giovedì 25 dicembre 2014

51km ultratrail tra Revello-Pian del Lupo-Revello

Quest'anno 2014 ho voluto ancora una volta concludere la stagione con un giro un po' più lungo di 51km al quale riflettevo da qualche tempo a questa parte. Così il primo giorno di chiusura della palestra Tempio del Fitness per Natale ho pensato di approfittare dell'intera mattinata(24-12-14) a mia disposizione e partire tranquillamente alle 9.00 senza levatacce, come fanno le 'persone normali' e quindi dirigermi verso il famigerato Pian del Lupo sopra Agliasco di Paesana. E' stato bello anche se salendo sopra la borgata andando verso la vetta il freddo era diventato imponente. Proprio a quel punto avevo capito di aver scordato i guanti a casa! Pazienza ormai era davvero troppo tardi. Il mercoledì la caccia a dicembre è aperta, quindi sul percorso le uniche persone che ho incontrato erano tutti cacciatori. In queste giornate di caccia aperta un po' di ansia nel passare da preda mi viene sempre... Salendo, poi finalmente l'incrocio di uno sportivo che anche lui era diretto verso il Pian del Lupo. Non mi sentivo più tanto solo! La giornata era nebbiosa, soprattutto in quota. Comunque giunto in cima mi sono seduto sul caratteristico tavolo in legno a fianco del pino, caratteristico del posto e ho mangiato qualcosetta, ricaricando un po' le 'batterie' dopo 27 km circa di salita. A pausetta completata in circa 10 minuti dopo quattro ore di percorrenza quasi giuste mi sono prodigato nella lunga discesona nel Paesanese. Da paesana fino a Revello mi sono avventurato più che altro tra le via asfaltate per cambiare un pochino e sempre in leggera discesa, mentre all'andata avevo scelto vie prevalentemente sterrate. In ogni caso l'itinerario seguito è stato completato in 6 ore e 48 minuti, dove il file gps è scaricabile su questo sito nell'eventualità che qualche ultratrailer decida di avventurarsi in questa bellissima parte della valle Po.



La velocità media indicata da viewranger sul cellulare era dei 7.3km orari medi, anche se probabilmente più alta dato che il segnale satellitare è stato intercettato dallo strumento oltre un km dopo la partenza! Dovrei avere più pazienza prima di patire...
Tutta la mia strategia di allenamento è imperniata sul monoallenamento settimanale, dove ultimamente ciclicizzo distanze brevi, medie e lunghe sempre per una sola uscita ogni sette giorni. Concludo invitando il lettore a leggere i miei articoli sulle bellissime riviste Camminare e SpiritoTrail. Buon Natale!

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domenica 14 dicembre 2014

Salita al Rifugio Mulatero passando dal motetto sopra al Devesio

Da un po' di settimane sono al lavoro per sperimentare la soluzione del cellulare come navigatore per le escursioni ultratrail... Sembra funzionare bene, infatti disabilitando tutte le connessioni dal OS Android(dati, wifi, sim, ecc...) e lasciando solamente acceso il ricevitore gps la batteria dura veramente tanto! Così con 2 ore e 45 minuti di percorrenza il livello di carica si è abbassato di una sola tacca. Davvero notevole. Infatti anche il display diventa uno strumento utilizzato di rado perché solitamente resta spento per tutto il tempo, tranne quando si decide di consultarlo.
Sabato 13 novembre ho così colto l'occasione per utilizzare viewranger sul telefonino come software guida su un percorso tutto nuovo. La meta era quella già nota del rifugio Mulatero sul Monte Bracco, questa volta però raggiunta attraverso un nuovo sentiero. Così la sera prima ho disegnato il percorso con GPS Visualizer e quindi salvato il file gps sul cellulare. Il mattino alle 5.30 sveglia per provare il tutto, arrivato nel tratto nuovo ho verificato sul display che tutto fosse giusto e quindi la freccina guida mi diceva di svoltare a destra in zona Motetto, sopra il Santuario del Devesio. Il navigatore su cellulare ogni trenta metri di uscita dalla rotta programmata mi avvertiva, senza mai sbagliare strada. Ovviamente tutti i parametri indispensabili erano presenti come velocità attuale, velocità media, distanza, ecc... La nuova percorrenza ha toccato i punti di San Bernardo, Motetto, Rifugio Mulatero, Croce Rifreddo, San Bernardo e come partenza ed arrivo la mia palestra Tempio del Fitness di Revello... Il tragitto ha avuto uno sviluppo complessivo di circa 17 km, come da mappa qui presente. Includo anche il file GPS in questapagina web, nell'eventualità che qualcuno decida di emulare la mia avventura, con il proprio cellulare o anche un qualsiasi altro gps da polso.


