sabato 17 aprile 2021

Prima uscita con Lola, Croce di Rifreddo - neve

Io e Lola davanti Croce Rifreddo

 Oggi per la prima volta da quando è scomparso il mio Macchia, ho fatto un giro con una nuova amica a 4 zampe: Lola. Da tempo mi accompagna già nelle mie passeggiate a piedi attorno a casa, Non volevo più avere nessun cane che venisse con me nelle mie lunghe uscite a piedi in giro per le montagne ma poi, la tentazione è diventata sempre più difficile da reprimere. Lola era sempre lì che mi guardava nei miei preparativi ultratrail, quasi come se ogni volta mi chiedesse di portarla assieme a me! Già quando c'era ancora Macchia.

Bene oggi(17-04-2021) non avevo in mente un giro preciso, anzi ero molto indeciso se fare una percorrenza di 40-50km e andare sopra il rifugio di Pian Muné a 2000m e assaporare la neve o dirigermi verso la pianura per arrivare fino in cima alla Rocca di Cavour e ritorno in entrambi i casi. Però poi ho visto di nuovo Lola lì di fianco a me pronta a seguirmi, così ho subito pensato, magari cambio completamente obbiettivo e me la porto appresso per un giretto più piccolo, così inizio ad allenarla in vista di anelli più imponenti. Detto fatto!

 

Siamo saliti con lei al guinzaglio verso Sant'Antonio di Envie, poi San Bernardo e quindi fontana del Carpu, per raggiungere in fine la Croce di Rifreddo. Un giro semplice ma con molto dislivello, che però per un cagnolino come Lola è ideale come prima avventura. Partenza da Envie(300m) e Croce Rifreddo(1250m). C'era neve sopra una certa quota e sopra i 1000m metri non si vedeva più ne terra ne pietre quindi credo fossero almeno 30cm. Tutto molto scivoloso, molto fango. Arrivati in cima classica foto di rito proprio sotto la Croce, io e lei. Tutti e due soddisfatti, anche se per quanto riguarda me, alcuni capitomboli in discesa me li sono presi, il tratto della fontana del Carpu(Dove mi sono fatto una bella bevuta di quell'acqua pura), è notoriamente molto ripido. Niente di grave comunque.

Lola si è comportata molto bene, è sempre stata con me. Meno vivace rispetto a Macchia ma ogni cane ha il suo carattere ed è normale. Deve ancora prendere un po' di confidenza ma credo che se la caverà alla grande.

In principio era avanti e appena è iniziato il bosco annusava ogni cosa. E' sempre bello vederli correre liberi, curiosare. Ogni tanto si voltava indietro per vedere se c'ero ancora. Anche nelle cadute che ho avuto al rientro si preoccupava subito di vedere se stavo bene con un'annusatina e una leccatina e poi certa che era tutto normale, di nuovo via... Mi chiedo come certe persone possano considerare i cani come 'solo bestie' eppure si vede in ogni attimo che provano sentimenti, che dimostrano intelligenza superiore, che si preoccupano e farebbero qualsiasi cosa per noi.

Ormai credo di non poter più far a meno di uscire senza un amico quadrupede, si ammetto che mi piace stare per conto mio, però con il cane sempre lì assieme è tutto più bello. Come se condividessimo qualcosa. Certo Macchia è Macchia e tutti i migliaia di chilometri fatti insieme restano indelebili. Magari il primo animale con cui completi distanze ultra resta impresso in modo particolare, magari è come la prima persona amata che non si scorda più anche se dopo ne passano molte altre e quell'intensità si prova una sola volta nella vita... Comunque con Lola credo che potrò completare delle bellissime avventure. Sono già qui che elaboro nuovi giri a piedi da portare a termine con lei appena sarà pronta.

