sabato 26 agosto 2023

Pian Muné - Casteldelfino, verso libreria Alpina di Fusta Editore e ritorno

Libreria Alpina - Fusta Editore

È stata un'emozionante avventura quella di oggi verso la libreria Alpina di Paolo Fusta Editore. Sono salito in baita venerdì notte, ho dormito lì per praticità e mi sono svegliato all'alba alle 5.30 per gli ultimi preparativi. Circa alle 6.15 ero già in cammino verso il Rifugio Bertorello. Man mano che il sole sorgeva, la vista della prima cascata era mozzafiato come sempre. Da quel punto in poi, la strada non era più carreggiabile ma diventava un sentiero stretto. La salita era piuttosto ripida prima di raggiungere Pian Pilun. Anche se la distanza non era eccessiva, il dislivello era concentrato.
A Pian Pilun ho scorto le prime auto dei margari che avevano trascorso la notte lì con cani da pastore e mucche al pascolo. Una vista meravigliosa! Il clima era ottimo, specialmente a quell'ora mattutina. Arrivato in cima alla salita, anch'essa con discreto dislivello ma meglio distribuito, ho goduto del panorama mentre facevo uno spuntino veloce, approfittando del cielo limpido!

Mappa Percorso

Ho proseguito lungo la strada sterrata in discesa verso Becetto, incrociando alcuni passanti, di cui un paio a cavallo. Qui c'era abbondanza d'acqua e le fontane erano veramente generose, quindi ho riempito spesso le mie bottigliette (questa volta ne avevo due con me, una scelta astuta finalmente!) per continuare la discesa.

A Pian Pilun

Sfortunatamente, oltrepassando Becetto mi sono accorto di aver preso la strada sbagliata e sono tornato sul sentiero poco più sotto, scendendo da una leggera scarpata accidentata e ricoperta di erba fitta. Purtroppo, ho inavvertitamente infilato il piede sinistro in un buco praticamente invisibile, causandomi una brutta distorsione. La caviglia ha ceduto, portando il piede in supinazione improvvisa con tutto il mio peso, poiché stavo anche saltando. Ho sentito uno scrocchio preoccupante e il dolore è stato lancinante per alcuni istanti. Successivamente si è attenuato e ho continuato sul sentiero corretto, ma camminando con il piede andava in pronazione (il movimento opposto alla distorsione) sentivo fitte intense, quindi ho proceduto zoppicando (in seguito ho capito che c'era un grosso gonfiore giunto a fine giornata)...

Panorama da Col del Prete

Sono arrivato a Sampeyre e come sempre c'è stata la sosta per il caffè. Dopo una breve attesa al bar per il pienone del sabato, quindi ripreso il cammino oltre il paese. Ho seguito il lungo fiume del Varaita, affrontando una salita di poco più di 10 km verso Casteldelfino. A tratti la salita era leggera, altre volte più ripida. Ho attraversato bellissimi pascoli e vari piccoli ponti lungo il percorso. Ad un certo punto ho perfino notato un vecchio bunker che aveva perso le sue fondamenta a causa dell'acqua, risultando inclinato in modo paradossale. L'ho fotografato. Ho proseguito e superando Torrette, dove c'è una comoda fontana. Ancora una volta ho fatto il pieno delle borracce. Dopo un paio d'ore circa, sono arrivato a Casteldelfino, completando il percorso in 5 ore e 42 minuti per 29,6km. Ho attraversato le stradine del bellissimo centro storico, ricco di botteghe artistiche, quindi sono entrato nella libreria Alpina di Barbara e Paolo Fusta Editore, dove sono stato accolto calorosamente. È un luogo di grande valore culturale con numerose pubblicazioni di vari autori. Sicuramente da visitare se ci si trova a Casteldelfino. Dopo qualche chiacchiera e un po' di riposo, ho preso in mano alcuni miei libri e via con lo scatto della foto di rito che rende omaggio a questa bellissima avventura.

Pilone Templare a Becetto


Descrizione Bunker

Bunjer inclinato

All'uscita dalla libreria, la pioggia ha iniziato a farsi sentire, ma ho approfittato ancora per un ultimo caffè a Casteldelfino. Poi ho affrontato una discesa veloce lungo lo stesso percorso di andata. Nel frattempo, i fulmini in lontananza e le nuvole grigie a tratti mi hanno costretto ad indossare l'equipaggiamento antipioggia. Ho sgambettato con determinazione, con la tecnologia spenta a causa dei fulmini che in alta montagna mi mettono sempre ansia. Alla fine, ho raggiunto il punto di partenza, completando quasi 60 km in quasi lo stesso tempo impiegato per l'andata, ma senza soste.

