domenica 7 giugno 2020

Primo esperimento ibrido bici e Trail running

È da un po' che sto lavorando alla strategia del Monoallenamento per allenare altre 'particolaritá' fisiche. Così da circa un mese hanno preso il via le uscite in bicicletta da corsa. Il fine però non è stato quello unico di limitarmi ad effettuare uscite in bici. L'obbiettivo prefissato è quello di abbinare la bicicletta all'ultratrail...
Sto pensando di 'espatriare' di molti chilometri con le mie lunghe percorrenze ultratrail, grazie alle possibilità offerte dall'avvicinamento in bicicletta.
Oggi ho pensato di ripercorrere il solito percorso che svolgo abitualmente in auto per raggiungere la baita ma questa volta in bicicletta(28km passando da Barge). Poi lasciata la bicicletta, via a piedi. Zaino a spalle e gli indispensabili bastoncini ancorati con elastici al telaio della bicicletta.
Altre cosette e pronti a passo ultratrail verso il Rifugio Bertorello. Percorso tutto il bordo valle per raggiungere il colle di Gliba su pieno sterrato, boschi e dislivelli... Quindi Pasturel, Sant'Agata. Sosta alla diga per uno spuntino al volo e quindi borgata Frat Genova, Madonna d'Oriente. Una bevuta e salita sterrata senza tregua verso Prato Guglielmo... Ormai quasi fatta, qualche chilometro di rettilineo e di nuovo in baita per recuperare la bici(24km in stile Trail running), si sentiva lo scampanellio delle mucche al pascolo poco sopra...
Prima di salire nuovamente sulla bicicletta, una sistemata veloce per l'equipaggiamento... In discesa faceva un po' freddo ma dopo qualche pedalata la sensazione è passata veloce. Giù a Paesana, Sanfront, via dei boschi, a Revello passando da ponte Po', quindi vecchio ospedale ed il beato arrivo a Envie(31km di discesa in sella alla bici).
In totale la percorrenza è durata quasi 84km, conclusa in 8 ore e 12 minuti.
Una bella avventura da ripetere su altri itinerari.


Tutto il percorso è possibile vederlo su Strava:
percorso ibrido bici e Trail running




Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:

sabato 19 ottobre 2019

Altri incrementi di velocità attorno al Monte Bracco

Oggi ho superato un nuovo traguardo nella mia performance sul giro del Monte Bracco di 33km. Infatti rispetto al tempo della volta scorsa ho migliorato di altri 11 minuti, chiudendo l'anello in 4 ore e 49 minuti. Si, mi era già successo in passato di ottenere miglioramenti nella velocità con il mio metodo del Monoallenamento per l'ultratrail ma pensavo che fosse solo una conseguenza dell'insistenza, della perseveranza... Invece anche in questa nuova trance di allenamenti, si presentano ancora una volta considerevoli incrementi sulla velocità. Direi sistematicamente.
Ho sempre considerato il Monoallenamento come una tecnica dedita alla preparazione di ampi chilometraggi, finalizzata alla pura lunga resistenza ma a quanto pare mi sbagliavo.
Visti gli ultimi workout nel campo della velocità non posso negare la realtà e non si tratta di pura coincidenza dato che non è la prima volta che noto questa caratteristica. IL MONOALLENAMENTO E' UTILE ANCHE PER INCREMENTARE LA VELOCITA' NELLE LUNGHISSIME PERCORRENZE A PIEDI!
Adesso rifletterò sulla situazione e mi prenderò il prossimo allenamento per pensare a come agire con una breve seduta di 20km in pianura, dato che avrò lezione all'università di osteopatia ed è il massimo che potrò fare uscendo la notte... quindi dovrò ripiegare con una corsa tradizionale, magari con il supporto dei bastoncini, mista corsa/camminata... Tutto per non uscire troppo dagli schemi e preservare le articolazioni. Non voglio cadere nell'errore che fanno tutti gli over 40 quando si allenano e si ritrovano con ginocchia 'spezzate' dall'esagerazione. Devo aggiungere che con un'uscita a settimana è difficile che succeda.
Imposterò la percorrenza su un ritmo medio alto, quindi per il sabato successivo tornerò al mio solito anello e vedrò come andranno le cose... Scriverò di certo un pezzo apposito.
Riporto nuovamente qui di seguito la differenza e l'incremento grafico con l'allenamento precedente:



Vai al primo articolo sull'argomento della velocità con il Monoallenamento


Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:




lunedì 14 ottobre 2019

Incrementi della velocità attorno al Monte Bracco

Oggi è per il secondo allenamento consecutivo che sento la terra scorrere sotto i miei piedi con molta agilità! Si non esagero, infatti percepisco una sensazione di miglioramento che non notavo da un paio d'anni, ormai.
Credo che questo miglioramento sia dovuto al fatto che finalmente sto ritrovando il mio equilibrio dopo un lungo periodo di 'trambusto' lavorativo. Spero di riuscire a continuare.
Nel solito giro di ogni sabato percorro i miei 33km attorno al Monte Bracco e per il medesimo tragitto ero arrivato al vergognoso tempo di sei ore e piu'. Era quasi una passeggiata oramai, che poco aveva a che fare con le mie vecchie 'glorie' ultratrail.
Forse per merito anche di alcuni obbiettivi che voglio collegare al miei studi Osteopatici, in connubio con l'ultratrail. Forse perché sento di nuovo il desiderio di fare risultato nell'agonismo di questa specialità. Forse anche per il fatto che voglio provare a dare un nuovo senso al mio metodo del Monoallenamento settimanale, al fine di entrare nella rosa dei primi a tagliare il traguardo nelle competizioni ultra. Non so se ci riuscirò ma comunque di provo e il piu' delle volte quando mi metto una cosa in testa, prima o poi centro l'obbiettivo. E' il mio destino, sono fatto così!
Si sono ancora indietro rispetto ai risultati dei miei 'tempi d'oro' nell'ultratrail ma credo che riuscirò a replicarli nel giro di alcuni mesi. Continuo a spingere ed in ogni allenamento raschio minuti in meno.
Tanto per dire delle ultime due uscite, in quella passata ho concluso i 33km montani in 5 ore e 25 minuti, mentre oggi lì ho chiusi in 5 ore nette! Credo sia un buon cambiamento. Poco dopo il termine del giro ma anche durante, ho analizzato mentalmente i punti dove potevo ulteriormente spremere le gambe per fare piu' in fretta. Sono già qui che aspetto con ansia il prossimo anello attorno al Monte Bracco per verificare! Poi tra due settimane farò un giro di scarico di 20 di km con un lieve dislivello, quindi altri miglioramenti le settimane dopo, sulla distanza sempre dei 33km!
Mi sono posto un obbiettivo nella velocità che voglio raggiungere ma preferisco non scriverlo, non vorrei mi portasse sfortuna, inoltre non so nemmeno se riuscirò ad ottenerlo. Confido di si e quando ci riuscirò vedrete di certo un articolo apposito.
E' inutile dire che al mio ritorno alle gare vorrò essere nella miglior forma fisica di sempre.
Ho previsto una progressione a scalini, prima nella velocità su una distanza fissa e poi al consolidamento, un ulteriore passo piu' in là nella distanza. Cerco di superare i 43 km e poi mantenerli per per guadagnare altra velocità, in modo da avere un'ottima protezione nelle competizioni vicine a quelle lunghezze!
La chiave allenante del Monoallenamento permette di spingere ed in seguito pensare al recupero attivo per tornare nell'uscita dopo con le forze al 100%. Per la cronaca con recupero attivo intendo il mio Matevo®, nel lunedì, mercoledì e venerdì, mentre il martedì e giovedì mi dedico allo stretching. Faccio tutto a casa mia ora che non ho piu' il centro fitness.
Il prossimo sabato su quella distanza di 33km dell'anello del Monte Bracco cercherò di stare sotto le 5 ore, dopo un'eternità che non ci riesco. Spero di centrare l'obbiettivo perché nuovi traguardi raggiunti alimentano la motivazione oltre ogni limite.