Segue traccia ViewRanger: https://my.viewranger.com/track/details/MTg5MTk3NjE=

 

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sabato 27 marzo 2021

Envie Pian Pilun(Colle Gilba), 46km in 10 ore. In origine fino a Sampeyre poi cambiato causa neve

 

E' incredibile come le lunghe percorrenze a piedi facciano parte del retaggio della nostra specie. Ogni volta che esco per i miei lunghi giri ne ho la conferma, specialmente da quando non sono più regolare con gli allenamenti. Non posso scrivere di essermi fermato, posso però affermare con certezza che l'assiduità non fa più parte della mia vita in questo settore da molto tempo. Se salto è uguale! Bene anche da questo comportamento 'poco diligente' si possono trarre delle conclusioni, che per altro avevo già sviluppato in un articolo scritto per la rivista spirito trail. Intuizioni che erano già ben chiare nella mia mente. Pertanto una volta che 'il tappo' delle distanze chilometriche a piedi è tolto allora questa capacità, contenuta dentro ognuno di noi, emerge e resta 'pronta all'uso' per tutta la vita. Si è vero, la velocità del passo cambia ma la capacità di 'macinare chilometri' no, si va avanti anche se si è rimasti fermi per mesi. Serve volontà e questo è l'unico requisito.

 


Se penso alla disciplina dell'ultratrail, non posso fare a meno di immaginare i nostri nonni montanari che superavano il confine italiano per entrare in Francia con estrema facilità e di certo non si allenavano per riuscirci. Magari percorrevano a piedi cento chilometri due volte all'anno per raggiungere qualche città francese, stavano lì per sbrigare affari e poi rientravano in Italia dieci giorni dopo ripercorrendo altrettanti chilometri... Incredibile ma vero e sento ancora anziani menzionare queste incredibili gesta riferendosi ai loro padri e nonni! Sicuramente queste persone non uscivano al mattino con l'obbiettivo di allenare il corpo, vivano la loro vita ordinaria all'aperto, con la capacità di valicare i confini a piedi contenuta dentro la loro essenza, come se fosse una cosa normale. Capacità che noi 'uomini moderni' abbiamo perso da almeno tre generazioni ma che è riemersa grazie all'ultratrail. E' fantastico! Ma veniamo alla percorrenza di oggi, 27-03-2021...

Oggi avevo in mente di intraprendere un'avventura ultratrail pianificata da tempo che però è andata in fumo mentre era in corso d'opera. Spiego meglio... Questa mattina alle 9.09 sono partito(in ritardo) per arrivare a Sampeye, purtroppo pero c'è stato l'imprevisto della neve abbondante sopra Pasturel, caduta nei mesi precedenti. Il tragitto è stato San Bernardo, Motetto, Miravidi, Sanfront, Sant'Agata, Pasturel, Pian Pilun(Colle di Gilba). Al ritorno pressapoco stessa strada, tranne che dopo Sanfront ho imboccato il lungo Po per risalire verso il Devesio e ricongiungermi al solito percorso. Poi l'intoppo e si è verificato l'impensabile; tra Pasturel e Pian Pilum ho trovato un quantitativo di neve via via crescente, 5km all'andata e altre 5 al ritorno. Situazione imprevista che mi ha fatto cambiare idea sulla destinazione dato che il passo si era fatto lento. Troppo lento e 10 chilometri a velocità dimezzata rappresentano un costo troppo alto. Sulla neve vai avanti di uno e retrocedi di mezzo, ogni tanto si sprofonda. Per farla breve, tutto rimandato almeno per un mese o forse di più, non appena sarò certo di correre sulla terra. L'avventura si è chiusa in 10 ore e 2 minuti per un totale di circa 46km. Nessuna delusione, è stata comunque una bella avventura. Il dislivello buono, poco più di tremila metri complessivi, fatti di lunghe salite e discese, perdite di quota poi riguadagnate, la cima più alta era poco altre i 1500m. Sempre bello sentirsi liberi.