Caffè a Sampeyre

Caffe a Casteldelfino


Anche questa avventura è stata pianificata seguendo la mia Tecnica del Monoallenamento Settimanale, descritta nel libro edito da Fusta intitolato 'UltraTrail con il Monoallenamento'.

Video LIVE dell'avventura a piedi:


 

Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:

 

 








mercoledì 23 agosto 2023

The 58km Ring of the Ducklings Trail under scorching heat!

 

Shot along the route

I knew that today (Monday, 10th of July, 2023) was going to be an extremely hot day; nevertheless, I wanted to embark on this 58km walking adventure because I have other plans scheduled and couldn't postpone them... I try to make the most of the summer break from work, even though it's not true relaxation because I'm constantly engaged in my Osteopathy studies, which take up several hours a day, although I'm nearing the end of my training.


The 58km loop

So, this morning I woke up at 5:00 and started preparing the gear to put in my backpack. It's always important not to forget anything because it comes back to haunt you when you're alone during the excursion! I started at 6:15 or a little before. From Madonna delle Grazie di Envie, I immediately took the cycle path 'Via della Pietra', then headed towards the sewage treatment plant and crossed the ford of the Ghiandone river, which I easily crossed as there was little water despite the flood some time ago. However, the ambient temperature at that time was really pleasant. I continued towards Crocera di Barge, passing by the restaurant/riding stable 'Cascina Nuova', and upon reaching the main road, the first issue presented itself: a private property with a lowered bar. It's frustrating to see the road you need to reach just a few meters away and not be able to get there due to these "nuisances". So, I improvised on the spot and noticed the raised edge of a rice paddy which I followed for a while. Then I had to descend into the cultivation, staying along the edge, otherwise, my ankles would be covered in water and mud! I then reached the main road towards Saluzzo for 200 meters and crossed that very busy stretch to reach the inner countryside road towards Cardè. It's a dreamy place, immersed in nothingness, with a few large farmhouses scattered around. The temperature here was still quite bearable. However, that tranquil area didn't last long, as I was forced to take the old road that connects Cardè to Crocera di Barge. There isn't much space for pedestrian passage here, and the white line is close to the edge. Quite dangerous! I wonder when they will decide to create a cycle path alongside every road?! It would be a big step for everyone's safety and a sign of civilization. But perhaps, as often happens in the context of roads, the various administrations always wait for an accident before taking action...


A bridge over a tributary of the Po


A glimpse of the Po

I reached Cardè after a few kilometers, and fortunately, before reaching the bridge, I met an old client of mine from the Tempio del Fitness gym, who provided me with useful directions to the entrance of the Ducklings Trail. In fact, I wanted to go on the right side to be already oriented towards Moretta, but he informed me that that side had been blocked due to the last flood and in some places, it would have been difficult to pass. So, I opted for the left side.

It's a very natural trail with panoramic views of the imposing Po river, which grows in size as you proceed towards Villafranca, becoming truly impressive in some spots! I encountered several passersby, which shows that it's a highly frequented route. In about five or six kilometers, I reached the bridge that connects Villafranca to Moretta, to join the cycle path. Here, the heat was starting to increase, but it was still tolerable. Along the cycle path, I appreciated the presence of a fountain in the shade, which I fully utilized. The cycle paths in our area often lack water and shade. In a short time, I reached the center of Moretta, a really charming village with its large central castle. So, the much-awaited coffee at the bar, an almost constant stop in all my walking adventures. I crossed the village without knowing it was market day, but no big deal.


Coffee break in Moretta

Retracing the cycle path towards Villafranca, I realized that the heat was becoming intense. I passed through Villafranca to head towards the San Luca hamlet, towards Cavour, and I had to wear a cap since in the summer I tend to keep my head shaved and the sun can be dangerous. So, I looked for shaded areas and fountains (completely absent) along the route from then on (11:30). Along the way, I found an isolated tree not far from the road with a shadow that caught my attention, so I sat there and it was an opportunity for a very "natural" meal. Then I continued under an increasingly intense sun, hoping to find some water at the Church of San Luca, but there was none. In that area, I even reached the point of asking a local person for water. Continuing on that long country straight, I noticed an irrigation canal full of running water, which I promptly used to wet my cap and cool down as much as possible, even though I didn't think it was a good idea to drink the water.