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martedì 18 novembre 2014

Revello-Agliasco andata e ritorno, 40km sotto la pioggia

Quest'anno cambiano i percorsi, voglio esplorare il versante destro della Valle Po salendo da Revello. E' una zona che mi ha sempre entusiasmato. In questa occasione, pur con forte pioggia battente, mi sono diretto verso Agliasco(Paesana) passando per l'immancabile Monte Bracco all'altezza della mezza montagna attraversando molti boschi... Il giro è stato di 40 km pressoché netti tra andata e ritorno. E' stata una bella avventura, soprattutto per via dell'ambiente che si crea in quella specifica ed ostile condizione meteorologica! Certo la conclusione del giro tornando al punto di partenza se paragonata con i tempi di una maratona può far ridere però chiudere un giro della lunghezza qui descritta in 5 ore e 31 minuti più un marcato dislivello, è un valore da ultratrailer nella norma... Sicuramente migliorabile proseguendo con la stagione.
Segue il percorso:


Un'istantanea del paesaggio al primo mattino con bassa nebbia tra i boschi:

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venerdì 7 novembre 2014

Nuovo inizio da ZERO settembre 2014

Finalmente dopo un periodo di tranquillità dall'ultratrail nel mese di agosto, ho piano piano ripreso da zero la mia attività di corsa nel mese di settembre. Ho così completato 4 allenamenti da 8km in montagna con velocità via via crescenti. Ovviamente sempre attraverso lo stratagemma del monoallenamento settimanale. Quindi un quinto allenamento da 15km e discreto dislivello. Alla sesta uscita le cose hanno iniziato a prendere una piega più importante, completando un tragitto di 31km misti tra collina e pianura. Da ora potrò riprendere con i miei piacevoli itinerari nella natura su lunghe distanze. Infatti la prossima uscita sarà su un giro che completavo regolarmente un decennio fa con la mountain bike; ora sarà la volta di concluderlo a piedi! E' inutile scrivere che tale percorrenza sarà solo il trampolino di lancio per un successivo obbiettivo ancora più imponente, se il meteo me lo permetterà, dato che siamo a novembre...
Come ogni anno a settembre incomincio sempre da zero. Anche in questo 2014 non ho voglia di forzare e cadere in precoci 'stress da allenamento' e infortuni tipici dell'esagerazione del settore, dato che pratico distanze estreme in mezzo alla natura per svagarmi e liberarmi dal fardello lavorativo per qualche ora alla settimana... Il monoallenamento mi ha aiutato molto in questo, dato che concentro tutto in una sola uscita, rendendola avventurosa grazie alle grandi distanze che è possibile intraprendere.
Ho affermato che in questa nuova stagione sono partito dal 'molto piccolo' in termini di distanza e quindi ho mantenuto tale soglia per alcune settimane fino a quando non ho sentito in me la voglia di andare più lontano.L'ultratrail è incredibilmente legato alla condizione mentale!
Segue dettaglio uscite di 'avvio stagione':


Settimana1 – San Bernardo 8km 49 minuti
Settimana 2 – San Bernardo 8km 41 minuti
Settimana 3 – San Bernardo 8km 37 minuti
Settimana 4 – San Bernardo 8km 37 minuti


Settimana 5 – Croce Rifreddo 15km 1 ora 23 minuti


Settimana 6 – Ciro Largo Monte Bracco 31 km 3 ore 59 minuti

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sabato 2 agosto 2014

Impresa: doppio giro consecutivo del Monviso



Il Monviso tra tutte le montagne è certamente quella che ispira di più la fantasia delle persone. La sua forma, il suo contorno le altre punte più piccole che emergono guardando in direzione alta Valle Po... Si tratta sicuramente di un panorama suggestivo, specialmente in una bella giornata come quella di giovedì 31 luglio. A volte mi diverto ad osservare le mie bambine, ancora piccole (4 e 7 anni) quando disegnano un paesaggio su un foglio di carta ed istintivamente, senza nemmeno rendersene conto quando al pennarello tocca il momento di realizzare delle montagne ecco che compare il MONVISO! Si tratta veramente della montagna per antonomasia. 


Tali schemi mentali 'paesaggistici' sono anche nella mia mente e così ha preso forma la nuova avventura che ho voluto realizzare in questa stagione estiva. Tendo d'occhio le previsioni meteo era arrivato il momento ideale proprio nell'ultimo giorno di luglio. Sicuramente di giovedì realizzare qualcosa di sportivo che impegna tutto il giorno non è mai cosa facile per via del lavoro. Però volere è potere dicono e così meno male che ci sono le mogli! Risolto l'inghippo lavorativo ho chiesto a mia moglie di passare l'intera giornata in palestra e l'avventura ha così potuto prendere forma...