Vi lascio al video LIVE: 

https://youtu.be/Y3Yuz2poLDc


 

 
Qui seguono le caratteristiche dell'itinerario ViewRanger:
 







 
 
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domenica 31 gennaio 2021

Prima uscita decente dopo il Coronavirus

 

Primo allenamento decente dopo la guarigione dal Covid.
Non so bene se parlare di guarigione o meno, dato che non mi sono sentito così malato. Sono stato per lo più asintomatico a parte un fortissimo mal di testa nella seconda parte della giornata per i primi tre giorni dal tampone, poi per un'altra settimana una grande stanchezza generale. Niente febbre o altro. Il tampone è arrivato 'per caso' prima di Natale, dato che una persona con cui ho avuto un contatto indiretto era risultata positiva, se così non fosse stato probabilmente avrei pensato di avere un comune mal di testa e basta. Forse sono stato fortunato, non so. Ho comunque cercato di tenermi attivo tutto il tempo tra lavoretti casalinghi, alcuni progetti al computer per scuola e gli immancabili studi osteopatici. Più altre cose mie... Tutto a ritmo lento però, non riuscivo ad essere reattivo. Allenamenti per tutta la quarantena zero.
Ma veniamo all'uscita dopo questa premessa sulla situazione.

Pausa cibo Cappella Madonna d'Oriente

La tecnica del Monoallenamento non si smentisce e conferma ancora una volta la sua efficacia anche dopo pause prolungate riguardo alle lunghe percorrenze in soluzione 'infrequente'.
E' da questa estate che non intraprendo lunghe percorrenze e l'ultima attività consistente è stata la soluzione ibrida bici/ultratrail attorno il Monviso partendo da Envie... Poi un vuoto fatto di alcuni sporadici allenamenti, tutti incasellati nel lockdown dal mese di ottobre e oggi siamo a fine gennaio 2021!
Ho volutamente pianificato questa uscita a piedi per sperimentare la situazione e i residui fisici del Coronavirus sullla mia persona, il livello che resta di stanchezza da quando sono stato dichiarato guarito dall'ASL, ovvero il 14 gennaio. Credo che questa esperienza possa essere utile anche ad altri sportivi, che hanno manifestato sintomi lievi nei riguardi del virus.
Sono uscito di casa alle 7.21 sabato 30 gennaio, da Envie e da lì ho iniziato a sgambettare verso San Bernardo passando da Sant'Antonio. Volutamente a passo lento visto l'allenamento ormai inesistente. A parte se vogliamo le sedute di Matevo(r) con i pesi riprese da due settimane a livelli minimi.
Giunto a San Bernardo in 52 minuti, circa 10 in più rispetto al solito ma non avrei potuto fare di meglio anche volendo. Quindi tutta la mezza montagna sopra Rifreddo dove ho incontrato un vecchio amico con cui ho fatto due chiacchere(Ciao Romano!), direzione meire Motetto e poi Miravidi dove sono sceso verso il lungo Po tra Sanfront e Rocchetta. Di nuovo salita verso Madonna d'Oriente con molta neve a terra e ghiaccio scivolosissimo sulla strada. Sono arrivato alla Cappella in 3 ore e 07 minuti. Pausa cibo sotto il porticato, faceva moto freddo, infatti quel vallone è poco esposto al sole. Le gambe fresche, forse ne ho percepita una più stanca dell'altra ma è stata una sensazione, anche se è possibile che nella vita sedentaria un arto possa diventare deficitario per svariate ragioni durante la perpetua routine giornaliera e quindi nell'allenamento emergano queste piccole differenze. Non saprei.
Dopo la pausa molta neve lungo il costone della collina per la risalita a Pian Muné passando per Borgata Borghini. Più sopra la neve era maggiore prima di raggiungere lo stradone. Ultimi chilometri di percorrenza ed eccomi prima a Prato Guglielmo(San Lorenzo) e poi alla curva 'Dei Droe' quindi alla mia Borgata dove faccio l'ultima ripida salita di poche centinaia di metri in mezzo ad un metro di neve per arrivare finalmente alla baita. Foto di rito ed il giro è finito alle 12.01 circa.
La velocità media è stata scarsa, sotto i 5 km/h. Ci sono stati svariati tratti dove sono riuscito a tenere un discreto passo di corsa ma poi nei momenti di ghiaccio e neve la velocità è inevitabilmente crollata. Bisogna anche aggiungere che da Envie(300m) a Pian Munè(1250m) è praticamente una salita unica e senza allenamento si sente, escludendo la discesa del Miravidi per raggiungere il Po.

