domenica 30 giugno 2019

A piedi da Envie a Cuneo


Erano molti mesi che non facevo uscite ultra. Da quando non ho più la palestra ho perso un po' 'il giro' ma nessun problema e mi riattivo in men che non si dica! Devo dire che ero già in astinenza da questo genere di cose. Quando assapori il 'bello di fare fatica', di farcela con le tue gambe, non ci puoi più rinunciare! Dopo aver rimandato varie volte per motivi sia di lavoro che di studio ho pensato che oggi, sabato 29 giugno 2019, fosse il giorno giusto. Venerdì sera ho preparato lo zainetto con il minimo indispensabile, quindi la mattina sveglia alle 3.30 e ancora controlli sul necessario... Il cane chiuso in casa a 'mugolare' perché voleva venire... Poverino piace anche a lui. Anche lui per colpa mia è diventato dipendente dall'ultra! Per le strade frequentate dalle auto però è meglio non portarlo per la sua incolumità. Il 'bello' però non è stato tanto il cane, dato che 'i suoi capricci' me  li aspettavo, quello che però non immaginavo è stato che all'uscita di casa ho trovato una pioggia incombente con lampi e tuoni! Sembrava l'apocalisse! Quindi dalle 4.30 alle 4.50 ho aspettato davanti al portone di casa per vedere se smetteva. Niente, un pochino 'allentava la presa' e poi riprendeva, così ho raccolto tutta la forza di volontà 'da appena sveglio' e sono partito ugualmente. Inutile scrivere che nel giro di 5km ero bagnato fino alle mutande.
Proseguendo nella notte, con la mia pila frontale, sono arrivato a Saluzzo, è per un breve istante tutto sembrava migliorare nella condizione meteo. Giusto il tempo di 'girare' un'altra parte del solito video LIVE che documenta ogni volta le mie uscite ed è ripresa la pioggia, fortissima, appena riposta la videocamera. Una vera sfortuna! Quindi nella solitudine saluzzesse sia per la pioggia che per motivi d'orario(stimo fossero poco più delle 6.15), ho attraversato la città passando dietro l'ospedale, quindi in prossimità dell'area camper e ho proseguito per Manta. In quel punto ho perfino incontrato un altro 'pazzo' corridore come me. Era appena passata l'alba.
Di filato ho attraversato Manta e da lì in poi ho ritenuto opportuno accendere l'orologio GPS, visto che le strade alternative erano molte e il più delle volte a me sconosciute. Il percorso caricato sul dispositivo non mi ha mai tradito. Si c'è stata qualche svista mia che una volta in particolare mi ha portato fuori di un paio di chilometri, poi tutto a posto.
Quindi Verzuolo, Busca abbastanza a passo spedito. Intorno alle 8.30 la pioggia è sparita, prima sostituita da fitte nuvole e poi da pallidi raggi di sole. Dopo le 10.30 è iniziato un fortissimo caldo tendente all'aumento fino a Cuneo. Devo scrivere che a Costigliole ho trovato un pezzo di salita abbastanza ripida, seguita da una lunga discesa. Niente di di che, anche se ha fornito un tocco di varietà ad un percorso altrimenti totalmente pianeggiante. 

Per tutto il tracciato ho abbracciato un'alternanza di sterrato ed asfalto, strade mediamente trafficate ed altre di piena campagna con frutteti ovunque. Come accennato poco sopra, ho avuto anche uno 'sbaglio strada' nei pressi di Verzuolo ma niente di irrecuperabile, che se al termine di quei lunghi chilometraggi 2 km persi 'a gratis' si fanno sentire a fine avventura.
Una frazione che ho apprezzato particolarmente, dato che come ad ogni mia uscita resto senza acqua nella borraccia, è stata Bosco nei pressi di Cuneo, in mezzo al niente in piena campagna. Una Chiesetta, 'quattro case' ed un localino chiuso. Lì mi sono fermato per 7-8 minuti giusto per reintegrare i liquidi persi abbondantemente e poi pieno alla borraccia e di nuovo via... Si, fa effetto sentire il peso dell'acqua sullo zaino che saltella e sbatte contro il petto ma è il prezzo da pagare per averne sempre una scorta appresso. Qualche messaggio ad amici e famiglia su come andavano le cose e i chilometri scorrevano nuovamente sotto i miei piedi. Migliaia e migliaia di passi. A volte sento conoscenti parlare di passi conteggiati da quei nuovi strumenti di misura da polso e mi fa sorridere sapere dei traguardi imposti da quei canonici 10000 passi giornalieri. Vabbè siamo nell'era moderna dove l'immobilità regna sovrana. Non dico mai niente.
Varie frazioni ancora attraversate e poi finalmente il mastodontico ponte entrante in Cuneo centro, il Viadotto Soleri altamente trafficato e raggiunto alle 12.00 circa. Entrato in Cuneo, presso la famigerata Piazza Galimberti ho girato l'ultimo video e con la fortuna di aver una fontana proprio al mio fianco, testa sotto con una gran bevuta e una bella rinfrescata finale! Erano le ore 12.13.
Ho raggiunto mia moglie e dopo una breve sosta al bar mi sono gustato quel 'famoso caffé' che volevo bermi da tranquillo all'arrivo, in piazza. Dopotutto ho fatto tutto il viaggio apposta per quello! Quando faccio questo genere di cose ed arrivo in zone molto frequentate, la gente mi guarda sempre in modo un po' strano, visto l'abbigliamento sudicio e sudato, la fatica scolpita in faccia... Probabilmente credono che sono un pazzo e forse non sbagliano.

Come mio solito, per ridurre la possibilità di infortunio e comunque tenere discretamente alta la velocità del passo ho alternato 5 minuti di corsa e 5 di camminata veloce con bastoncini. Ho utilizzato questa tecnica per tutto il tragitto, in virtù del fatto che è già stata ampiamente collaudata in mie precedenti avventure a volte ben più lunghe completate con buon successo. A parte il momento di Frazione Bosco non mi sono mai fermato e nonostante il poco allenamento ed un marcato aumento di peso corporeo(88kg) sono stato felice di riuscire a completare il 47km(sbaglio compreso) di collegamento tra Envie e Cuneo in 7 ore e 23 minuti(pausa compresa), anche se la mia stima prima di partire che durante il tragitto era di 8-10 ore alla fine è andata meglio. La velocità non è stata altissima, con una media di 6,36km/h ma tutto sommato mi posso accontentare.



Chiudo menzionando l'immancabile tecnica del Monoallenamento settimanale, che mi accompagna ogni volta nella preparazione. Anche se non sono più riuscito ad allenarmi secondo i dettami ultratrail non ho mai mancato di fare quell'unica uscita settimanale in montagna magari breve, che ha permesso al mio corpo di rimanere capace di completare grandi distanze a piedi. Soprattutto senza i ricorrenti e tipici infortuni da usura che caratterizzano gli atleti di questo genere dopo anni di percorrenze. Le grandi distanze sono più che altro un fatto 'di testa'.

Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:



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