Con levataccia mattutina alle 2.50 ho racimolato tutto il materiale necessario(zaino, bastoncini, torcia, vestiti, cibo, acqua, ecc...) e sono 'saltato' in auto per arrivare al Pian del Re. Era ancora notte, con un cielo stellato incredibile. La giornata prometteva bene, proprio come da previsioni. Completamente solo ho iniziato, alle ore 4.25, a camminare spedito verso la prima salita in direzione Lago Fiorenza senza incontrare nessuno. All'inizio si sa, i km volano perché si è freschi! Peccato però che però poi le cose cambiano, come vedremo... Giunto al primo rifugio(Quintino Sella) la giornata era ancora giovane e tutti dormivano quindi ho proseguito senza soffermarmi troppo. Poco dopo ero al passo San Chiaffredo, per dirigermi in Valle Varaita attraverso un paio di laghi e la bellissima pineta che si apre prima di scendere in Valle Varaita. Lo scampanellio delle vacche al pascolo si sentiva in lontananza, visto il gran numero di capi presenti nei prati a venire. Giunto al ponticello, fatto di assi di legno, ho incontrato alcune 'anime' che si prodigavano nel loro tour del viso, tutti stranieri. Attraverso una salita abbastanza agevole, anche se lunga, è arrivata la volta del rifugio Vallanta. Il personale di questo locale si è dimostrato di una gentilezza unica! Dopo uno scatto fotografico sono partito in direzione 'Passo Losetta' a 2815 metri. La lì in poi la neve non mancava e molte file di alpinisti erano intenti a superarla senza scivolare. In meno di un'ora ero già al Rifugio Monvisò per un veloce rifornimento d'acqua alla fontana. Superato questo locale il primo traguardo sembrava ormai vicinissimo, infatti da quel punto in un paio d'ore solitamente arrivo al Pian del Re. Ancora gente sul percorso, con qualche comparsa di italiani(pochi), salgo alle Traversette, percorrendo una lingua di neve lunga 200m e rieccomi in Italia! A buon passo la discesa finale ed ancora al Pian del Re chiudendo il primo anello in 7 ore e 51 minuti. Un tempo 'giocato al risparmio' per affrontare il secondo tour con una buona riserva energetica. Qui la foto di rito con il gentilissimo personale del Bar-Ristorante, a testimonianza dell'impresa in corso.


SECONDO GIRO
Mi ero subito reso conto che le cose sarebbero state molto dure appena lasciato il piazzale per dirigermi un'altra volta verso il primo lago. Si è trattava di una vera forzatura psicologia dato che solitamente dopo aver chiuso quei primi 35km si torna a casa. Per me ieri però non era stato così! Dopo alcuni pensieri negativi sul abbandono, non per stanchezza visto che ero ancora fresco ma per la monotonia di un nuovo giro identico al primo, si facevano sentire in modo decisamente irruento! Superato l'ostacolo(tutto mentale) rieccomi a 'sgambettare'. Mi sono accorto subito che negli stessi punti la mia foga nel proseguire non era più la stessa di qualche ora prima. Le mie riserve energetiche erano sicuramente calate. Meno male comunque che mi ero trattenuto durante il primo giro! A ogni rifugio raggiunto mi rendevo conto che accumulavo minuti di ritardo. Nemmeno la motivazione era più la stessa dell'inizio. Inoltre la consapevolezza di rallentare ad ogni riferimento incontrato faceva si che la grinta venisse ulteriormente meno. Ero entrato in un circolo vizioso di negatività mentale. Nonostante ciò si proseguivo. Durante la nuova discesa in Valle Varaita, mi ero reso conto che la Borraccia era quasi vuota, avevo scordato di riempirla alla fontana del Sella! E' proprio vero che se si è stanchi la testa 'fa le bizze'. Così arrancando per la lunga salita verso il Vallanta avevo accumulato una sete che aveva sicuramente compromesso il passo. Il mio desiderio era quello di bere e basta, vedere tutti quei rigagnoli d'acqua attraversare la strada non aiutava di certo! Dopo altro ritardo sulla tabella di marcia finalmente al Rifugio potevo bere e mangiare un po' con il conforto di poter riempire per bene la borraccia. Comunque il danno oramai era fatto e correre ai ripari in extremis con una condizione di forte stress fisico/mentale non permetteva di rimediare in tempi brevi. Ho impiegato alcune ore a placare la sete. Quando ci si mette alla prova nell'ultratrail, a tali situazioni si è abituati a patto di avere un po' di esperienza. Intanto anche il meteo iniziava a voltare le spalle con grossi nuvoloni che diventavano fitta nebbia sopra i 2700m; al 'Passo Losetta' la visibilità era molto compromessa. Ormai ero solo vista l'ora già tarda(mi avvicinavo alle 19.00), cosa che si dimostrava un vantaggio dal punto di vista naturalistico con l'incontro di innumerevoli animali bellissimi! Attraversata la neve con gran fatica ed alcune rovinose cadute da stanchezza visto l'indebolimento dei riflessi, ero finalmente tornato al Monvisò per una nuova scorta d'acqua. Da quel punto in poi sentivo l'incombente 'peso della notte' che si avvicinava. Sempre solo, proseguivo verso le Traversette ad un passo molto rallentato rispetto al normale. Anche se ero stanco la voglia di arrivare faceva il resto e così mi sono trovato, ancora nella nebbia, davanti al Buco di Viso. Senza pensarci ci ero entrato dentro con torcia frontale accesa e via verso la Patria nativa. Dal nostro versante il meteo era incredibilmente brutto, l'inizio di una debole pioggia, che poco dopo sarebbe diventata forte con intensi tuoni si faceva avanti. Era quasi notte. Con la paura di sbagliare strada proprio all'ultimo stavo attento a non scivolare, adocchiando tutti i segnali direzionali dipinti sui massi. Quando ho iniziato a vedere il parcheggio del Pian del Re(ormai completamente vuoto) è stato un sollievo. Sono arrivato all'auto alle 21.43 con 17 ore e 18 minuti di percorrenza complessiva per 70km con 5000m di dislivello positivo. Un saluto finale al Rifugio del Pian del Re con foto commemorativa. Con grossa soddisfazione ho guidato fino a casa per una gran mangiata e un lungo sonno rigenerante. E' possibile vedere un video linve dell'intera impresa su Youtube: 


Bertinetto Bartolomeo Davide è autore del libro 'UltraTrail con il monoallenamento'. Guida rivolta all'appassionato di distanze estreme a piedi attraverso una tecnica incentrata sulla minima usura fisica per garantire un recupero organico ottimale. Per altre informazioni:


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sabato 26 luglio 2014

Ultimo allenamento per una nuova impresa in solitaria ultratrail


Partendo dalla Cromagnon, che già di per se è stata un allenamento, si sono susseguite varie sessioni di monoallenamento settimanale da quella gara ad oggi. Infatti con una settimana di stacco dalla CRO sono partito con 25km, poi la settimana dopo con 35 e ancora con 43. Ovviamente tutte rigorosamente in montagna con ampi dislivelli. Il Re però degli allenamenti è stato quello di questa mattina attorno al Monviso come ogni anno.

Una levataccia alle 3 del mattino e quindi in auto per raggiungere il Pian del Re nella notte. Quindi partenza alle 4.30 esatte. Solo due persone davanti a me in lontananza con la loro torcia frontale, raggiunte in poco tempo. Qui per un'oretta sono stato solo fino al Rifugio Quintino Sella, dove ho trovato molti Francesi e nessun Italiano, come per altro su tutto l'itinerario... Proseguendo al passo Gallarino è poi iniziata una lunghissima discesa attraverso la pineta, verso la Valle Varaita. Le gambe erano fresche è non ho faticato più di tanto. Quindi attraverso molti pascoli e baite diroccate sono risalito al Rifugio Vallanta in 4 ore nette dal momento della partenza. Una breve pausa per svuotare le scarpe dalle pietre, mettere qualcosa in bocca e bere qualche sorso d'acqua. Poi ancora via! Una lunga salita vicino a 3000m, per superare il confine Francese su una macchia di neve dove altri camminatori erano incolonnati muovendosi con cautela. Mi sono lanciato così al sorpasso appena ho potuto, stando attento a non scivolare! Da lì giù in discesa in direzione Rifugio Monvisò raggiunto di 5 ore e 30 minuti, senza alcuna sosta. Il tratto delle Traversette è sempre molto impegnativo perché a quel punto i km nelle gambe sono già molti. La parte più coinvolgente è stata quella finale di questa parte del tragitto dato che ho scelto di svolgerla interamente su una lingua di neve in direzione verticale, che negli anni passati nella medesima stagione non ho mai trovato. Raggiunta la cresta a 3000m ho pensato di controllare a vista se il Buco di Viso fosse accessibile ma non trovandolo ho capito che era chiaramente coperto dalla neve. Impossibile non notare la barriera meteo che si crea sul nostro muraglione alpino, con cielo sereno in Francia e completamente nuvoloso in Valle Po! L'orologio indicava 6 ore e 20 minuti per iniziare la discesa verso il Pian del Re. Tratto sempre molto gradito perché ormai tutto è fatto. Così attraverso alcune macchie di neve, sentieri con ripida discesa e molti tornanti sono tornato al punto di partenza concludendo l'allenamento in 7 ore e 26 minuti. Tutto è stato molto tranquillo senza mai sentire la stanchezza, a parte la lunga salita delle Traversette. Ho avuto il tempo di fermarmi qualche minuto un paio di volte, fare alcune delle foto presenti in questa pagina e chiudere con un risultato abbastanza buono per le mie possibilità.

Tutto è stato però finalizzato in queste settimane per una prossima avventura in solitaria, della quale rivelerò la natura solo quando sarà completata, sempre se riuscirò nell'intento!



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martedì 24 giugno 2014

CroMagnon 2014 con il mono allenamento settimanale

Mappa Cromagnon 2014 130km


Anche l'ultratrail du Cromagnon 2014 è concluso. Il percorso nuovo pur essendo molto panoramico si è rivelato durissimo, soprattutto nella parte successiva a Breil. Infatti dall'inizio fino al 80 esimo km tutto scorreva abbastanza bene con un percorso adatto all'andatura tipica dell'ultratrail. Gli ultimi 50 km invece erano tutt'altra cosa, un po' perché la stanchezza arrivati lì era già alta, più che altro però era lo sviluppo dell'itinerario a rendere tutto quanto durissimo. Dopotutto si sa, gli ultratrailers non si arrendono di fronte alle difficoltà, anzi le cercano superandole!



Certo che vedere in concomitanza svilupparsi 3 tre gare sullo stesso itinerario è stato psicologicamente molto disorientante. Infatti vedere alcuni amici già tranquilli per aver terminato i 74 km dell'appena nato Marguareis con appena 34 iscritti. Poi con la nuova staffetta del CRO si vedevano atleti fermarsi ed altri partire freschi proprio quando le cose diventavano durissime per i partenti da Limone! Senza considerare l'immissione dei 57 concorrenti del Neander nei 50km finali che sfrecciavano veloci per l'ultimo tratto con le loro gambe ancora buone. Tutte caratteristiche queste che rendevano alta la tensione psicologica, aggiungendo stress alla pura percorrenza.
Profilo altimetrico Cromagnon

La regina però è sempre una sola la Cromagnon, è il solo fatto di essere lì ha fatto sentire i 340 iscritti dei privilegiati, anche per quelli che hanno tentato ma non sono riusciti a concluderla. Infatti sono stati solo 197 i finisher.
Alle 4.00 del mattino, dopo una dormita in auto o in sacco a pelo per quelli che hanno fatto come me arrivati lì già dal venerdì, è partita una delle gare pioniere in Italia per l'ultratrail: Il Grand Raid International du Cromagnon 2014. Tutto in una veste nuova ancor più attraente del passato. Quest'anno si sono incrociati svariati paesini caratteristici della Valle Roya.


La fatica è stata senza eguali in paragone con altre competizioni del genere e per chi desidera mettersi veramente alla prova la Cromagnon è proprio quello che ci vuole!
Non è tanto per descrivere la gara che scrivo queste righe ma per sottoporre al lettore gli ultimi test che sto svolgendo sempre utilizzando la tecnica del mono allenamento settimanale per l'ultratrail. Naturalmente se non fossi soddisfatto dei risultati non starei scrivendo. Il mono allenamento è già ampiamente collaudato visto che tutte le mie gare dal 2006 a oggi sono state preparate sempre con questa strategia. Lavori svolti anche si molti altri atleti. Con la Cromagnon però ho voluto mettere in pratica la così detta 'prova del nove', infatti nelle due ultime edizioni mi ero ritirato per problemi intestinali e quindi quest'anno ho voluto giocarmi tutto ritentando con questa nuova versione più lunga e faticosa di 130km.
Che scrivere?! Impresa compiuta! Così con 24 ore e 40 minuti di percorrenza sono arrivato a Cap d'Ail sulla spiaggia del traguardo con il mare di fronte... Niente di più bello. La soddisfazione dell'arrivo e l'orgoglio di aver proposto un metodo che funziona così bene per la preparazione di questo avventuroso sport mi fornisce motivazione per divulgare ancora di più un allenamento sostenibile, finalizzato alle percorrenze estreme a piedi...


 Riportando alcuni dati, quest'anno ho iniziato la preparazione a marzo, con alle spalle non più di 15 uscite, considerando che in alcune occasioni ho dovuto saltare l'allenamento per motivi vari.
Lo strafare in questa specialità, come in molte altre discipline estreme è di solito la norma che il più delle volte porta ad un cronico stato di sovra allenamento ancor prima di arrivare al giorno dell'evento. Proprio un dettaglio che mi viene in mente in questo momento è l'immagine di un partecipante alla Cromagnon qui riportata, con i piedi fracassati ancor prima del 30esimo km. Ovviamente questa persona si era rovinato negli allenamenti per essere in quello stato, con eccessi assurdi senza dare per nulla spazio al recupero organico. La sindrome del di più è meglio miete vittime! Certamente l'atleta infortunato a causa dei suoi eccessi e sbagli non ha nemmeno potuto assaporare cosa vuol dire arrivare a concludere 130km tra le montagne perché si è dovuto fermare molto prima... Un vero peccato.


 Praticare via via lunghe uscite una sola volta a settimana per dare spazio al recupero permetterà sempre una 'guarigione' completa da ogni micro trauma dovuto all'allenamento precedente, evitando cronici accumuli pre infortunio. Tale schema nell'arco di pochi mesi permette di gestire itinerari chilometricamente colossali senza danni e in modo sostenibile. Dopotutto il bello di praticare uno sport è di farlo nel rispetto della salute per un periodo paragonabile alla lunghezza della vita stessa dell'atleta. A poco serve esagerare per qualche anno guadagnando del tempo sulla percorrenza in modo forzato, per poi smettere rovinosamente per motivi da ususra fisica! Proprio verso questo tema si orienta il lavoro del mio libro.


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martedì 10 giugno 2014

Allenamento 50km prima della Cromagnon

Il Grand Raid du Cromagnon si avvicina e i 130km che la compongono sono molto molto duri. Non a caso questo evento ultratrail ha la reputazione di essere uno dei più duri al mondo! Due stati(Italia e Francia) partendo dalle Montagne di Limone Piemonte per arrivare attraverso svariati colli al Mare di Cap D'Ail... Per questo gli allenamenti in queste ultime settimane sono stati piuttosto impegnativi, con qualche picco come: 71 km tra la pianura, 66 km alla gara del Monte Soglio(poi diventati 44 per il maltempo) e quelli di sabato con 50 km tra i monti della Valle Po.
In quest'ultima uscita lunga prima della gara ho volontariamente scelto di partire in pieno pomeriggio, alle 14.00 visto il gran caldo di questo periodo. Non sono di certo un masochista, però alla CRO ci si dirige verso il mare ed il tratto pomeridiano è sempre tormentato da forti aumenti di temperatura che rendono duro lo svolgimento della percorrenza. Ho pensato così di prendere la 'situazione di petto' e farmi un po' di ore attraverso un caldo torrido qui nella mia zona!

Sono partito con uno dei miei soliti tragitti, quindi salita al campanile di Revello dalla Palestra Tempio del Fitness, San Bernardo di Rifreddo, strada taglia fuoco di Envie, Trappa, Cave del Monte Bracco e passaggio dal poligono Bargese, discesa verso Rocchetta, Pamparini, dietro al Cimitero di Paesana, salita a Prato Guglielmo, discesa verso Madonna d'Oriente, Frat Genova, Borgata Frat, Bacino di Sant'Agata, Davanti alla fontana, Sanfront, Curva del ponte Po, Rifreddo, Via Vecchia Valle, La Morra e Revello giungendo al punto di partenza... Ho sudato molto e ho bevuto molto dopo l'ora di andatura, non ho forzato proprio come farò alla CRO dato che non voglio rischiare uno terzo ritiro a questa competizione(unica gara dove mi succede in tanti anni).
Quest'anno il percorso è nuovo, per cui sarei contento di concludere la mia adesione a questa bella gara che tanti anni fa ha segnato l'inizio dell'agonismo nell'ultratrial, che poi è stata per me una tappa fissa più o meno tutte le edizioni. Stiamo a vedere...


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domenica 1 giugno 2014

Trail del Monte Soglio 2014 - Gir Lung

Gir Lung senza la vetta del Monte Soglio

Ieri la gara del Montesoglio Trail 2014 si è rivelata ricca di imprevisti dovuti ad un meteo impervio.
Sono arrivato là a circa mezzanotte del venerdì con l'automobile, sotto una gran pioggia. Quindi una bella dormita in auto e poi sveglia alle 5.30 per la preparazione e ritiro pettorale... Alle 7.00 e qualche minuto la gara ha preso il via con pioggia ancora battente. I 261 atleti erano tutti lì assieme a diversi 'big' dell'ultratrail. A loro ovviamente è stato riservato il posto in prima fila in modo che gli altri ultratrailer non ne ostacolassero la partenza. Tre due uno e start, la gara è partita! Il codone si è lanciato nel reticolato di strade del paese di Forno Canavese. Di lì a poco è arrivato il momento del bosco e molto era il fango presente, con varie cadute ad ogni momento di uno o dell'altro atleta.
Bello il paesaggio, con molte baite sul tragitto, fiumicciattoli e poticcioli in legno che hanno colpito molto la mia fantasia. Una gara assolutamente da fare!


Purtroppo al 33esimo km ho saputo che l'itinerario era stato abbreviato, sempre causa meteo, scelta comunque da tutti condivisa per tutelare la sicurezza dei partecipanti. Saltato il Monte Soglio mancavano solo pochi km all'arrivo, con ancora una breve salita e quindi un'imponente discesa poco sfruttabile per la fanghiglia presente. In quel punto purtroppo ho perso almeno dieci posizioni...
Una nota finalizzata a sfatare un falso mito della corsa su resistenza, che non centra con questa gara: “al rifornimento del 30esimo km ho voluto tentare una soluzione della quale sentivo sempre parlare, ovvero il consumo di birra durante la performance per migliorare la prestazione sportiva. Bene ho approfittato dell'occasione visto che me ne è stato offerto un bicchiere. Quindi ancora via per la salita e nel giro di pochi minuti, forse perché consumo pochissimi alcolici abitualmente, ho cominciato a sentirmi intorpidito e lento. Quindi per tutta la discesa finale ho arrancato, dove solitamente riesco molto bene, soprattutto se si tratta della chiusura. Credo che l'alcool nella resistenza sia solo un mito da sfatare, addirittura controproducente”.
Questa gara per me è stata un'apertura di stagione visto che si è trattata della prima dopo l'UTMB 2013 ed un lungo periodo di stop. Devo dire che è sempre tutto un banco di prova per me, dato che ho voluto verificare ancora una volta l'efficacia della tecnica del 'mono allenamento settimanale' e tutto ha funzionato a meraviglia. Infatti con un'uscita a settimana di allenamenti ultratrail sono risuscito costruire le basi di partecipazione in meno di 10 sedute. Inoltre in questa gara ho voluto forzare leggermente l'andatura, spostando il solito piazzamento d'arrivo dall'usuale primo quarto della gara al migliore primo settimo, maturando così un 40esimo piazzamento assoluto. Se avessi saputo che la gara sarebbe stata più corta avrei potuto forzare ancora un pochino ma è andata bene ugualmente e gli imprevisti fanno parte del 'gioco' dell'ultratrail!
Si è chiuso il tutto per me su una distanza di 44km in 5 ore e 46 minuti. Tutto è andato bene a parte moltissime cadute non gravi, con fango fin sopra la testa! Sperò in una prossima partecipazione di riuscire a varcare la cima del Monte Soglio...


L'organizzazione è stata eccezionale, tutto molto ordinato e ben amministrato. Locali per dormire, docce, cibo lungo il percorso in abbondanza e anche alla arrivo. Molto gradito il buon pranzo offerto incluso nell'iscrizione. Insieme al pacco gara, medaglia a tutti i finisher. Un esperienza di certo da ripetere! Ora si attende la Cro Magnon 2014, dove qui la prudenza diventa fondamentale(almeno per me), per riuscire a chiudere degnamente la gara...
Un rigraziamento speciale va a Roberto Negri per la sua grande disponibilità, inserendo il logo del mio libro 'UltraTrail ed il mono allenamento settimanale' sul portale della gara.

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mercoledì 14 maggio 2014

Un regalo ultratrail per 90 anni di compleanno


Quale occasione migliore, approfittando del novantesimo compleanno dei propri nonni(classe 1924) per coprire a piedi svariate decine di chilometri, passando a trovarli direttamente a casa per una sorpresa?! Dopo aver rimandato varie volte l'impresa, domenica 11 maggio sono finalmente partito alle 8.12 da Revello(Cn), con il fido zainetto pronto per ogni evenienza, dirigendomi prima a Vigone(Cascina Grosso). Raggiungendo i miei nonni materni proprio nell'ora di pranzo. Ovviamente non ho potuto toccare nulla di quel 'ben di Dio' alimentare in tavola, per bere solo un bicchiere d'acqua e ripartire velocemente. Ogni minuto di pausa comporta un irrigidimento muscolare via via maggiore. Se poi si fa lo sbaglio di cedere agli istinti, gettandosi in un'abbuffata, si attiva anche l'apparato digerente, sottraendo risorse alle gambe... Stesso lavoro quando ho raggiunto Macello(Cascina Bertinetto) dove i nonni paterni erano già a pranzo inoltrato e l'offerta di unirmi a loro è arrivata scontata ma anche lì la pausa è stata breve, giusto il tempo di un saluto.


L'uscita di domenica è stata particolare soprattutto per il meteo davvero variabile, infatti tutto il mattino era molto nuvoloso ma ideale per questo genere di prestazioni. Nel pomeriggio poi tutto è cambiato per via di un forte vento che ha spazzato il cielo lasciando passare un forte sole, appesantendo molto la performance. La scelta di percorrenza è ricaduta sulle strade secondarie in campagna per evitare il consistente traffico del weekend. Tale scelta ha comportato comunque alcuni imprevisti, tra cui uno particolarmente caratteristico: l'obbligo di attraversare a piedi scalzi un torrente in piena, tra Fraz. Occa e Fraz. San Martino, solitamente sempre asciutto! Questi però sono gli imprevisti che rendono avventurosa una lunghissima percorrenza a piedi. Da questa vicenda erano nate in me alcune preoccupazioni riguardo ai prossimi guadi che avevo deciso di attraversare, come quello del Pellice in Fraz. Zucchea e del Chisone a Macello. Fortunatamente questi passaggi si sono poi rivelati perfettamente percorribili.

I comuni toccati sono stati davvero molteplici, infatti dalla partenza di Revello si sono susseguiti Envie con la sua imponente campagna, quindi Barge per tutti i prati che conducono alle frazioni di Cavour, dove ho scelto di proseguire lungo la bella pista ciclabile che costeggia la sua Rocca. Quindi direzione Zucchera arrivando nel Vigonese per la prima breve tappa. Pochi minuti dopo il giro è ripreso andando verso il centro del paese, rivangando alcuni ricordi d'infanzia e quindi via verso Macello dove la seconda tappa è stata a Fraz. Stella.
Da questo punto in poi il caldo si è manifestato a pieno titolo rendendo il ritorno davvero molto duro, per giunta con vento sempre contrario! Superato Macello è stata la volta di Garzigliana, quindi ancora campagna di Cavour per il verde della frazione Gemerello ed ancora al centro paese. Una breve pausa rinfrescante ai piedi di una fontana di qualche minuto nel parco di Cavour e mangiare un po' di frutta disidratata, poi avanti...  Da quel punto, per variare la percorrenza, ho scelto di svolgere gli ultimi 20 chilometri sul bordo della provinciale verso San Martino, Occa ed Envie. Revello è stato raggiunto, chiudendo il cerchio, in 9 ore e 28 minuti, con una distanza indicata dall'orologio GPS di quasi 71 km.
Collegare due provincie a piedi, quella di Cuneo e Torino, è sempre entusiasmante perché regala la sensazione di aver completato un percorso geograficamente importante. Inoltre i passanti che si incontrano al mattino per poi incrociarli ancora, ore e ore dopo all'arrivo, restano sempre molto colpiti dalla quantità di strada 'calpestata' usando le tecniche dell'ultratrail. Questa è stata per me la prima vera uscita importante della stagione 2014, servita per la preparazione alla prossima gara ultratrail nel Canavese 'Monte Soglio Trail' che avrà luogo il 31 maggio.


Tutto il viaggio è stato svolto con un'alternanza tra camminata veloce usando i bastoncini per 30 minuti ed altrettanti di corsa, fino alla fine. L'alimentazione è stata completamente 'fruttariana' come mio solito, assumendo una manciata di frutta secca(mandorle, nocciole, mirtilli ed altro mixati) ogni ora, intervallati da trenta minuti bevendo uno o due sorsi d'acqua.
Per dovere di cronaca verso chi è interessato ad intraprendere questa emozionante disciplina, tutto l'allenamento è stato svolto seguendo le direttive inserite nel libro 'Ultratrail ed il mono allenamento settimanale' a breve edito da Fusta Editore.
Tanti cari auguri nonni per altri 90 anni così!

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lunedì 21 aprile 2014

41km - Le distanze iniziano a decollare!