Arrivo in Baita

Nessun problema particolare e oggi che scrivo non mi sento stanco a 24 ore dal giro. Sono qui in baita tranquillo con legna da sistemare, giochi sulla neve con le bimbe e a questo punto penso di aver recuperato bene. Non mi sento stanco a conti fatti e forse la malattia è 'risolta' assieme a tutti i sui postumi. Vedremo a lungo termine. Pertanto col proseguire della bella stagione cercherò di far crescere le distanze man mano, sperando senza altri intoppi, cercando di ripristinare la condizione fisica ottimale.

Durata della percorrenza 4 ore e 40 minuti pause comprese su una distanza di 20,8km per un discreto dislivello.

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domenica 7 giugno 2020

Primo esperimento ibrido bici e Trail running

È da un po' che sto lavorando alla strategia del Monoallenamento per allenare altre 'particolaritá' fisiche. Così da circa un mese hanno preso il via le uscite in bicicletta da corsa. Il fine però non è stato quello unico di limitarmi ad effettuare uscite in bici. L'obbiettivo prefissato è quello di abbinare la bicicletta all'ultratrail...
Sto pensando di 'espatriare' di molti chilometri con le mie lunghe percorrenze ultratrail, grazie alle possibilità offerte dall'avvicinamento in bicicletta.
Oggi ho pensato di ripercorrere il solito percorso che svolgo abitualmente in auto per raggiungere la baita ma questa volta in bicicletta(28km passando da Barge). Poi lasciata la bicicletta, via a piedi. Zaino a spalle e gli indispensabili bastoncini ancorati con elastici al telaio della bicicletta.
Altre cosette e pronti a passo ultratrail verso il Rifugio Bertorello. Percorso tutto il bordo valle per raggiungere il colle di Gliba su pieno sterrato, boschi e dislivelli... Quindi Pasturel, Sant'Agata. Sosta alla diga per uno spuntino al volo e quindi borgata Frat Genova, Madonna d'Oriente. Una bevuta e salita sterrata senza tregua verso Prato Guglielmo... Ormai quasi fatta, qualche chilometro di rettilineo e di nuovo in baita per recuperare la bici(24km in stile Trail running), si sentiva lo scampanellio delle mucche al pascolo poco sopra...
Prima di salire nuovamente sulla bicicletta, una sistemata veloce per l'equipaggiamento... In discesa faceva un po' freddo ma dopo qualche pedalata la sensazione è passata veloce. Giù a Paesana, Sanfront, via dei boschi, a Revello passando da ponte Po', quindi vecchio ospedale ed il beato arrivo a Envie(31km di discesa in sella alla bici).
In totale la percorrenza è durata quasi 84km, conclusa in 8 ore e 12 minuti.
Una bella avventura da ripetere su altri itinerari.


Tutto il percorso è possibile vederlo su Strava:
percorso ibrido bici e Trail running




