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lunedì 27 aprile 2026

Presentazione Via dei Contrabbandieri, doppio appuntamento Venerdì a Paesana e Sabato a Dolceacqua

 


Weekend intenso, ma decisamente produttivo, per il Cammino della Via Transalpina dei Contrabbandieri. Tra venerdì e sabato si sono infatti svolti due eventi in comuni differenti, entrambi dedicati alla presentazione e alla divulgazione del progetto.

Il primo appuntamento si è tenuto a Paesana, venerdì 24 aprile 2026 alle ore 20.30, presso la Sala Consiliare, nell’ambito delle attività dell’Università di Valle Po Momenti d’Incontro. L’adesione è stata davvero ottima e l’atmosfera molto partecipata. La spiegazione rivolta agli appassionati presenti ha permesso di approfondire diversi aspetti del Cammino; alcuni partecipanti erano già informati sulla Via dei Contrabbandieri e uno di loro si era perfino documentato sulla preparazione specifica basata sulla Tecnica del Monoallenamento Settimanale.


 

Ho ritrovato persone che già conoscevo, ma ho avuto anche il piacere di incontrarne di nuove. Posso dire che non si è trattato soltanto di una presentazione, bensì di una vera occasione di confronto, scambio di opinioni e condivisione di idee. In queste circostanze capita spesso anche a me di apprendere cose nuove dai partecipanti: un arricchimento reciproco che considero sempre prezioso.

Il giorno successivo, sabato 25 aprile 2026 alle ore 18.00, è stata la volta di Dolceacqua, comune di arrivo della Via dei Contrabbandieri. Un borgo medievale affascinante, che offre al camminatore la possibilità di fermarsi al traguardo oppure di trasformarlo in un crocevia verso nuove direzioni: il mare di Vallecrosia, la Mezzacosta Ligure in direzione Toscana, oppure la Francia.



 

Il Cinema Visionarium 3D dell’amico Ennio era gremito di un pubblico numeroso e interessato. Come sempre nelle mie presentazioni, ho cercato di lasciare spazio al dibattito, e la partecipazione dei presenti si è fatta sentire in modo vivace e costruttivo. Molte le questioni emerse man mano che affrontavo i vari punti della serata. Dolceacqua, per me, è un Comune “fuori zona”: pur avendo visitato più volte la valle del Nervia per esplorazioni sul campo, molti passaggi alternativi sono ancora in fase di elaborazione. Confrontarsi con i trekker locali è quindi estremamente utile, perché porta nuovi input e suggerimenti concreti. Questo evento ne è stato un esempio perfetto.

L’organizzazione è stata curata dal Comune di Dolceacqua, grazie al Sindaco Fulvio Fulga, all’Assessore Fabio Sbraci e al proprietario dell’Antica Vineria, Marco. La collaborazione è stata eccellente e tutto ha funzionato al meglio. Ringrazio davvero tutti per il supporto. Un ringraziamento particolare va anche al camminatore Luca Benso, che mi ha fornito i contatti necessari per rendere possibile questa presentazione, grazie anche alla precedente esposizione della Via dei Contrabbandieri tenuta a Bricherasio.

 

Per l’occasione ho scelto di illustrare il percorso in senso inverso, cioè da Dolceacqua verso la Valle Po. È stata la prima volta che ho presentato il Cammino in questa modalità, resa possibile proprio dal fatto che Dolceacqua rappresenta l’altro estremo dell’itinerario.

Molto piacevole anche il finale della serata: il pubblico si è unito in gruppo e, attraversando i vicoli del caratteristico budello, ci siamo recati all’Antica Vineria, dove Marco ha gentilmente offerto un graditissimo aperitivo. L’Antica Vineria diventerà inoltre il punto di riferimento per ottenere il timbro di passaggio sul passaporto del pellegrino della Via dei Contrabbandieri.


 

Mi auguro che possano svilupparsi ulteriori collaborazioni sia con il Comune di Paesana, luogo fissato tra le due partenze principali, sia con il Comune di Dolceacqua, designato come meta di arrivo. Entrambi rappresentano punti cardine fondamentali della Via dei Contrabbandieri.

 

Presentazione Paesana:

https://youtu.be/yyEQYfsi2sM

 

Presentazione Dolceacqua:

https://youtu.be/sCtXvSbXfVQ 

 

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domenica 2 novembre 2025

Pian Muné: Sentiero delle Stelle

Prima Bozza

 

Ho visitato più volte Borgata Giordana, riflettendo spesso sul suo stato di completo abbandono, che perdura orma
i da oltre un decennio. Un tentativo di recupero, purtroppo fallito, aveva acceso qualche speranza, ma da allora il silenzio è tornato a regnare sovrano tra le sue baite.

