfiorare
Rocchetta e ad agganciarmi alla ciclabile paesanese. Attraversate
alcune borgate e cascine, ho raggiunto il centro di Paesana per un
caffè al volo nel primo bar aperto.
Avanti ancora, oltre il campeggio, fino a Ghisola e poi Calcinere.
Da lì è stato il momento di attraversare il Po e seguire un vecchio
sentiero ormai poco battuto, ma decisamente visibile fino a pochi
anni fa. È bello vedere tutte quelle cascate e 'tumpi', anche se con
davvero tanti sbagli di strada. A un certo punto ho perso il
sentiero, a mio avviso cancellato da vecchie piene; ormai però non
ero più sul Po ma sul Lenta. Ho quindi risalito tra i rovi il
crinale del vallone per sbucare sulla strada asfaltata di Oncino.
Qualche chilometro ancora e mi sono ritrovato al bel Santuario di
Madonna del Fuà (del bel Faggio), dove ho fatto uno spuntino e
riempito la borraccia. L’acqua non mancava di certo in questa gita:
si sa che la Valle Po ne è sempre ricca.
Raggiunto il Comune di Oncino attraverso vecchi sentieri, ho
approfittato di una nuova pausa bar: le trovo davvero rigeneranti,
anche se durano pochi minuti.
Purtroppo, proseguendo verso l’Alpetto, mentre ero ancora
sull’asfalto ho mancato un bivio e sono finito molto fuori strada.
Fortunatamente, anche se distante, ho trovato comunque un cartello
successivo che indicava il Rifugio Alpetto e, pur aggiungendo
svariati chilometri, sono riuscito a raggiungerlo, con notevole
ritardo. Il lato positivo è che questa variante più lunga era
davvero panoramica.
È stato interessante arrivare all’Alpetto proprio in questo
giorno: i gestori erano presenti da poco e mi sono ritrovato a essere
il primo cliente assoluto della stagione 2026, con tanto di caffè.
Sono poi salito verso il Rifugio Quintino Sella, tra nebbia e
panorami fatti di bellissimi laghi alpini. In questo tratto le nubi
iniziavano ad addensarsi e un grigio scuro velava il cielo. Del
Monviso, purtroppo, nessuna visuale: anche lui avvolto dalle nuvole.
Nonostante ciò, per un breve momento, mentre ero quasi giunto al
Quintino, il cielo verso la pianura è tornato azzurro, con lampi e
tuoni in lontananza. Qui solo una veloce lattina di Coca-Cola: ne
avevo proprio voglia. È strano come durante le lunghissime
percorrenze a piedi sopraggiungano i più curiosi desideri
alimentari.
Inizio la discesa e un nuovo errore di percorso irrompe: perdo
alcuni minuti, poi proseguo verso il Vallone delle Contesse. Qui
inizia a grandinare, minuto dopo minuto sempre più forte, tanto da
costringermi a indossare una giacca con cappuccio per via del dolore.
Le mani restano scoperte e questo rappresenta un fastidio continuo. È
l’ultima discesa verso Crissolo quella che mi manca, ma tuoni e
lampi sono forti e vicini. A malincuore spengo tutta la tecnologia e
la registrazione della traccia si interrompe. In ogni caso la strada
la conosco e del navigatore non ho più così bisogno.
Raggiungo gli impianti da sci dell’ex Aquila Nera, scendo ancora
con un tortuoso zig-zag. Poi imbocco una carreggiabile sterrata che
porta verso la grotta del Rio Martino, quindi un’altra che mi
riporta verso Crissolo. Scendo in paese alle 20.00 circa. Attendo il
passaggio e l’avventura si conclude con circa 51 km di percorrenza
e 14 ore e 30 minuti complessivi, comprese tutte le pause.
Concludo scrivendo che è stato bello lungo il percorso sentirmi chiamare alle spalle per scoprire il mio vecchio amico Sergio a pedalare in bicicletta... Questa avventura tenta di fondere la strategia del Monoallenamento Settimanale con cui è stata preparata e il Cammino della Via dei Contrabbandieri, agganciandomi da Oncino per intraprendere eventualmente la percorrenza dai piedi del Monviso.
Weekend intenso, ma decisamente produttivo, per il Cammino della
Via Transalpina dei Contrabbandieri. Tra venerdì e sabato si sono
infatti svolti due eventi in comuni differenti, entrambi dedicati
alla presentazione e alla divulgazione del progetto.
Il primo appuntamento si è tenuto a Paesana, venerdì 24 aprile
2026 alle ore 20.30, presso la Sala Consiliare, nell’ambito delle
attività dell’Università di Valle Po Momenti d’Incontro.
L’adesione è stata davvero ottima e l’atmosfera molto
partecipata. La spiegazione rivolta agli appassionati presenti ha
permesso di approfondire diversi aspetti del Cammino; alcuni
partecipanti erano già informati sulla Via dei Contrabbandieri e uno
di loro si era perfino documentato sulla preparazione specifica
basata sulla Tecnica del Monoallenamento Settimanale.
Ho ritrovato persone che già conoscevo, ma ho avuto anche il
piacere di incontrarne di nuove. Posso dire che non si è trattato
soltanto di una presentazione, bensì di una vera occasione di
confronto, scambio di opinioni e condivisione di idee. In queste
circostanze capita spesso anche a me di apprendere cose nuove dai
partecipanti: un arricchimento reciproco che considero sempre
prezioso.