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sabato 19 ottobre 2019

Altri incrementi di velocità attorno al Monte Bracco

Oggi ho superato un nuovo traguardo nella mia performance sul giro del Monte Bracco di 33km. Infatti rispetto al tempo della volta scorsa ho migliorato di altri 11 minuti, chiudendo l'anello in 4 ore e 49 minuti. Si, mi era già successo in passato di ottenere miglioramenti nella velocità con il mio metodo del Monoallenamento per l'ultratrail ma pensavo che fosse solo una conseguenza dell'insistenza, della perseveranza... Invece anche in questa nuova trance di allenamenti, si presentano ancora una volta considerevoli incrementi sulla velocità. Direi sistematicamente.
Ho sempre considerato il Monoallenamento come una tecnica dedita alla preparazione di ampi chilometraggi, finalizzata alla pura lunga resistenza ma a quanto pare mi sbagliavo.
Visti gli ultimi workout nel campo della velocità non posso negare la realtà e non si tratta di pura coincidenza dato che non è la prima volta che noto questa caratteristica. IL MONOALLENAMENTO E' UTILE ANCHE PER INCREMENTARE LA VELOCITA' NELLE LUNGHISSIME PERCORRENZE A PIEDI!
Adesso rifletterò sulla situazione e mi prenderò il prossimo allenamento per pensare a come agire con una breve seduta di 20km in pianura, dato che avrò lezione all'università di osteopatia ed è il massimo che potrò fare uscendo la notte... quindi dovrò ripiegare con una corsa tradizionale, magari con il supporto dei bastoncini, mista corsa/camminata... Tutto per non uscire troppo dagli schemi e preservare le articolazioni. Non voglio cadere nell'errore che fanno tutti gli over 40 quando si allenano e si ritrovano con ginocchia 'spezzate' dall'esagerazione. Devo aggiungere che con un'uscita a settimana è difficile che succeda.
Imposterò la percorrenza su un ritmo medio alto, quindi per il sabato successivo tornerò al mio solito anello e vedrò come andranno le cose... Scriverò di certo un pezzo apposito.
Riporto nuovamente qui di seguito la differenza e l'incremento grafico con l'allenamento precedente:



Vai al primo articolo sull'argomento della velocità con il Monoallenamento


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lunedì 14 ottobre 2019

Incrementi della velocità attorno al Monte Bracco

Oggi è per il secondo allenamento consecutivo che sento la terra scorrere sotto i miei piedi con molta agilità! Si non esagero, infatti percepisco una sensazione di miglioramento che non notavo da un paio d'anni, ormai.
Credo che questo miglioramento sia dovuto al fatto che finalmente sto ritrovando il mio equilibrio dopo un lungo periodo di 'trambusto' lavorativo. Spero di riuscire a continuare.
Nel solito giro di ogni sabato percorro i miei 33km attorno al Monte Bracco e per il medesimo tragitto ero arrivato al vergognoso tempo di sei ore e piu'. Era quasi una passeggiata oramai, che poco aveva a che fare con le mie vecchie 'glorie' ultratrail.
Forse per merito anche di alcuni obbiettivi che voglio collegare al miei studi Osteopatici, in connubio con l'ultratrail. Forse perché sento di nuovo il desiderio di fare risultato nell'agonismo di questa specialità. Forse anche per il fatto che voglio provare a dare un nuovo senso al mio metodo del Monoallenamento settimanale, al fine di entrare nella rosa dei primi a tagliare il traguardo nelle competizioni ultra. Non so se ci riuscirò ma comunque di provo e il piu' delle volte quando mi metto una cosa in testa, prima o poi centro l'obbiettivo. E' il mio destino, sono fatto così!
Si sono ancora indietro rispetto ai risultati dei miei 'tempi d'oro' nell'ultratrail ma credo che riuscirò a replicarli nel giro di alcuni mesi. Continuo a spingere ed in ogni allenamento raschio minuti in meno.
Tanto per dire delle ultime due uscite, in quella passata ho concluso i 33km montani in 5 ore e 25 minuti, mentre oggi lì ho chiusi in 5 ore nette! Credo sia un buon cambiamento. Poco dopo il termine del giro ma anche durante, ho analizzato mentalmente i punti dove potevo ulteriormente spremere le gambe per fare piu' in fretta. Sono già qui che aspetto con ansia il prossimo anello attorno al Monte Bracco per verificare! Poi tra due settimane farò un giro di scarico di 20 di km con un lieve dislivello, quindi altri miglioramenti le settimane dopo, sulla distanza sempre dei 33km!
Mi sono posto un obbiettivo nella velocità che voglio raggiungere ma preferisco non scriverlo, non vorrei mi portasse sfortuna, inoltre non so nemmeno se riuscirò ad ottenerlo. Confido di si e quando ci riuscirò vedrete di certo un articolo apposito.
E' inutile dire che al mio ritorno alle gare vorrò essere nella miglior forma fisica di sempre.
Ho previsto una progressione a scalini, prima nella velocità su una distanza fissa e poi al consolidamento, un ulteriore passo piu' in là nella distanza. Cerco di superare i 43 km e poi mantenerli per per guadagnare altra velocità, in modo da avere un'ottima protezione nelle competizioni vicine a quelle lunghezze!
La chiave allenante del Monoallenamento permette di spingere ed in seguito pensare al recupero attivo per tornare nell'uscita dopo con le forze al 100%. Per la cronaca con recupero attivo intendo il mio Matevo®, nel lunedì, mercoledì e venerdì, mentre il martedì e giovedì mi dedico allo stretching. Faccio tutto a casa mia ora che non ho piu' il centro fitness.
Il prossimo sabato su quella distanza di 33km dell'anello del Monte Bracco cercherò di stare sotto le 5 ore, dopo un'eternità che non ci riesco. Spero di centrare l'obbiettivo perché nuovi traguardi raggiunti alimentano la motivazione oltre ogni limite.