Considerando l'altitudine del borgo e la distanza in linea d’aria dalla mia Borgata Borsetti, ho spesso immaginato che un tempo potesse esistere un sentiero che collegava questi due nuclei abitativi, entrambi situati nei pressi di Pian Munè. Un tracciato oggi dimenticato, inghiottito dalla vegetazione e dalla memoria.

Durante questa settimana, ho cercato più volte di ritagliarmi del tempo per esplorare il tratto di bosco che separa Borsetti da Giordana. Finalmente, sabato 1 novembre, si è aperta una finestra di opportunità. Accompagnato dalla mia inseparabile Lola, ho imboccato una strada che parte da Borgata Borsetti e si inoltra verso quello che, a prima vista, sembra il nulla oppure un bosco senza apparente destinazione. Ma nulla, in montagna, è mai stato costruito senza una ragione. I margari che hanno vissuto e lavorato queste terre non avrebbero mai speso energie per realizzare qualcosa di inutile. Va detto, inoltre, che quel tratto di montagna, un tempo, probabilmente non era bosco, ma pascolo aperto per il bestiame. Ma questa è un’altra storia.

Giunto al termine di quella che sembra una strada abbozzata, mi ritrovo in un piazzale ancora relativamente sgombro dagli alberi. Cerco di orientarmi con lo sguardo verso Borgata Giordana, ma la vegetazione è fitta e non riesco a scorgere nulla. Decido di proseguire seguendo l’istinto, monitorando la linea retta tra i due borghi che ho tracciato sul mio GPS da polso. Ovviamente, seguire una traiettoria perfettamente rettilinea non è praticabile: il profilo della montagna presenta piccoli dirupi e dislivelli che rendono impossibile il passaggio diretto. Mi adatto quindi al terreno, seguendo le sue curve naturali, e a un certo punto, tra gli alberi, scorgo i segni di un’antica via, ormai dimenticata. Forse solo qualche raccoglitore di funghi l’ha calpestata negli ultimi anni, ignaro del fatto che si trattasse di un vero sentiero.

Cerco di lasciare dei segni lungo il percorso, per poterlo ripercorrere al ritorno senza difficoltà. Procedo con calma per una quindicina di minuti e, con crescente emozione, mi accorgo di essere ormai nei pressi di Borgata Giordana. Il tragitto, se percorso correttamente, è sicuramente inferiore(719m) al chilometro. Osservando con attenzione, noto una traccia ben visibile nell’erba: un vecchio sentiero che emerge dal bosco e si dirige verso le baite, come se volesse tornare a raccontare la sua storia.


 

Missione compiuta: la via è nuovamente aperta, dopo decenni, o forse, chissà, secoli di oblio.

Ora non resta che ripulire e definire meglio il tracciato, che prenderà il nome di 'Sentiero delle Stelle'. Intendo utilizzarlo per attività escursionistiche, creando un anello che includa la strada verso il Rifugio Bertorello, per poi giungere alla mia baita, 'la Bertinetta', dove ogni anno propongo una serata di osservazione astronomica al telescopio, in collaborazione con l’Università della Valle Po. Un momento di incontro, di condivisione, di meraviglia.

Ho già in programma un ulteriore tratto che completerà e arricchirà questo percorso, ma di questo parleremo in un prossimo futuro.

Segue traccia GPS Koomot, tra Borgata Giordana e Borsetti del Sentiero delle Stelle:

https://www.komoot.com/it-it/tour/2662366736 


Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:

Lunghissime distanze | Percorsi | Gare | Imprese | TRAVEL TRAIL | Pubblicazioni | link utili | Strategia d'allenamento Libro UltraTrail 

 


lunedì 21 aprile 2014

Si rifiata per una nuova lunghezza sabato prossimo!

Per una serie di motivi legati alla mancanza di tempo tecnico per prolungare la distanza ultratrail, io ed Alberto ne approfittiamo per rifiatare un pochino. Riduciamo quindi la distanza ed il dislivello per aumentare leggermente la velocità media di percorrenza. Molto spesso gli impegni lavorativi richiedono una mediazione sul tempo dedicato alle proprie passioni, così nemmeno partendo alle 4.00(partenza leggermente ritardata alle 4.30 per un incoveniente) del mattino le ore non bastano per completare un giro programmato più lungo...