mercoledì 4 settembre 2019

A passo ultratrail per 62km tra i monti di Envie-Francia-Bobbio Pellice

Oramai ho ripreso a pieno titolo gli allenamenti, che erano da troppo tempo irregolari ed infrequenti. Non ho ancora raggiunto i miei massimi risultati di un tempo ma posso ritenermi soddisfatto e confido che tra qualche tempo potrò tornare a pieno regime. L'avventura che sto per descrivere è solo un anticipo per la mia nuova stagione agonistica che forse prenderà il via già in questo 2019.
E' sempre bello osservare questo reticolato di strade, che pian piano risalendo i colli si trasformano in sentieri a volte invisibili. Poi continuando per questa fitta ragnatela globalmente collegata si scavalcano i valloni. Durante lunghe discese i sentieri tornano ad ingrandirsi in strade, prima sterrate e poi asfaltate, con infiniti snodi si oltrepassano a piedi enormi barriere chilometriche.
Ma veniamo al dunque. Sono arrivate le 4.20 e la sveglia ha iniziato a suonare, gran farica ad alzarsi e passano alcuni altri minuti, poi tutti i preparativi del caso con zaino, indumenti, cibo, liquidi, tecnologia gps... quindi alle 5.35 ero nel buio delle stradine enviesi per iniziare questa bella e come racconterò per alcuni versi particolare avventura a piedi.
Con il mio fido cagnolino saliamo la collina di Envie fino a raggiungere San Bernardo di Montebracco, ancora nell'oscurità boschiva. Macchia mi sta vicino quando è notte, pian piano arriva l'alba e così vedo che sparisce ai primi raggi di luce per poi ritornare ai miei piedi. Quando raggiungo Motetto di Rifreddo è ormai chiaro e si notano anche ampi nuvoloni che non promettono nulla di meteorologicamente buono. Non importa si prosegue tra corsa e camminata spedita. Ogni ora mangio qualcosa(un microspuntino) e ogni trenta minuti sorseggio un po' d'acqua(tre sorsi mai di più). Ho imparato a mie spese in passato cosa significa restare per ore in mezzo al niente con la borraccia secca, non per niente quando sono in alta quota e le fontane spariscono, mi servo sempre dei limpidi ruscelli naturali per bere. Ancora, passo dopo passo arrivo a Rocchetta, poi Paesana dove incontro le prime difficoltà sul sentiero. Infatti costeggiando il fiume Po nei pressi di Calcinere, dopo Erasca, trovo un sentiero che negli anni è diventato sempre più 'chiuso' dalla vegetazione e quest'anno è totalmente impraticabile costringendo me ed il cane ad un cambio di direzione che mi ha portato via molto tempo. Poi sempre nel tratto paesanese altri intoppi legati alla cattiva pulizia dei sentieri. Mi chiedo se queste aree di transito escursionistico tra qualche anno esisteranno ancora? E' mi chiedo anche se un trekker forestiero, armato di cartina(visto che sono cartograficamente presenti) si ritrovi bloccato tra i rovi presenti come possa sentirsi e che parere possa costruirsi nei confronti della bella Valle Po?
Senza divagare ritorno alla mia avventura a piedi tra Envie, Francia e Bobbio Pellice. Superati questi ostacoli 'paesaggistici' sono arrivato nei pressi di Oncino dove invece è tutto ben curato, quindi, Saret alla grande Panchina. In quel punto ho incontrato due amici Liguri appassionati di Ultratrail con i quali è stato bello fare due parole. Quindi Crissolo per un caffè veloce e una telefonata a casa. Sono ripartito alla volta del Pian della Regina e poi Pian del Re, con una pausa cibo sia per me che per Macchia. Oramai in piene ore pomeridiane avanzo per la salita di quasi 900 metri di dislivello che mi porterà al tunnel del Buco