Snack break under a tree

Kilometer after kilometer, I finally reached Cavour, and the first place where I could find fresh water along my route was the cemetery, with welcome shade and not one, but two fountains ready to quench my massive thirst! I filled up the half-liter bottle I had with me and took the opportunity for a quick snack.


Marchierù Castle

 

A small but charming chapel

 

Moretta Sanctuary

The most challenging part, however, would come shortly after, going beyond the Rocca loop, passing through the Cursaglie area. I managed to find a fountain along the route. Then I continued towards San Martino. I have to write, though, that after 2:00 PM, I couldn't take a single running step anymore due to the extremely high temperature that surely exceeded 40°C (104°F). Once I passed San Martino di Barge, the situation worsened even more due to the heat, and the water in my water bottle was almost gone. I noticed a peach field with a drip irrigation system and went to refresh myself again in that watery environment, although it didn't seem appropriate to drink the water.


GPS data on the cell phone

Having reached the Ghiandone river once again, I felt close to home. So, I took the Via Vecchia di Barge, passed by the sewage treatment plant, and finally arrived home at 3:59 PM, the adventure concluded in 9 hours and 43 minutes total for a distance of 58.5km (36.3 miles).

LIVE YOUTUBE VIDEO:


 

This walking adventure was also prepared according to the principles of the Weekly Mono-Training technique, explained in the book 'UltraTrail with Mono-Training' - Fusta Editore.

 

Below is the detail of the reference links related to my ultratrail and trail articles:

Very long distances | Routes | Competitions | Solo adventures | Publications | Training strategy |
UltraTrail eBook  

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domenica 20 agosto 2023

La Fontana dei Sospiri - Monte Bracco sopra Envie verso San Bernardo

 

Pietra della fontana

Il giretto di mantenimento che faccio tra Madonna delle Grazie di Envie e la Cappella di San Bernardo sul Monte Bracco è il mio percorso più frequente in assoluto. Non è chilometricamente lungo dato che sono 7km scarsi però nel tragitto sono presenti molti dettagli unici e in questo caso voglio scrivere della fontana dei sospiri, anche se qualche tempo fa avevo già menzionato in un articolo specifico i 'Piloni Votivi'...

Andando su parto dalla pianura per alcune centinaia di metri e resto sull'asfalto fino ad una certa parte del tratto collinare Enviese per altri 2 km. Quindi imbocco la vecchia strada ciottolata che risale l'ultima parte del colle attraversando i frutteti, oltrepassando il solito Pilone Votivo. Ad un certo punto la strada ancora carreggiabile diventa ripida e sterrata. Proseguo ancora per circa un chilometro e arrivo al bacino dell'acquedotto. Svoltando a sinistra inizio una breve discesa e dopo 200m incontro sempre uno scolo d'acqua bagnato per tutto l'anno, ogni volta che attraverso la stradina, anche durante la siccità l'acqua qui non era mai mancata.

Sgorgo del filo d'acqua della fontana

 

Tanti anni fa, durante l'escursione organizzata dalla mia palestra Revellese, si presentava l'occasione periodica del giro del Monte Bracco in gruppo e ricordo che in una delle occasioni il caro Eugenio(RIP) passando davanti a quella roccia apparentemente normale mi aveva fermato un momento per spiegarmi che in quel luogo c'era una fontana molto piccola ma perenne, messa insieme da un suo parente e da lui. Mi aveva accennato che il suo nome era 'fontana dei sospiri'. 

Lola che si rilassa al fresco

Passo lì davanti ogni sabato che posso nei weekend che sono a casa e non ho lezione di osteopatia, anche se si tratta di un piccolo giretto Envie-San Bernardo, andata e ritorno. Qui incrocio sempre quella sorgente. Mi fermo lì un momento come 'tappa di routine' a riempire la mia bottiglietta. Quell'acqua è purissima, sgorga da una pietra e non si vedono altri rigagnoli nei dintorni. L'acqua scorre su una scalanatura di un grosso masso incastonato nella terra, tra la vegetazione del bosco per oltre un metro. Da una sporgenza alla fine della roccia scola un filo d'acqua e lì è possibile appoggiare la propria bottiglietta ed aspettare(da qui il nome azzeccatissimo di 'Fontana dei Sospiri').

Solitamente la mia cagnolina Lola si corica nello scolo a terra sulla stradina e beve da una pozza d'acqua anche lei per prendere un po' di fiato. Mentre io resto ad aspettare di fare 'provvista' d'acqua, un vero elisir purissimo che arriva dalla

Interno della Cappella di San Bernardo

natura. Si tratta di un piccolo luogo di sosta dove è presente una panchina in pietra ricavata dal bordo della montagna, tutto all'ombra per un fresco che non guasta mai, specialmente nei mesi estivi!

Anche se riempire la borraccia qui richiede tempo, poco importata dato che sono anni che non bado al tempo nelle mie escursioni lunghe o corte che siano e mi godo il relax. Così dopo proseguo verso la Cappelletta di San Bernardo, che oggi(20-08-2023) era anche aperta dato che c'era la festa, con tanta gente seduta a quei tavoli da picnic che normalmente sono sempre vuoti.

Lola in vetta che si riposa

Il Monte Bracco è un colle spartano, selvaggio, naturale e quando passa troppo tempo che non ci vai allora si sente la sensazione del richiamo, quindi ci torno molto spesso per giretti brevi come questo e altre volte molto lunghi. Qui non c'è molta urbanizzazione a parte qualche rara abitazione, anzi c'è quasi solo bosco e arrivando in cima si trovano antichi pascoli, quasi come se si trattasse di alta montagna ma in realtà la quota massima è poco sotto i 1400m. Sul Bracco esistono altre fontane sparse con acqua pura che sgorga dalla terra ma questa 'Fontana dei Sospiri' è senza dubbio la più particolare di tutte. Consiglio agli appassionati di fare un giro da quelle parti a visitarla, per apprezzarne la sua acqua.

 

Segue la traccia GPS WikiLoc, per identificare la Fontana dei Sospiri, nel percorso fino a San Bernardo da Envie:

https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/fontana-dei-sospiri-144464426/photo-91351870

 

Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:

 

 


sabato 29 luglio 2023

Travel Trail in Spagna di 37km, da Sant Pere Pescador a Figueres(Museo Dalì)

L'avventura a piedi(mista corsa e cammianta) che segue è stata anche questa volta preparata grazie ai contenuti del libro sulla Tecnica del Monoallenamento Settimanale edito da Fusta: UltraTrail con il Monoallenamento. 

Premetto che la diramazione del Travel Trail è pienamente fattibile grazie alla strategia del Monoallenamento Settimanale data la sua natura infrequente, cosa che permette di effettuare uscite anche in periodi di viaggio grarantendo una progressione solida in ogni situazione legata alle lunghe percorrenze a piedi!

Davanti al Museo di Salvador Dalì

Per un soffio quest'anno stavo per saltare la mia avventura a piedi. Si perché l'obbiettivo originale era Cadaques ma poi osservando le varie vie di comunicazione ho constatato che era inaccessibile ogni via agevole a causa di una tangenziale presente che bloccava ogni passaggio... Avevo deciso quella meta perché dalla mia zona di campeggio era relativamente vicino arrivare al paese natale del pittore Salvador Dalì. Artista che ammiro da tutta la vita per le sue opere del tutto singolari composte da orologi liquefatti, che oggi potrebbero essere tranquillamente comparati ad alcuni lavori realizzati in computer grafica!

 

Mappa percorso andata e ritorno

Poco male, dato che con la scoperta del Museo Dalì a Figueres, non molto lontano dalla mia posizione, a poco meno di 18km dal parcheggio del camper. Così tutto si è ravvivato e ogni motivazione ha ripreso il via nella mia mente.

Questa mattina di sabato 29 luglio 2023 sveglia alle 4.30 con preparativi al volo di zainetto, 'viveri' e quant'altro, una buona colazione facendo attenzione a non svegliare nessuno della mia famiglia e sono partito. Appena però messa la testa fuori dal camper mi sono reso conto che alle 5.15 era ancora completamente buio e per giunta sprovvisto della torcia frontale. Nessun problema, ho atteso un po' in giardino godendomi l'insolito silenzio del campeggio, poi due passi verso il mare a vedere l'alba...

Prima dell'alba guardando verso Cadaques

Qualche raggio di debole luce sulla palude

Il sole che fa il suo ingresso in questo nuovo caldo giorno

 

Al primo chiarore sono partito poco prima delle 6.00 del mattino uscendo dal Camping Nautic Almata, nei pressi di Sant Pere Pescador nel pieno di un parco naturale... Un bel posto.

Girasoli prima dei raggi di sole

Girasoli poco dopo il sole, ben orientati!