In ogni caso spesso le cose vanno sempre come devono e sentivamo di aver bisogno di cambiare qualcosa spostandoci verso il basso. Nuovi incrementi seguiranno le volte successive...
Tra i passaggi salienti, ovviamente non poteva mancare la partenza dalla palestra Tempio del Fitness, quindi campanile delle ore verso San Bernardo. Direzione meire Motetto e rifugio Miravidi, quindi Pamparini ed il pilone prima della Madonna d'Oriente. Ci siamo spostati per Frat Genova e discesa verso Sant'Agata passando dal bacino. Attraversato Sanfront abbiamo percorso tutta via Vecchia Valle sorpassando Rifreddo per giungere in fine a ancora Revello. Dove eravamo partiti, qualche ora prima.


Sezioni principali della pagina web dedicata agli ultratrailers:




martedì 31 luglio 2012

Da Revello al Pian del Re passando per il giro del Monte Viso, in solitaria tappa unica


Oggi(16 dicembre 2023): rileggo con piacere questa che è stata in assoluto la mia prima 'avventura in solitaria' documentata. L'obbiettivo non era in termini di allenamento ma proprio nel riuscire a realizzare queso tipo di esperienza e prepararisi nello specifico... La Tecnica del Monoallenamento Settimanale non era stata ancora pubblicata ma già pienamente messa in atto! Mi fa effetto notare e ricordare che in quegli anni ero nel pieno della mia esperienza alimentare fruttariana, lo percepisco dalle parole che si ripetono legate alla frutta. Qui si parla di Monviso, che è stato ormai senza ritegno proposto in 'tutte le minestre' da ogni appassionato di montagna e anche da me innumerevoli volte! Che dire, buona lettura.
 
Al tempo dell'avventura(2012): Dopo un'intera, lunga stagione di preparazione ultratrail e molte gare svolte sulle lunghissime distanze a piedi, finalmente è arrivato il momento di cimentarsi in un'impresa in solitaria: Revello-giro Viso in tappa unica.
I preparativi sono stati enormi per la messa appunto di tutti gli elementi necessari. Molte uscite per ricercare il tragitto migliore, con qualche migliaio di chilometri a piedi solo per mettere insieme un percorso snello ed efficace, che comprendesse molto sterrato. Le cartine, i percorsi creati con il Gps e altri presenti sulla rete hanno fatto da puzzle per la realizzazione di questa piccola impresa indipendente. Aggiungendo la copiosa ma necessaria componente allenante, prettamente fisica, svolta nella mia palestra Tempio del Fitness e correndo molto all'aperto sulle lunghe distanze.


Il mattino di sabato 28 luglio 2012, alle ore 4.34 è iniziata l'avventura a piedi nel buio della notte partendo da Revello fino al Pian del Re, passando per il giro del Monte Viso. La giornata è risultata ideale per le condizioni meteo con tempo nuvoloso all'inizio, seguita dalla formazione di una debole pioggia a tratti per tutta la mattinata, mutando in nebbia(anche molto fitta a momenti) nelle zone d'alta quota, quindi schiarendosi nel pomeriggio per la parte intorno al Viso. La temperatura è sempre stata mite, senza mai far percepire la sensazione di freddo.


Il primo punto di riferimento incontrato è stata la Cappelletta di San Bernardo di Rifreddo alle 5.35(km 4.3), per poi arrivare a Borgata Motetto alle 6.00(km 6.9), punto in cui non era più necessaria la luce frontale visto l'arrivo del giorno. Passando per il lungo Po di Sanfront ho raggiunto la frazione Erasca di Paesana alle ore 7.10(km 15.4) dove sono stati attraversati alcuni tratti asfaltati. Quindi una lunga salita verso Croce Turnour di Paesana alle 9.38(km 24.0), completando la prima quota significativa di 1487 metri, senza percepire ancora alcuna sensazione di stanchezza. Proseguendo con l'imponente discesa seguente, sono passato per Serre d'Oncino alle ore 10.34(km 31.9) perdendo quasi 250m di dislivello. Proseguendo ancora nelle zone d'Oncino per alcuni chilometri, ho iniziato la salita fino al Rifugio Alpetto, raggiungendolo alle 13.19(km 42.8) su una quota di 2219 metri. Qui sono arrivati i primi segnali di stanchezza, poi dileguati con una breve pausa di 20 minuti insieme ad un Tè con biscotti(purtroppo non era disponibile alcun tipo di frutto) consumati sul posto. Imboccando il sentiero V-7 mi sono introdotto sul percorso classico del giro del Monte Viso, giungendo al passo Gallarino alle ore 14.51(km 46) per una quota di 2524 metri. Il tour intorno al Viso si presenta molto variegato in termini di dislivello sia positivo che negativo, obbligando il percorrente a molte variazioni di andatura e nel mio caso specifico, con l'utilizzo di tecniche ultratrail(camminata in salita e corsa in pianura e discesa) i cambi di velocità sono stati molteplici. Discendendo dal passo di San Chiaffredo, attraversando la pineta ed arrivando in valle Varaita, risalendo infine per l'interminabile salita del Rifugio Vallanta, per conquistarlo alle ore 17.30(km 55.2) sull'altezza di 2450 metri. Quest'ultima salita mi ha provato molto a livello di risorse idriche, dato che erano almeno due ore che non trovavo una fontana e quindi ho dovuto razionare molto l'acqua della borraccia. Restando a 'secco' negli ultimi chilometri di salita verso il Vallanta. Qui ho addirittura pensato di arrivare a bere l'acqua del fiume, optando però poi di attendere il rifugio, dove ho dato sfogo ad una breve sosta ed al solito Té con biscotti(anche qui non era disponibile alcun frutto!). Il tragitto è continuato, ormai oltre il tramonto, superando il rifugio Visò e quindi salendo per il passo delle Traversette alle ore 20.18(km 63.9) alla quota di 2940m. L'attenzione che ho posto in questi ultimi tratti del sentiero pietroso è stata massima per evitare brutte storte. Da qui finalmente è arrivata la lunga e ripida discesa verso l'arrivo fissato al Pian del Re, con la chiusura dell'uscita alle ore 21.20(km 68.1) con quota finale di 2020 metri.



Tutto il giro a piedi partendo da Revello per giungere al Pian del Re passando per il giro del Viso è durato 16 ore e 46 minuti per una distanza complessiva di 68.1 chilometri. Il dislivello è stato molto pronunciato, sia nell'avvicinamento che entrando nel pieno del tour intorno al gigante di granito.
Non ho puntato molto sulla velocità ma piuttosto sulla percorrenza complessiva del tragitto, anche per via del tempo che ho dovuto dedicare alla realizzazione del filmato, visibile su questo blog. La parte finale di questa avventura è stata quella di attendere, dormendo a tratti e passeggiando nella notte(un freddo!), il passaggio in automobile al mattino per l'ormai tanto desiderato ritorno a casa.
E' utile infine precisare che per portare a termine lunghe distanze in solitaria in alta montagna è necessaria molta preparazione ed esperienza, ricordando che la vita è preziosa e farsi male(o peggio...) è questione di pochi attimi in questi territori di alta montagna!

Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:


martedì 29 maggio 2012

27-05-12 Giro della valle Po passando dal Pian Muné - 67,5km


Finalmente gli allenamenti iniziano a riprendere un linea di vera consistenza. Liberarsi per enormi distanze a piedi, in completa autosufficienza è un'esperienza straordinaria. Questo giro sicuramente lo è stata.

La partenza da Revello era fissata per le 7.00, quindi tutto il monte Bracco passando per la Trappa, poi Rocchetta, Erasca e la Strada di Croce Tournour. Tratto in cui i lampi iniziavano a sentirsi sempre più forti e la temperatura iniziava ad abbassarsi un pò per l'alta quota e un pò per il meteo. All'imbocco dello stradone asfaltato che conduce agli impianti era iniziato a piovere molto forte. Continuando con andatura spedita ero finalmente giunto al punto più duro ed alto del tragitto: il parcheggio degli impianti sciistici. Da qui giù in discesa verso la pineta del Rifugio Bertorello ed ancora giù verso una temperatura più alta, fino a trovare i primi raggi di sole scendendo da Prato Guglielmo verso il Santuario della Madonna d'Oriente. Ancora via per una salita che conduce a Borgata Frat Genoa e quindi verso Sant'Agata costeggiando il bacino idrico di Sanfront. Sempre discesa fino all'inizio della strada che sale verso il Santuario del Devesio. La strada è ripida fino a Borgata Motetto. Proseguo per il sentiero che conduce con un sali e scendi verso la Cappella di San Bernardo. In fine mi dirigo verso la fine dell'avventura a Revello il prossimità della mia Palestra Tempio del Fitness da dove ero partito al mattino. Totale 11 ore e 42 minuti per 67,5km. Buon tempo per me, anche se non straordinario visto che l'anno passato ero riuscito a concludere lo stesso giro in 9 ore nette.


Gente poca sul tragitto, a parte qualche motociclista. A riprova che essere un ultratrailer non significa solamente proseguire veloce ma anche devozione verso la natura, il senso di libertà, la solitudine...
Con questo allenamento sono arrivato a buon punto per la prossima comparsata alla Cromagnon 2012. Da qui ho preventivato altri 3 sessioni prima dell'evento.
Aggiungo infine che in questo allenamento ho nuovamente tentato di produrre dei filmati con la mia minicam dv80 e i problemi non sono mancati visto che forse a causa del freddo la batteria si è scaricata più velocemente del solito.





I grafici che allego sono stati ricavati con il GPS da polso Garmin 305.

Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:





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