di Viso. Passo in Francia e quindi inizio a perdere quota per poi risalire fino alla vetta del colle Sielliere(2851m), sullo spartiacque tra Francia ed Italia. Una breve panoramica, con il bel Monviso che si vede da un angolazione insolita e quindi discesa tra le nubi presenti verso la Valle Pellice. I passi vanno veloci per la paura di restare al buio(pila frontale scarica) in quelle zone deserte. Una tappa al rifugio con la speranza di trovare un punto Wifi per aggiornare casa sulla situazione di percorrenza ma niente, internet come mi aspettavo del resto, in montagna proprio non esiste. Quindi anche lì due parole, qualche informazione sulla distanza che mi separa da Bobbio Pellice e quindi scendo veloce col cane al mio fianco. Raggiungo i resti di un vecchio aeroplano precipitato nel 1957, una foto e vado ancora avanti. Raggiungo Villanova e oramai la notte inizia a prendere il sopravvento. I sentieri sono però diventati strada sterrata carreggiabile ma abitazioni se ne vedono poche, una ogni diversi chilometri, alcune di margari ed altre vuote. Come ho già accennato, non posso usare la torcia frontale perché purtroppo sono partito di casa senza accorgermi che fosse scarica! Un gran problema. Torna il bosco e imbocco un sentiero che mi toglie alcuni chilometri, come da tracciato gps. Buio completo con forti cascate nascoste dall'oscurità del fiume Pellice. Un ambiente inquietante, però bello. Tanto rumore d'acqua. Macchia vedo che ha paura e non mi molla. Inizio ad usare la torcia del telefonino, che ho tenuto volontariamente in modalità 'aero' per l'emergenza di affrontare una situazione del genere e risparmiare batteria. Usare una pila 'a mano' non è molto comodo tenendo conto che avevo anche i bastoncini da sorreggere. Nessuno sbaglio di strada per fortuna e continuo per l'interminabile discesa ben 2000m metri di dislivello per strade tortuose e buie, verso Bobbio Pellice. Anche se avevo già quasi 50km nelle gambe del tragitto precedente, quando sei in situazione di 'allarme' la stanchezza passa. Supero la zona Pra e chiedo qualche informazione alle pochissime persone che incontro ma sono stranieri e non mi capiscono. La strada diventa asfaltata e a quel punto il cellulare inizia a funzionare e avverto tutti quelli che mi hanno cercato senza risposta da parte mia. Quindi corro per non so quanti chilometri sempre al buio tra varie piccolissime borgate, qualche lampione ogni tanto ma per lo più sempre buio. Ho incrociato un paio di macchine ma fortunatamente ho l'abitudine di tenere il cane al guinzaglio quando sono su asfalto. Per cui nessun pericolo ma accompagnare Macchia con le mani già così tanto impegnate, con torcia e bastoncini, mentre si corre non è cosa facile.
Verso le 22.00 vedo in lontananza finalmente un chiarore diffuso e sento di non avere più molta distanza dalla meta. Nel frattempo mia moglie mi scrive via messaggio che è arrivata ad aspettarmi. Tengo duro ancora un paio di chilometri, quindi dopo oltre 62km(considerando gli sbagli di strada) in 16 ore e 40 minuti concludo questa lunga e 'spericolata' percorrenza con un fortissimo dislivello positivo(4481m) quasi totalmente su sentiero, sovente disconnesso...
Come ho già anticipato in principio, con questa percorrenza concludo una fase di allenamento che mi ha portato a ripristinare la mia condizione di ultratrailer, in vista di nuove gare. Continuo ad allenarmi con la mia tecnica del Monoallenamento settimanale, con in progetto altre lunghe percorrenze a piedi da completare!


Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:

domenica 30 giugno 2019

A piedi da Envie a Cuneo


Erano molti mesi che non facevo uscite ultra. Da quando non ho più la palestra ho perso un po' 'il giro' ma nessun problema e mi riattivo in men che non si dica! Devo dire che ero già in astinenza da questo genere di cose. Quando assapori il 'bello di fare fatica', di farcela con le tue gambe, non ci puoi più rinunciare! Dopo aver rimandato varie volte per motivi sia di lavoro che di studio ho pensato che oggi, sabato 29 giugno 2019, fosse il giorno giusto. Venerdì sera ho preparato lo zainetto con il minimo indispensabile, quindi la mattina sveglia alle 3.30 e ancora controlli sul necessario... Il cane chiuso in casa a 'mugolare' perché voleva venire... Poverino piace anche a lui. Anche lui per colpa mia è diventato dipendente dall'ultra! Per le strade frequentate dalle auto però è meglio non portarlo per la sua incolumità. Il 'bello' però non è stato tanto il cane, dato che 'i suoi capricci' me  li aspettavo, quello che però non immaginavo è stato che all'uscita di casa ho trovato una pioggia incombente con lampi e tuoni! Sembrava l'apocalisse! Quindi dalle 4.30 alle 4.50 ho aspettato davanti al portone di casa per vedere se smetteva. Niente, un pochino 'allentava la presa' e poi riprendeva, così ho raccolto tutta la forza di volontà 'da appena sveglio' e sono partito ugualmente. Inutile scrivere che nel giro di 5km ero bagnato fino alle mutande.
Proseguendo nella notte, con la mia pila frontale, sono arrivato a Saluzzo, è per un breve istante tutto sembrava migliorare nella condizione meteo. Giusto il tempo di 'girare' un'altra parte del solito video LIVE che documenta ogni volta le mie uscite ed è ripresa la pioggia, fortissima, appena riposta la videocamera. Una vera sfortuna! Quindi nella solitudine saluzzesse sia per la pioggia che per motivi d'orario(stimo fossero poco più delle 6.15), ho attraversato la città passando dietro l'ospedale, quindi in prossimità dell'area camper e ho proseguito per Manta. In quel punto ho perfino incontrato un altro 'pazzo' corridore come me. Era appena passata l'alba.
Di filato ho attraversato Manta e da lì in poi ho ritenuto opportuno accendere l'orologio GPS, visto che le strade alternative erano molte e il più delle volte a me sconosciute. Il percorso caricato sul dispositivo non mi ha mai tradito. Si c'è stata qualche svista mia che una volta in particolare mi ha portato fuori di un paio di chilometri, poi tutto a posto.
Quindi Verzuolo, Busca abbastanza a passo spedito. Intorno alle 8.30 la pioggia è sparita, prima sostituita da fitte nuvole e poi da pallidi raggi di sole. Dopo le 10.30 è iniziato un fortissimo caldo tendente all'aumento fino a Cuneo. Devo scrivere che a Costigliole ho trovato un pezzo di salita abbastanza ripida, seguita da una lunga discesa. Niente di di che, anche se ha fornito un tocco di varietà ad un percorso altrimenti totalmente pianeggiante. 