 

Viaggio che mi ha portato ancora al buio verso grandi distese di risaie, con solo uno sbaglio di strada solo dopo qualche chilometro dall'inizio. Strade di campagna desolate che non avrei mai potuto percorrere senza le indicazioni del GPS ma con il vantaggio del clima ancora molto fresco, vista l'ora. Andando oltre, le risaie si sono trasformate in appezzamenti di girasoli e faceva effetto vederli col fiore orientato in basso senza sole e dopo, alla comparsa dei primi raggi subito ad alzarsi per seguire il nostro astro. Di lì a poco le strade sterrate diventano asfaltate e proseguo al bordo per raggiungere il primo paese 'Fortià', che passando nel centro storico situato su una lieve altura con la sua imponete Chiesa appare antico ma oltrepassandolo e dirigendomi verso la periferia a ridosso dello stradone, diviene un centro estremamente moderno.

Imponente Chiesa in stile tipico Spagnolo

 

Vado avanti per qualche chilometro seguendo l'asfalto per imboccare nuovamente una larga strada sterrata ben curata. Qui visto il trascorrere del tempo inizio ad incontrare qualche persona in bicicletta. Entro in un nuovo paesello che sulla cartina viene denominato 'El far d'Empordà', altro borgo con una grande Chiesa. Adoro esaminare i siti religiosi che più sono antichi e più mi intrigano. Le Chiese in Spagna hanno un aspetto imponente ma anche 'rude' per via dei colori tipici della pietra che le compone... Vado oltre ed imbocco ancora uno stradone molto trafficato con in lontananza una poderosa tangenziale a 4 corsie(quella menzionata in principio) ed in secondo piano all'orizzonte inizia ad apparire la città di 'Figueres', meta del mio viaggio.

Sant Jordi i el drac, dalla merce Riba

 

Non mi perdo d'animo dato che i chilometri di questa avventura non sono molti e scorrono agevolmente sotto i miei piedi. Incrocio un cavalcavia ed anche la prima persona a piedi, che saluto al sorpasso(buenos dias). Intravvedo le prime case della periferia ai lati, dopo qualche decina di minuti mi rendo conto di stare per entrare nel centro urbano.

La gente arrivato verso il centro appare tranquilla e disinteressata ad me(una persona che corre usando bastoncini e zaino), ogni tanto cammino. Tenendo d'occhio il GPS affronto una breve salita e tutto ad un tratto vedo di fronte a me l'edificio del museo di Dalì, che avevo osservato prima solo sul web. Mi fermo davanti alla piazzetta adiacente per occupare una panchina e consumo il mio piccolo pasto(l'unico dell'avventura). Non può mancare un caffè al bar, anche se il mio spagnolo è davvero nullo parlo in italiano e mi capiscono perfettamente al primo colpo!


 

Inizio la fase di ritorno, viaggio forse un pochino più spedito data la lievissima discesa ma anche l'assenza quasi totale di video e foto, che invece caratterizzavano i rallentamenti dell'andata.

Il caldo però dopo le 10.00 inizia ad essere presente e d'istinto il mio sguardo cerca l'acqua continuamente anche se in borraccia ne avanzo ancora ma non ne trovo traccia!

Passo dopo passo ripercorro tutti i punti già visti poco prima e quando mi trovo nelle risaie il caldo inizia ad essere davvero forte anche se secco. Lì noto delle pompe d'irrigazione e penso che potrei usarle per rinfrescarmi ma la loro conformazione me lo impedisce, così avanzo nonostante tutto.

Mi avvicino al campeggio e questo è il tratto davvero insopportabile per le temperature elevate, così la strada di qualche chilometro appare interminabile.

Chiudo questa bella avventura a sfondo artistico che anticipa la mia visita al museo Dalì che farò nell'ultimo giorno di vacanza. Non vedo l'ora dato che certamente questa esperienza mi condurrà a replicare una delle sue opere.


 

Ho concluso il giro in 5 ore e 51 minuti complessivi, per una distanza che sfiora i 37km. Avventura non lunga che forse può essere associata più ad un allenamento ma che mi porta sempre più alla convinzione che la Tecnica del Monoallenamento può evolvere in qualcosa di sistematico per le avventure Travel Trail attorno al mondo... Appena sarò libero dai miei impegni di studio credo che esplorerò questa idea in modo approfondito con viaggi 'qua è là' per il mondo e visitare a piedi luoghi lontani...


 

Traccia GPS:

https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/bon-relax-sant-pere-pescador-141933699

 

VIDEO LIVE:


 

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lunedì 10 luglio 2023

L'anello del Sentiero delle Ochette di 58km sotto un caldo torrido!

 

Scatto lungo il percorso

Sapevo che oggi(lunedì 10-07-2023) sarebbe stata una giornata caldissima, nonostante ciò ho voluto prodigarmi in questa avventura di 58 km a piedi perché ho altri progetti in programma e non potevo rimandare... Cerco di sfruttare al massimo il riposo estivo dal lavoro, anche se non si tratta di un vero relax perché ho sempre l'impegno dello studio di Osteopatia che mi occupa diverse ore al giorno, anche se sono vicino alla chiusura della formazione.

L'anello di 58km

Quindi questa mattina mi sono svegliato alle 5.00 e ho iniziato i preparativi del materiale da mettere nello zaino. È sempre opportuno non scordare nulla perché poi si paga quando si è soli durante l'escursione! Sono partito alle 6.15 o poco prima. Da Madonna delle Grazie di Envie ho subito imboccato la ciclabile 'Via della Pietra', quindi ho preso direzione depuratore e poi ho attraversato il guado del fiume Ghiandone che ho superato facilmente dato che c'era poca acqua nonostante l'alluvione di qualche tempo fa. Tuttavia, la temperatura ambiente a quell'ora era davvero ottima. Ho proseguito in direzione di Crocera di Barge, passando accanto al ristorante/maneggio 'Cascina Nuova', e arrivato nei pressi dello stradone si è subito presentato il primo problema: una proprietà privata con una sbarra abbassata. È frustrante vedere la strada che devi raggiungere a pochi metri di distanza e non poterci arrivare a causa di questi "cavilli". Quindi, mi sono ingegnato sul momento e ho notato il bordo rialzato di una risaia che ho percorso fino a un certo punto. Poi sono stato costretto a scendere all'interno della coltivazione, mantenendomi sul bordo, altrimenti le caviglie sarebbero state coperte d'acqua e fango! Sono quindi arrivato allo stradone verso Saluzzo per 200 metri ed ho attraversato quel tratto molto trafficato per raggiungere la via della campagna più interna verso Cardè. È un posto da sogno, immerso nel nulla, con alcune grandi cascine sparse sul territorio. La temperatura qui era ancora ben sopportabile. Tuttavia, quella zona tranquilla è durata poco, dato che sono stato obbligato a percorrere il vecchio stradone che collega Cardè a Crocera di Barge. Qui non c'è molto spazio per il passaggio a piedi e la linea bianca è vicina al cordolo. Davvero pericoloso! Mi chiedo quando si decideranno a realizzare una ciclabile che affianchi ogni stradone?! Sarebbe un grande passo per la sicurezza di tutti e un segno di civiltà. Ma forse, come spesso accade nel contesto delle strade, le varie amministrazioni aspettano sempre che ci sia un incidente prima di agire...

Un ponte su un affluente del Po

Uno scorcio di Po

Ho raggiunto Cardè dopo qualche chilometro e fortunatamente, prima di arrivare al ponte, ho incontrato un mio vecchio cliente della palestra Tempio del Fitness che mi ha fornito utilissime indicazioni sull'imbocco del Sentiero delle Ochette. Infatti, volevo passare sul lato destro per essere già orientato verso Moretta, ma lui mi ha informato che quel lato è rimasto bloccato a causa dell'ultima alluvione e a tratti sarebbe stato difficile passare. Quindi ho optato per il lato sinistro.

Si tratta di un sentiero molto naturale e ricco di panorami sull'imponente fiume Po, che cresce di dimensioni man mano che si procede verso Villafranca e in alcuni punti diventa davvero impressionante! Ho incontrato diversi passanti, il che dimostra che si tratta di un percorso molto frequentato. In cinque o sei chilometri sono arrivato al ponte che collega Villafranca a Moretta per imboccare la ciclabile. Qui il caldo iniziava ad aumentare, ma era ancora tollerabile. Lungo la ciclabile ho apprezzato la presenza di una fontana all'ombra che ho pienamente sfruttato. Le ciclabili della nostra zona spesso sono prive di acqua e ombra. In poco tempo ho raggiunto il centro di Moretta, un paese davvero carino con il suo grande castello centrale. Quindi il tanto desiderato caffè al bar, una tappa pressoché fissa in tutte le mie avventure a piedi. Ho attraversato il paese senza sapere che era il giorno di mercato, ma poco male.

Caffè a Moretta

Ripercorrendo la ciclabile verso Villafranca mi sono reso conto che il caldo stava diventando intenso. Ho attraversato Villafranca per andare verso la frazione San Luca, verso Cavour, e ho dovuto indossare il cappellino dato che d'estate ho l'abitudine di tenere la testa rasata e il sole può essere pericoloso. Quindi ho cercato zone d'ombra e fontane (totalmente assenti) lungo il percorso da quel momento in poi (11.30). Lungo il percorso ho trovato un albero isolato non molto lontano dalla strada con un'ombra che ha attirato molto la mia attenzione, quindi mi sono seduto lì ed è stata l'occasione per un pasto molto "naturale". Quindi ho proseguito sotto un sole sempre più intenso, sperando di trovare un po' di acqua presso la Chiesa di San Luca, ma niente. In quella zona sono addirittura arrivato al punto di chiedere acqua a una persona del posto. Proseguendo su quel lungo rettilineo di campagna, ho notato un canale di irrigazione agricola pieno d'acqua corrente, che ho prontamente usato per bagnare il cappellino e rinfrescarmi il più possibile, anche se non mi è sembrato il caso di bere.

Pausa spuntino sotto un'albero

Chilometro dopo chilometro sono finalmente arrivato a Cavour e il primo luogo dove potevo trovare acqua fresca lungo il mio percorso è stato il cimitero, con una gradita ombra e nientemeno che due fontane pronte a soddisfare la mia sete imponente! Ho riempito la bottiglietta da mezzo litro che portavo con me e ho approfittato per fare anche uno spuntino veloce.


Castello Marchierù

Una Cappelletta piccola ma carina

Santuario di Moretta

La parte più difficile però sarebbe arrivata poco dopo, andando oltre il giro della Rocca, passando per la zona delle Cursaglie. Sono riuscito a trovare una fontana lungo il percorso. Poi ho continuato verso San Martino. Devo scrivere però che dopo le 14.00 non sono più riuscito a fare un solo passo di corsa a causa dell'altissima temperatura che sicuramente superava i 40°C. Una volta superato San Martino di Barge, la situazione è peggiorata ancora a causa del caldo e l'acqua nella borraccia era ormai quasi finita. Ho notato un campo di pesche con un sistema di irrigazione a goccia e sono andato a rinfrescarmi nuovamente in quell'ambiente idrico, anche se non mi è sembrato opportuno bere l'acqua.

Dati gps al cellulare

Raggiunto nuovamente il fiume Ghiandone, mi sono sentito vicino a casa. Quindi ho percorso la Via Vecchia di Barge, passato dal depuratore e infine sono arrivato a casa alle ore 15.59, avventura conclusa in 9 ore e 43 minuti complessivi per un totale di 58,5km.

VIDEO LIVE YOUTUBE:


Anche questa avventura a piedi è stata preparata secondo i dogmi della tecnica del Monoallenamento Settimanale, spiegata nel libro 'UltraTrail con il Monoallenamento' - Fusta Editore


 

Segue il dettaglio dei link di riferimento riguardo ai miei articoli ultratrail e trail:

 

 

 

mercoledì 5 luglio 2023

UltraTrail, 72 km a 'Le porte di pietra' 2011 - Italy

UltraTrail, 72 km at 'Le porte di pietra' 2011


Stock photo, taken from the 2012 edition of the same race

On Saturday, May 14, 2011, at 8:00 a.m., the UltraTrail race 'Le porte di pietra' started in Cantalupo Ligure (Al), covering a distance of 72 km. Although not an extremely long distance for this type of competition, it was challenging due to the difficult terrain with steep climbs and continuous rugged descents.

After the first 4-5 semi-hilly kilometers, which thinned out the compact group of starters (over 300 athletes), the first steep climb began, imposing a vertical gain of over 500 meters in approximately 2 km. Subsequently, there were more alternating ascents and descents, and at the 16 km mark, participants reached a new peak called 'Bric Camere' at over 1000 meters, immediately followed by a steep descent. The landscape, predominantly wooded, passed beneath the athletes' feet as they had nearly completed the first third of the journey. The group was significantly reduced here, and the less experienced athletes had already depleted their energy due to excessive, uncontrolled speed, while the more 'seasoned' ultra-specialty athletes had managed their resources for the subsequent, tougher sections.

After passing the water supply point at the 22nd km, the ascent towards the first peak (Monte Antola) at almost 1600 meters began, transitioning from the forest to green high-altitude meadows. From there, they continued for nearly twenty kilometers at high altitude, encountering steep ascents and descents rich in rocks that tested their joints. Finally, they reached the main peak of the race, Mount Ebro, at 1700 meters. Tenaciously, they proceeded through another steep descent, followed by a few kilometers of 'calm,' ultimately reaching the last long and entirely unpaved descent at the 63rd km, which finally led to the finish line at the 72 km mark. The finisher's T-shirt (an ultra trail tradition dedicated only to those who have accomplished the feat) awaited every athlete at the finish line, marking the first of a series of personal rewards that characterized this beautiful and challenging competition.