In una mattina di pioggia continua per tutto il tempo, ho deciso di iniziare il mio nuovo allenamento di 41km di quel sabato. In realtà l'escursione programmata era di 43km ma l'incontro di un vecchio amico, anche lui corridore, mi ha spinto ad una variazione sul tragitto...
Le uscite sotto la pioggia sono sempre per me molto gradite perché trovo che favoriscano la creazione di nuovi pensieri e soluzioni a problemi ricorrenti nel quotidiano. L'aria che si respira sotto la pioggia non ha eguali e ci si sente i padroni di tutto, visto l'incredibile senso di solitudine che avvolge l'allenamento. Forse per molti questa condizione sarebbe negativa ma non per me. Vedere moltissima gente sul lavoro crea una reale necessità di allontanarsi da tutto e l'ultratrail lo permette per davvero.


La sorpresa però è arrivata al culmine quando mi sono trovato in prossimità del 12esimo km e vedo sopraggiungere la neve! Sono ormai vicino alla Trappa sul Monte Bracco. Salendo ancora in direzione cave la neve mi circondava ovunque anche a terra, oltre che cadere dal cielo. La temperatura pare prossima allo zero visto l'intorpidimento marcato delle mani. Sicuramente anche se la primavera è ormai inoltrata mi porterò un bel paio di guanti la prossima volta. Non si sa mai!


La volta della pioggia è tornata scendendo di quota verso Rocchetta. Da qui anche la temperatura si è fatta più mite e dai Pamparini fino al pilone di Madonna d'oriente tutto è andato molto meglio. Oltrepassata la borgata Frat ho incontrato il mio amico, accennato al principio, il quale mi ha guidato verso una bella variante anche se più breve, che mi ha portato direttamente al bacino di Sant'Agata. La discesa non è più terminata fino alla rotonda del comune di Sanfront. Un breve tratto pianeggiante sullo stradone e poi nuovamente in salita verso il Santuario del Devesio. Qui ancora su verso Motetto e poi 'sali e scendi' fino alla Cappelletta di San Bernardo. Quando si arriva qui ormai la mente crede di essere già a casa, anche se il tratto finale è ancora lungo 4 bei chilometri!
Ho chiuso il giro sempre alle porte della mia Palestra Tempio del Fitness di Revello con un tempo di 6 ore e 27 minuti, giusto in tempo per l'ora di pranzo insieme alla famiglia.

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Si rifiata per una nuova lunghezza sabato prossimo!

Per una serie di motivi legati alla mancanza di tempo tecnico per prolungare la distanza ultratrail, io ed Alberto ne approfittiamo per rifiatare un pochino. Riduciamo quindi la distanza ed il dislivello per aumentare leggermente la velocità media di percorrenza. Molto spesso gli impegni lavorativi richiedono una mediazione sul tempo dedicato alle proprie passioni, così nemmeno partendo alle 4.00(partenza leggermente ritardata alle 4.30 per un incoveniente) del mattino le ore non bastano per completare un giro programmato più lungo...



In ogni caso spesso le cose vanno sempre come devono e sentivamo di aver bisogno di cambiare qualcosa spostandoci verso il basso. Nuovi incrementi seguiranno le volte successive...
Tra i passaggi salienti, ovviamente non poteva mancare la partenza dalla palestra Tempio del Fitness, quindi campanile delle ore verso San Bernardo. Direzione meire Motetto e rifugio Miravidi, quindi Pamparini ed il pilone prima della Madonna d'Oriente. Ci siamo spostati per Frat Genova e discesa verso Sant'Agata passando dal bacino. Attraversato Sanfront abbiamo percorso tutta via Vecchia Valle sorpassando Rifreddo per giungere in fine a ancora Revello. Dove eravamo partiti, qualche ora prima.


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sabato 29 marzo 2014

Quarta uscita trail del 2014

Il sole che sorge dal Monte Bracco vicino alla croce di Sanfront
La levataccia è sempre stata alle 3.30, con partenza alle 4.00 del mattino. La notte era fonda ma non si poteva fare diversamente visti i gravosi impegni lavorativi di quest'anno. Obbiettivo rientrare il prima possibile per il lavoro in palestra!!!

Itinerario da 35 km attorno al monte Bracco, passando per le cave


Al quarto allenamento del 2014, sempre sfruttando la tecnica del mono allenamento settimanale, sono già riuscito a chiudere un giro sul monte Bracco di 35km per 1500m di dislivello positivo. Le difficoltà sono state ingenti per via di alcuni km di neve trovati a 1200m di quota, spesso 30cm. Nonostante questo 'dettaglio', grazie all'aiuto del mio amico Alberto il percorso è stato completato in 5 ore e 17 minuti!

Profilo altimetrico e chilometraggio

I dislivelli e le distanze cominciano ad essere consistenti, però si tiene duro dato che ormai dopo anni di ultratrail il fisico è pronto per tutto a prescindere dalla pausa e dalla distanza. Si tratta solo di ripartire stringendo i denti. L'aiuto del mio compagno di corsa, per altro molto molto allenato, è stato determinante per darmi un passo ideale.

Un momento durante la corsa nella neve

Il mio amico Alberto
Sicuramente se non ci fosse stato l'intoppo della corsa su neve non battuta tutto sarebbe stato più facile ed i tempi avrebbero potuto essere migliori. Ogni imprevisto fa parte del gioco nell'ultratrail e rendono ogni uscita più entusiasmante!

 
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