Per tutto il tracciato ho abbracciato un'alternanza di sterrato ed asfalto, strade mediamente trafficate ed altre di piena campagna con frutteti ovunque. Come accennato poco sopra, ho avuto anche uno 'sbaglio strada' nei pressi di Verzuolo ma niente di irrecuperabile, che se al termine di quei lunghi chilometraggi 2 km persi 'a gratis' si fanno sentire a fine avventura.
Una frazione che ho apprezzato particolarmente, dato che come ad ogni mia uscita resto senza acqua nella borraccia, è stata Bosco nei pressi di Cuneo, in mezzo al niente in piena campagna. Una Chiesetta, 'quattro case' ed un localino chiuso. Lì mi sono fermato per 7-8 minuti giusto per reintegrare i liquidi persi abbondantemente e poi pieno alla borraccia e di nuovo via... Si, fa effetto sentire il peso dell'acqua sullo zaino che saltella e sbatte contro il petto ma è il prezzo da pagare per averne sempre una scorta appresso. Qualche messaggio ad amici e famiglia su come andavano le cose e i chilometri scorrevano nuovamente sotto i miei piedi. Migliaia e migliaia di passi. A volte sento conoscenti parlare di passi conteggiati da quei nuovi strumenti di misura da polso e mi fa sorridere sapere dei traguardi imposti da quei canonici 10000 passi giornalieri. Vabbè siamo nell'era moderna dove l'immobilità regna sovrana. Non dico mai niente.
Varie frazioni ancora attraversate e poi finalmente il mastodontico ponte entrante in Cuneo centro, il Viadotto Soleri altamente trafficato e raggiunto alle 12.00 circa. Entrato in Cuneo, presso la famigerata Piazza Galimberti ho girato l'ultimo video e con la fortuna di aver una fontana proprio al mio fianco, testa sotto con una gran bevuta e una bella rinfrescata finale! Erano le ore 12.13.
Ho raggiunto mia moglie e dopo una breve sosta al bar mi sono gustato quel 'famoso caffé' che volevo bermi da tranquillo all'arrivo, in piazza. Dopotutto ho fatto tutto il viaggio apposta per quello! Quando faccio questo genere di cose ed arrivo in zone molto frequentate, la gente mi guarda sempre in modo un po' strano, visto l'abbigliamento sudicio e sudato, la fatica scolpita in faccia... Probabilmente credono che sono un pazzo e forse non sbagliano.

Come mio solito, per ridurre la possibilità di infortunio e comunque tenere discretamente alta la velocità del passo ho alternato 5 minuti di corsa e 5 di camminata veloce con bastoncini. Ho utilizzato questa tecnica per tutto il tragitto, in virtù del fatto che è già stata ampiamente collaudata in mie precedenti avventure a volte ben più lunghe completate con buon successo. A parte il momento di Frazione Bosco non mi sono mai fermato e nonostante il poco allenamento ed un marcato aumento di peso corporeo(88kg) sono stato felice di riuscire a completare il 47km(sbaglio compreso) di collegamento tra Envie e Cuneo in 7 ore e 23 minuti(pausa compresa), anche se la mia stima prima di partire che durante il tragitto era di 8-10 ore alla fine è andata meglio. La velocità non è stata altissima, con una media di 6,36km/h ma tutto sommato mi posso accontentare.



Chiudo menzionando l'immancabile tecnica del Monoallenamento settimanale, che mi accompagna ogni volta nella preparazione. Anche se non sono più riuscito ad allenarmi secondo i dettami ultratrail non ho mai mancato di fare quell'unica uscita settimanale in montagna magari breve, che ha permesso al mio corpo di rimanere capace di completare grandi distanze a piedi. Soprattutto senza i ricorrenti e tipici infortuni da usura che caratterizzano gli atleti di questo genere dopo anni di percorrenze. Le grandi distanze sono più che altro un fatto 'di testa'.

Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:



lunedì 31 dicembre 2018

Envie Rucas, a passo ultratrail con il Monoallenamento



Ho voluto collegare Envie al Rucas a piedi. Utilizzare le lunghe percorrenze ultratrail per raggiungere obbiettivi chilometricamente imponenta è diventato per me una vera passione. Non mi alleno più con l'ultratrail, come per altro avevo già scritto nel mese di giugno 2018. A quanto pare però la capacità di completare decine o centinaia di chilometri a piedi non viene persa, se coltivata per decenni. Certo cambia la velocità del passo, comunque però si riesce a raggiungere il 'traguardo'. Probabilmente diventa una capacità acquisita sia dal fisico che dalla mente. Una sorta di normalità...