It should not be forgotten that this 5th edition of 'Le Porte di Pietra' will be remembered for the presence of all the top Italian athletes in the discipline, who came to Cantalupo Ligure for the official presentation of the Italian national team participating in the Ultra Trail World Championship in Ireland in July.

The triumphant arrival, for the third year in a row, was in favor of the Trentino champion of ultra trail, Silvano Fedel, who completed the race in the extraordinary time of 7 hours and 21 minutes.

Regarding my personal experience at 'Le porte di pietra,' I can affirm that it is undoubtedly one of the most exciting races at the national level, where the difficulties present in much longer events are condensed into 'only' 72 km. It certainly represents a formative step for athletes wishing to participate in competitions with a higher number of kilometers in the mountains. Surprises were not lacking, as in my specific case, I had estimated a finish time of around 9 hours, considering the average speed I had maintained on other occasions. However, my prediction was proven wrong due to the peculiar nature of the course, which resulted in a finish time of 11 net hours. This teaches that ultra trail is a sport too full of uncertainties to make reliable predictions...

Addition on 25-06-2023: I add to this text written in the 'bygone years' the note that this event was also
prepared entirely using the Weekly Mono Training technique, and although the book had not yet been published, it was already being developed in 2011. I enjoy revisiting these old texts to recall all the steps that led to the creation of my method for safely preparing for long-distance walks...

Go to the 2012 edition of Le Porte di Pietra - HERE

 

Below is the detail of the reference links related to my ultratrail and trail articles:

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domenica 25 giugno 2023

Site inspection towards the abandoned tracks of the train from Saluzzo to Moretta.

 

On the abandoned tracks in the shade. A bit disheveled, scorching heat!

 

Sometimes, when they say it's better not to make too many plans, it's true!

This morning, I had the idea of running to Moretta. For a while now, whenever I drove along the ring road of Saluzzo, I would gaze at the abandoned train tracks leading to Moretta in the distance. So, the idea of trying to walk along them came to mind. However, as soon as I reached them this morning, near the 'Foro Boario,' I immediately realized that they were completely impassable due to dense overgrown vegetation... To make matters worse, last night was quite sleepless for me as it's the season of class dinners in schools, and I had one with a middle school class yesterday evening. I don't think I digested the pizza well, which prevented my usual wake-up time at 5:00 AM and pushed it until 8:00 AM! No problem, I quickly got ready with the fixed idea of going to Moretta, backpack on my shoulders, and off I went from Madonna delle Grazie in Envie towards Saluzzo. It's been a while since I could no longer take the most direct route to the city, which is crossing the ford in the bed of the Po river, as it's now filled with water (fortunately!). So, I had to add a few kilometers by reaching the Po Bridge on the main road, which I walked for about a kilometer. Then, I continued on country roads to enter Saluzzo from the side of the athletics field. Some zig-zags through city streets followed. Given that it was market day, many people greeted me from the cars I crossed, which always brings me great pleasure.


As usual, my mind was wandering, and I missed the fountain. I arrived at the entrance to the tracks near the Foro Boario (on the Savigliano street side) feeling quite overheated. I walked on the tracks for a few tens of meters, but then I had to return to the road as I couldn't make any progress due to the dense vegetation. So, I continued on asphalt for at least a kilometer and then I tried again to enter near the ring road towards Moretta, but to no avail, the tracks were even worse than before!

So, I took it easy and had a quick snack while sitting in the shade before heading back home. This time, however, I didn't forget the fountain, as the heat was simply unbearable! You can definitely feel that summer is approaching...

The return journey was slow, let's say I didn't have a specific goal in mind, and since I'm a very instinctive person, when enthusiasm wanes, everything slows down in a chain reaction. No problem, I'll plan some other adventures, and since I usually also do bike rides in the summer, there will certainly be opportunities to combine the two activities.

It would be fantastic if that old railway were converted into a cycling path to complete that major connection between 'Via della Pietra' and Moretta, all the way to Airasca. A large loop that would easily allow us to reach cities like Pinerolo and Turin on foot or by bike, starting from our Saluzzo area. Some time ago, I tried to pitch the idea to a friend who is part of the Municipality of Saluzzo, and I'm certain that sooner or later, something will happen!

Attached is the GPS route on WikiLoc:

https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/da-madonna-delle-grazie-a-ferrovia-abbandonata-saluzzo-verso-moretta-137969666

As always, the journey was prepared using the technique described in the: http://www.bertinettobartolomeodavide.it/ultratrail/index.html

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