Il giorno successivo, sabato 25 aprile 2026 alle ore 18.00, è
stata la volta di Dolceacqua, comune di arrivo della Via dei
Contrabbandieri. Un borgo medievale affascinante, che offre al
camminatore la possibilità di fermarsi al traguardo oppure di
trasformarlo in un crocevia verso nuove direzioni: il mare di
Vallecrosia, la Mezzacosta Ligure in direzione Toscana, oppure la
Francia.
Il Cinema Visionarium 3D dell’amico Ennio era gremito di un
pubblico numeroso e interessato. Come sempre nelle mie presentazioni,
ho cercato di lasciare spazio al dibattito, e la partecipazione dei
presenti si è fatta sentire in modo vivace e costruttivo. Molte le
questioni emerse man mano che affrontavo i vari punti della serata.
Dolceacqua, per me, è un Comune “fuori zona”: pur avendo
visitato più volte la valle del Nervia per esplorazioni sul campo,
molti passaggi alternativi sono ancora in fase di elaborazione.
Confrontarsi con i trekker locali è quindi estremamente utile,
perché porta nuovi input e suggerimenti concreti. Questo evento ne è
stato un esempio perfetto.
L’organizzazione è stata curata dal Comune di Dolceacqua,
grazie al Sindaco Fulvio Fulga, all’Assessore Fabio Sbraci e al
proprietario dell’Antica Vineria, Marco. La collaborazione è stata
eccellente e tutto ha funzionato al meglio. Ringrazio davvero tutti
per il supporto. Un ringraziamento particolare va anche al
camminatore Luca Benso, che mi ha fornito i contatti necessari per
rendere possibile questa presentazione, grazie anche alla precedente
esposizione della Via dei Contrabbandieri tenuta a Bricherasio.
Per l’occasione ho scelto di illustrare il percorso in senso
inverso, cioè da Dolceacqua verso la Valle Po. È stata la prima
volta che ho presentato il Cammino in questa modalità, resa
possibile proprio dal fatto che Dolceacqua rappresenta l’altro
estremo dell’itinerario.
Molto piacevole anche il finale della serata: il pubblico si è
unito in gruppo e, attraversando i vicoli del caratteristico budello,
ci siamo recati all’Antica Vineria, dove Marco ha gentilmente
offerto un graditissimo aperitivo. L’Antica Vineria diventerà
inoltre il punto di riferimento per ottenere il timbro di passaggio
sul passaporto del pellegrino della Via dei Contrabbandieri.
Mi auguro che possano svilupparsi ulteriori collaborazioni sia con
il Comune di Paesana, luogo fissato tra le due partenze principali,
sia con il Comune di Dolceacqua, designato come meta di arrivo.
Entrambi rappresentano punti cardine fondamentali della Via dei Contrabbandieri.
Oggi(sabato 25-05-2013) è stata una
giornata particolare perché dopo tanti anni sono finalmente riuscito
a completare un'impresa ideata nell'ormai lontanissimo 2002:
Revello-Pian del Re andata e ritorno a piedi.
Questa mattina dopo una gran levataccia
sono partito 4.00 del mattino nel buio notturno da casa portandomi a
presso tutto il materiale ultra-trail. La scelta del percorso è
caduta sull'asfalto, passando per 'via vecchia valle' ed imboccando
lo stradone verso Paesana a Rocchetta di Sanfront. Da qui è stata
seguita la strada principale fino alla meta.
La prima tappa importante è stata
certamente Crissolo, raggiunto in 3 ore nette con 24 km di
percorrenza. Senza alcuna sosta ho proseguito a Pian Regina che era
avvolta dalla nebbia e dal freddo al 29esimo km in 3 ore e 57 minuti.
Qui è stato necessario indossare guanti e berretto, dietro un
piccolo spuntino. Proseguendo oltre la sbarra chiusa sulla strada mi
sono avviato verso la fine del tragitto, sulla via martoriata da
centinaia di grossi pietroni caduti a causa della neve durante
l'inverno. Uno spettacolo impressionante! Al 33esimo km ho raggiunto
in 4 ore e 42 minuti il Pian del Re dove la temperatura era molti
gradi sotto lo zero, nonostante l'imminente estate. Giusto il tempo
di scattare una foto e poi giù in discesa verso casa.
Il complessivo è stato di 8 ore e 35
minuti fino all'ingresso della Palestra Tempio del Fitness di Revello
per 66.5 km. Il passo è stato buono anche se gli ultimi 10 km li ho
trovati davvero duri. Probabilmente non ero più molto abituato a
queste distanze, visto che in questa nuova stagione non avevo ancora
superato i 50km... Da notare il dislivello in salita da 370m a 2020m
sopra il livello del mare in un'unica lunghissima salita, con una
identica discesa per il ritorno! La strategia di percorrenza scelta,
vista la totale quantità di asfalto, è stata ibrida con 15 minuti
di Fitwalking Cross® e 45 di corsa. Mentre 10 minuti di Fitwalking
Cross® e 50 in discesa fino a casa.
Il percorso ultra trail completato
questa mattina è stato più che altro una 'mia prova di idoneità'
per una imminente prossima escursione verso il mare a piedi...
Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai
miei articoli ultratrail e trail: