giovedì 28 gennaio 2016

A piedi ai confini della Valle Po: il Monte Frioland

Finalmente il gran giorno dell'avventura Frioland è arrivato di giovedì 24-12-15. Certo molti potranno pensare che alla vigilia di Natale ci sia di meglio da fare, come molto spesso succede oggigiorno il lavoro non lascia scampo e il tempo libero per dedicarsi alla proprie passioni è da cogliere negli unici momenti liberi. Quindi dopo accurate analisi attraverso la tecnologia cartografica direttamente dal computer di casa e vari passaggi sul posto in prima persona, è arrivato il momento di 'mettere insieme il puzzle', preparare lo zainetto da ultratrail con dentro qualche indumento per il freddo, una minima riserva d'acqua e cibo, con altre piccole cose... Tutto all'insegna della leggerezza ma attenzione, senza rinunciare mai all'indispensabile. La montagna non perdona!

 Una notte di relax, anche se però non è mai facile restare tranquilli sapendo che dalla mattina dopo si starà fuori tutto il giorno in mezzo ai monti, nella più completa solitudine.
Alle 7.20 sono partito dalla Palestra Tempio del Fitness di Revello, quindi nel buio di quel mattino nuvoloso sono salito per la strada del Campanile, proseguendo verso la cappella di San Bernardo tra Rifreddo ed Envie. Quindi passo dopo passo, ormai al chiarore dell'appena passata alba in questo giorno tra i più corti dell'anno. Alcuni video girati lungo il tragitto ma senza mai fermare il passo sono arrivato a zona Motetto in direzione lungo Po della pianura. Risalito a Rocchetta ho imboccato ancora i boschi per scollinare verso la piana dei Belloni a Paesana. Qui ho attraversato velocemente il centro abitato proseguendo da via Crissolo verso Ghisola. Appena imboccata la frazione ho iniziato la salita che poi non mi avrebbe più lasciato fino alla meta. Ho anche incontrato un 'compagno di viaggio' a quattro zampe: un simpatico cagnetto con un occhio marrone e uno azzurro, già visto nei dintorni di Crissolo alcuni mesi prima. Un vero giramondo conoscitore di tutti gli angoli della Valle Po, a quanto pare! Un ultimo tratto asfaltato nella zona di Pian Lavarino per poi imboccare lo sterrato per tutto il resto del tragitto. Fra un reticolo di sentieri e borgate abbandonate ho raggiunto la cresta a Punta Selassa. I 2000m metri sono sempre un 'marcatore di orgoglio', anche perché il lato destro della nostra valle è caratterizzato da una sequenza di vette tutte al di sopra di quella quota, per un 'sali e scendi' tra pascoli deserti con un freddo costantemente sotto zero. Quel giorno a parte il cane non ho incontrato 'anima viva' lungo tutta la percorrenza, il che aveva un certo sapore di 'vera natura'. Sembrava quasi di non essere in Italia ma in un posto sperduto in chissà quale zona del mondo. I chilometri scorrevano veloci sotto i miei piedi, anche se con l'avvicinarsi al Frioland l'energia calava ma a compensare c'era l'apprensione per l'incombenza del buio che manteneva il passo. Il costone che precede la vetta è davvero ripido, un netto e stretto spartiacque tra la valle Po, Infernotto e Pellice. La visuale è assoluta Ormai ero in prossimità del 35esimo km sull'orlo dei 2700m. Ultimi passi, una prima punta con un pilone, quindi un secondo dopo ed ecco cima Frioland! Lì ho girato un video di rito, con qualche foto. Una 'bevuta' con la poca neve che c'era vista la cronica carenza d'acqua sul percorso e via per la discesa col tramonto ormai dietro l'angolo...

E' incredibile come quando arrivato alla vetta desiderata si pensi che sia 'tutto fatto'. Non era stato così perché era stato raggiunto l'obbiettivo alle 16.03, per un totale di percorrenza dall'inizio di 8 ore e 43 minuti. Infatti per ritornare al 'mondo civilizzato' ho impiegato un sacco di tempo a chiudere i 7km scarsi di discesa che mi separavano dal passaggio in auto fissato a Borgo di Crissolo. Gli sbagli di strada sono stati innumerevoli per via del buio. Fortunatamente avevo con me il 'fido gps' che mi ha guidato sempre, tranne quelle volte, che per la stanchezza, dimenticavo di monitorare il percorso sullo strumento. In realtà mi sono reso più volte conto che quel cane che mi accompagnava da Ghisola conosceva le strade meglio di me nonostante il buio, così bastava che seguissi lui. Incredibile!
Dopo tutto lo stress dell'intera avventura e soprattutto per quegli ultimi chilometri di rientro, sono arrivato alle 18.10 a Borgo per l'ormai desiderato ritorno in auto. Il tutto si è chiuso con circa 42km di tragitto su una tempistica di 10 ore e 50 minuti.
E' inoltre presente un video LIVE girato durante la percorrenza su youtube a questo indirizzo:



Tutta la preparazione fa sempre riferimento alla strategia del Monoallenamento riferita al libro edito da Fusta editore.


Sezioni principali della pagina web dedicata agli ultratrailers:





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