mercoledì 4 settembre 2019

A passo ultratrail per 62km tra i monti di Envie-Francia-Bobbio Pellice

Oramai ho ripreso a pieno titolo gli allenamenti, che erano da troppo tempo irregolari ed infrequenti. Non ho ancora raggiunto i miei massimi risultati di un tempo ma posso ritenermi soddisfatto e confido che tra qualche tempo potrò tornare a pieno regime. L'avventura che sto per descrivere è solo un anticipo per la mia nuova stagione agonistica che forse prenderà il via già in questo 2019.
E' sempre bello osservare questo reticolato di strade, che pian piano risalendo i colli si trasformano in sentieri a volte invisibili. Poi continuando per questa fitta ragnatela globalmente collegata si scavalcano i valloni. Durante lunghe discese i sentieri tornano ad ingrandirsi in strade, prima sterrate e poi asfaltate, con infiniti snodi si oltrepassano a piedi enormi barriere chilometriche.
Ma veniamo al dunque. Sono arrivate le 4.20 e la sveglia ha iniziato a suonare, gran farica ad alzarsi e passano alcuni altri minuti, poi tutti i preparativi del caso con zaino, indumenti, cibo, liquidi, tecnologia gps... quindi alle 5.35 ero nel buio delle stradine enviesi per iniziare questa bella e come racconterò per alcuni versi particolare avventura a piedi.
Con il mio fido cagnolino saliamo la collina di Envie fino a raggiungere San Bernardo di Montebracco, ancora nell'oscurità boschiva. Macchia mi sta vicino quando è notte, pian piano arriva l'alba e così vedo che sparisce ai primi raggi di luce per poi ritornare ai miei piedi. Quando raggiungo Motetto di Rifreddo è ormai chiaro e si notano anche ampi nuvoloni che non promettono nulla di meteorologicamente buono. Non importa si prosegue tra corsa e camminata spedita. Ogni ora mangio qualcosa(un microspuntino) e ogni trenta minuti sorseggio un po' d'acqua(tre sorsi mai di più). Ho imparato a mie spese in passato cosa significa restare per ore in mezzo al niente con la borraccia secca, non per niente quando sono in alta quota e le fontane spariscono, mi servo sempre dei limpidi ruscelli naturali per bere. Ancora, passo dopo passo arrivo a Rocchetta, poi Paesana dove incontro le prime difficoltà sul sentiero. Infatti costeggiando il fiume Po nei pressi di Calcinere, dopo Erasca, trovo un sentiero che negli anni è diventato sempre più 'chiuso' dalla vegetazione e quest'anno è totalmente impraticabile costringendo me ed il cane ad un cambio di direzione che mi ha portato via molto tempo. Poi sempre nel tratto paesanese altri intoppi legati alla cattiva pulizia dei sentieri. Mi chiedo se queste aree di transito escursionistico tra qualche anno esisteranno ancora? E' mi chiedo anche se un trekker forestiero, armato di cartina(visto che sono cartograficamente presenti) si ritrovi bloccato tra i rovi presenti come possa sentirsi e che parere possa costruirsi nei confronti della bella Valle Po?