Veniamo al giro però.
Sono partito da Envie alle 9.40(dopo essermi crogiolato nel letto per un bel po'), via quindi di corsa per salire dalla zona di Sant Antonio e quindi proseguire lungo la tagliafuoco fino alla Trappa. Da lì ho imboccato 'Via Nuova', una strada sterrata a lunga e carreggiabile. Dopo alcuni chilometri questa però diventa sentiero, sfiorando varie Balme tipiche del Monte Bracco. Era facile sbagliare strada anche con l'uso del gps dato che i bivi erano molti ed alcuni assomigliavano al tragitto esatto ma su dislivelli differenti... Il mio orologio gps ha una precisione di 30-50m quindi nel dettaglio diventa incerto, anche se per me è un aiuto insostituibile. Infatti tali zone non le avevo mai percorse e le ho 'visitate' solo al gps mentre le tracciavo al PC con GPS VISUALIZER.



Ho incrociato la locanda della colletta(Paesana), dove ho toccato lo stradone per pochi metri e quindi di nuovo nel bosco. Con il cane cerco sempre di restare in zone libere dal traffico così da lasciarlo libero avanti pochi metri a me. Ho attraversato la valle Infernotto con il rispettivo fiume. Un posto caratteristico quanto desolato. Case poche, persone nessuna!
Dopo un po' di risalita verso Montoso(che non ho toccato) ho involontariamente attraversato il Monastero di 'Pra d' mill', un posto stupendo, quanto tranquillo. Ho subito legato il cane al guinzaglio. A quel punto altra risalita e poi un mulattiera che entrava nelle cave costeggiando lo stradone, una via molto panoramica che ad un certo punto si è ricongiunta per gli ultimi 4km di stradone. In quella zona il fortunato incontro di un mio amico che con suo fuoristrada esplorava quelle zone, due parole e poi visto che erano già quasi le 17.00 e il buio incombeva ho chiesto un passaggio per il ritorno dopo l'arrivo al piazzale. Così ho proseguito di corsa per quegli ultimi chilometri ma Macchia era stremato restando sempre dietro a me. Ultimi sforzi e quindi il piazzale, il cartello con la scritta 'Rucas', i suoi due fantomatici condomini et voilà, il giro si è concluso alle 17.17 con 35km 7 ore e 37minuti di percorrenza. Il dislivello è stato molto forte, che ha reso questo piccolo tragitto decisamente impegnativo in termini di tempo dedicato. Così verso casa sull'auto del mio amico Valter, io e Macchia.


Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:

domenica 7 ottobre 2018

Ventimiglia Savona a piedi con la Tecnica del monoallenamento settimanale per l'ultratrail

La Liguria, non so bene il perché, mi entusiasma da anni. Forse perché da bambino ho passato molti anni in vacanza lì... In ogni caso percorrere a piedi, in soluzione unica, gran parte del litorale è una cosa che ritornava nei miei pensieri molte volte da quando sono diventato ultratrailer.


Pieno di buoni propositi ho organizzato tutto e venerdì notte sono partito con l'auto verso la stazione di Savona per prendere l'ultimo treno delle 22.34 verso Ventimiglia. Ero un po' preoccupato perché sui colli in auto vedevo già il parabrezza con gocce d'acqua, poi a Savona un forte vento. Non erano esattamente le condizioni migliori per iniziare. Non ci ho voluto dare peso!
Arrivato a Ventimiglia a mezzanotte, alle ore 00.05 di sabato 6-10-18 sono sono partito a piedi verso il mare. Quindi da lì la lunga passeggiata di Ventimiglia che poi è diventata ciclabile fino a Bordighera.
Dopo Bordighera verso Ospedaletti solo un piccolo marciapiede sul bordo strada ma comunque confortevole per la percorrenza in sicurezza dalle automobili.

Ventimiglia - Savona 113km
Non c'era nessuno in giro mano a mano che avanzavano le ore tarde, solo qualche ubriaco a piedi che forse festeggiava con amici(Bè era la notte tra venerdì e sabato quindi la mondanità era viva) e poche macchine di tanto in tanto. Sembrava quasi di essere in alta quota ad un certo punto, tanto che c'era silenzio nonostante la zona decisamente urbana! Faceva davvero effetto!

