sabato 2 agosto 2014

Impresa: doppio giro consecutivo del Monviso



Il Monviso tra tutte le montagne è certamente quella che ispira di più la fantasia delle persone. La sua forma, il suo contorno le altre punte più piccole che emergono guardando in direzione alta Valle Po... Si tratta sicuramente di un panorama suggestivo, specialmente in una bella giornata come quella di giovedì 31 luglio. A volte mi diverto ad osservare le mie bambine, ancora piccole (4 e 7 anni) quando disegnano un paesaggio su un foglio di carta ed istintivamente, senza nemmeno rendersene conto quando al pennarello tocca il momento di realizzare delle montagne ecco che compare il MONVISO! Si tratta veramente della montagna per antonomasia. 


Tali schemi mentali 'paesaggistici' sono anche nella mia mente e così ha preso forma la nuova avventura che ho voluto realizzare in questa stagione estiva. Tendo d'occhio le previsioni meteo era arrivato il momento ideale proprio nell'ultimo giorno di luglio. Sicuramente di giovedì realizzare qualcosa di sportivo che impegna tutto il giorno non è mai cosa facile per via del lavoro. Però volere è potere dicono e così meno male che ci sono le mogli! Risolto l'inghippo lavorativo ho chiesto a mia moglie di passare l'intera giornata in palestra e l'avventura ha così potuto prendere forma...



Con levataccia mattutina alle 2.50 ho racimolato tutto il materiale necessario(zaino, bastoncini, torcia, vestiti, cibo, acqua, ecc...) e sono 'saltato' in auto per arrivare al Pian del Re. Era ancora notte, con un cielo stellato incredibile. La giornata prometteva bene, proprio come da previsioni. Completamente solo ho iniziato, alle ore 4.25, a camminare spedito verso la prima salita in direzione Lago Fiorenza senza incontrare nessuno. All'inizio si sa, i km volano perché si è freschi! Peccato però che però poi le cose cambiano, come vedremo... Giunto al primo rifugio(Quintino Sella) la giornata era ancora giovane e tutti dormivano quindi ho proseguito senza soffermarmi troppo. Poco dopo ero al passo San Chiaffredo, per dirigermi in Valle Varaita attraverso un paio di laghi e la bellissima pineta che si apre prima di scendere in Valle Varaita. Lo scampanellio delle vacche al pascolo si sentiva in lontananza, visto il gran numero di capi presenti nei prati a venire. Giunto al ponticello, fatto di assi di legno, ho incontrato alcune 'anime' che si prodigavano nel loro tour del viso, tutti stranieri. Attraverso una salita abbastanza agevole, anche se lunga, è arrivata la volta del rifugio Vallanta. Il personale di questo locale si è dimostrato di una gentilezza unica! Dopo uno scatto fotografico sono partito in direzione 'Passo Losetta' a 2815 metri. La lì in poi la neve non mancava e molte file di alpinisti erano intenti a superarla senza scivolare. In meno di un'ora ero già al Rifugio Monvisò per un veloce rifornimento d'acqua alla fontana. Superato questo locale il primo traguardo sembrava ormai vicinissimo, infatti da quel punto in un paio d'ore solitamente arrivo al Pian del Re. Ancora gente sul percorso, con qualche comparsa di italiani(pochi), salgo alle Traversette, percorrendo una lingua di neve lunga 200m e rieccomi in Italia! A buon passo la discesa finale ed ancora al Pian del Re chiudendo il primo anello in 7 ore e 51 minuti. Un tempo 'giocato al risparmio' per affrontare il secondo tour con una buona riserva energetica. Qui la foto di rito con il gentilissimo personale del Bar-Ristorante, a testimonianza dell'impresa in corso.


SECONDO GIRO
Mi ero subito reso conto che le cose sarebbero state molto dure appena lasciato il piazzale per dirigermi un'altra volta verso il primo lago. Si è trattava di una vera forzatura psicologia dato che solitamente dopo aver chiuso quei primi 35km si torna a casa. Per me ieri però non era stato così! Dopo alcuni pensieri negativi sul abbandono, non per stanchezza visto che ero ancora fresco ma per la monotonia di un nuovo giro identico al primo, si facevano sentire in modo decisamente irruento! Superato l'ostacolo(tutto mentale) rieccomi a 'sgambettare'. Mi sono accorto subito che negli stessi punti la mia foga nel proseguire non era più la stessa di qualche ora prima. Le mie riserve energetiche erano sicuramente calate. Meno male comunque che mi ero trattenuto durante il primo giro! A ogni rifugio raggiunto mi rendevo conto che accumulavo minuti di ritardo. Nemmeno la motivazione era più la stessa dell'inizio. Inoltre la consapevolezza di rallentare ad ogni riferimento incontrato faceva si che la grinta venisse ulteriormente meno. Ero entrato in un circolo vizioso di negatività mentale. Nonostante ciò si proseguivo. Durante la nuova discesa in Valle Varaita, mi ero reso conto che la Borraccia era quasi vuota, avevo scordato di riempirla alla fontana del Sella! E' proprio vero che se si è stanchi la testa 'fa le bizze'. Così arrancando per la lunga salita verso il Vallanta avevo accumulato una sete che aveva sicuramente compromesso il passo. Il mio desiderio era quello di bere e basta, vedere tutti quei rigagnoli d'acqua attraversare la strada non aiutava di certo! Dopo altro ritardo sulla tabella di marcia finalmente al Rifugio potevo bere e mangiare un po' con il conforto di poter riempire per bene la borraccia. Comunque il danno oramai era fatto e correre ai ripari in extremis con una condizione di forte stress fisico/mentale non permetteva di rimediare in tempi brevi. Ho impiegato alcune ore a placare la sete. Quando ci si mette alla prova nell'ultratrail, a tali situazioni si è abituati a patto di avere un po' di esperienza. Intanto anche il meteo iniziava a voltare le spalle con grossi nuvoloni che diventavano fitta nebbia sopra i 2700m; al 'Passo Losetta' la visibilità era molto compromessa. Ormai ero solo vista l'ora già tarda(mi avvicinavo alle 19.00), cosa che si dimostrava un vantaggio dal punto di vista naturalistico con l'incontro di innumerevoli animali bellissimi! Attraversata la neve con gran fatica ed alcune rovinose cadute da stanchezza visto l'indebolimento dei riflessi, ero finalmente tornato al Monvisò per una nuova scorta d'acqua. Da quel punto in poi sentivo l'incombente 'peso della notte' che si avvicinava. Sempre solo, proseguivo verso le Traversette ad un passo molto rallentato rispetto al normale. Anche se ero stanco la voglia di arrivare faceva il resto e così mi sono trovato, ancora nella nebbia, davanti al Buco di Viso. Senza pensarci ci ero entrato dentro con torcia frontale accesa e via verso la Patria nativa. Dal nostro versante il meteo era incredibilmente brutto, l'inizio di una debole pioggia, che poco dopo sarebbe diventata forte con intensi tuoni si faceva avanti. Era quasi notte. Con la paura di sbagliare strada proprio all'ultimo stavo attento a non scivolare, adocchiando tutti i segnali direzionali dipinti sui massi. Quando ho iniziato a vedere il parcheggio del Pian del Re(ormai completamente vuoto) è stato un sollievo. Sono arrivato all'auto alle 21.43 con 17 ore e 18 minuti di percorrenza complessiva per 70km con 5000m di dislivello positivo. Un saluto finale al Rifugio del Pian del Re con foto commemorativa. Con grossa soddisfazione ho guidato fino a casa per una gran mangiata e un lungo sonno rigenerante. E' possibile vedere un video linve dell'intera impresa su Youtube: 


Bertinetto Bartolomeo Davide è autore del libro 'UltraTrail con il monoallenamento'. Guida rivolta all'appassionato di distanze estreme a piedi attraverso una tecnica incentrata sulla minima usura fisica per garantire un recupero organico ottimale. Per altre informazioni:


Sezioni principali della pagina web dedicata agli ultratrailers:








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