Viaggio in treno verso Ventimiglia per iniziare a 'sgambettare'
Da Sanremo in poi ho avuto una trentina di chilometri di pace assoluta dalle automobili data la presenza della famosa ciclabile che sostituisce la vecchia ferrovia.
A San Lorenzo ho avuto qualche problema vista la strada stretta e il termine della ciclabile. Erano circa le cinque del mattino è ho provato in vari modi a continuare la percorrenza cercando passaggi sicuri ma non ne ho trovati, quindi ho optato per tornare indietro di qualche centinaio di metri e coricarmi in un posto 'comodo' sulla spiaggia a due metri dal mare. In quel momento ho sentito il sapore dell'avventura nonostante il disagio dell'interruzione momentanea della percorrenza. Fermo dalla corsa faceva freddo, così ho indossato Pile e Keeway, un berretto e poi lo zaino è diventato un cuscino, così i miei occhi si sono chiusi per circa un'ora. Fino alle 7.00. Ho atteso le prime luci del giorno ed era un'ottima occasione per approfittare del riposo per riprendere forza. Quel poco tempo mi ha rigenerato un pochino.

Tunnel ciclabile
Con il chiarore ho potuto affrontare quei pochi chilometri che mi separavano da Imperia, permettendo così alle automobili di vedermi dato il tratto di strada veramente stretto ed evitare così di farmi investire. A questo punto per molto altro tempo non ho incontrato intoppi di sorta vista la presenza di marciapiedi, l'incompiuta verso Diano e poi Cervo. Un tratto scoperto fino ad Andora e poi di nuovo una bella alternanza di marciapiedi, passeggiate sul lungo mare. Sempre con l'aiuto del giorno. Il meteo tra Arma di Taggia e Cervo è stato piovoso ad intermittenza per migliorare in modo costante fino all'arrivo a Savona.
Ho trovato monotono il tratto tra Albenga e Ceriale, fatto di puro stradone molto dritto e per nulla variato, con un gran traffico. Sembrava di essere in autostrada! Fortunatamente in quel punto la strada era larga e presentava un bordo decisamente ampio per i pedoni.
Un tratto su strada senza marciapiede
Sono stato nel giorno fino a Varigotti grosso modo ma poi il buio è di nuovo arrivato e la strada che precedeva Noli era veramente scura e pericolosa per il passaggio a piedi. In questo punto non potevo permettermi di aspettare il prossimo chiaro dato che avrebbe significato fermarsi per la notte intera! Così ho proseguito orientando la luce frontale posteriormente al capo e mettendola in 'modalità rossa'. Faceva impressione dato che la linea di bordo strada coincideva esattamente con la strada e non c'era praticamente margine per il passaggio a piedi, inoltre guardando sotto vedevo il mare a strapiombo a qualche decina di metri più in basso. Una condizione molto preoccupante a dir poco. Fortunatamente lo stratagemma della pila posta sulla nuca funzionava e le auto mi vedevano facilmente. Avevo anche il giubbottino catarifrangente e uno zaino molto riflettente, cose indispensabili per affrontare problemi di questo genere.
Dopo Noli è stato tutto un marciapiede ampio, passando per Vado e quindi la città di Savona.
In lontananza un tratto della lunghissima costa già percorsa, al tramonto
Alle 20.54 ero all'auto nei pressi della stazione ferroviaria. Per l'intera percorrenza ho usato la strategia di 15 minuti di corsa e 15 di camminata veloce con bastoncini. L'ho ritenuta una soluzione sostenibile per tutta la percorrenza, anche quando verso la fine le energie erano ormai al minimo.
Dopo quei 113km costieri la soddisfazione di essere arrivato, di aver raggiunto l'obbiettivo, è stata enorme e poi di vedere la macchina finalmente lì a disposizione è stato come vedere qualcosa di paradisiaco. Il tempo complessivo si è chiuso in 20 ore e 49 minuti.


Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:

Cerca nel blog