Senza divagare ritorno alla mia avventura a piedi tra Envie, Francia e Bobbio Pellice. Superati questi ostacoli 'paesaggistici' sono arrivato nei pressi di Oncino dove invece è tutto ben curato, quindi, Saret alla grande Panchina. In quel punto ho incontrato due amici Liguri appassionati di Ultratrail con i quali è stato bello fare due parole. Quindi Crissolo per un caffè veloce e una telefonata a casa. Sono ripartito alla volta del Pian della Regina e poi Pian del Re, con una pausa cibo sia per me che per Macchia. Oramai in piene ore pomeridiane avanzo per la salita di quasi 900 metri di dislivello che mi porterà al tunnel del Buco di Viso. Passo in Francia e quindi inizio a perdere quota per poi risalire fino alla vetta del colle Sielliere(2851m), sullo spartiacque tra Francia ed Italia. Una breve panoramica, con il bel Monviso che si vede da un angolazione insolita e quindi discesa tra le nubi presenti verso la Valle Pellice. I passi vanno veloci per la paura di restare al buio(pila frontale scarica) in quelle zone deserte. Una tappa al rifugio con la speranza di trovare un punto Wifi per aggiornare casa sulla situazione di percorrenza ma niente, internet come mi aspettavo del resto, in montagna proprio non esiste. Quindi anche lì due parole, qualche informazione sulla distanza che mi separa da Bobbio Pellice e quindi scendo veloce col cane al mio fianco. Raggiungo i resti di un vecchio aeroplano precipitato nel 1957, una foto e vado ancora avanti. Raggiungo Villanova e oramai la notte inizia a prendere il sopravvento. I sentieri sono però diventati strada sterrata carreggiabile ma abitazioni se ne vedono poche, una ogni diversi chilometri, alcune di margari ed altre vuote. Come ho già accennato, non posso usare la torcia frontale perché purtroppo sono partito di casa senza accorgermi che fosse scarica! Un gran problema. Torna il bosco e imbocco un sentiero che mi toglie alcuni chilometri, come da tracciato gps. Buio completo con forti cascate nascoste dall'oscurità del fiume Pellice. Un ambiente inquietante, però bello. Tanto rumore d'acqua. Macchia vedo che ha paura e non mi molla. Inizio ad usare la torcia del telefonino, che ho tenuto volontariamente in modalità 'aero' per l'emergenza di affrontare una situazione del genere e risparmiare batteria. Usare una pila 'a mano' non è molto comodo tenendo conto che avevo anche i bastoncini da sorreggere. Nessuno sbaglio di strada per fortuna e continuo per l'interminabile discesa ben 2000m metri di dislivello per strade tortuose e buie, verso Bobbio Pellice. Anche se avevo già quasi 50km nelle gambe del tragitto precedente, quando sei in situazione di 'allarme' la stanchezza passa. Supero la zona Pra e chiedo qualche informazione alle pochissime persone che incontro ma sono stranieri e non mi capiscono. La strada diventa asfaltata e a quel punto il cellulare inizia a funzionare e avverto tutti quelli che mi hanno cercato senza risposta da parte mia. Quindi corro per non so quanti chilometri sempre al buio tra varie piccolissime borgate, qualche lampione ogni tanto ma per lo più sempre buio. Ho incrociato un paio di macchine ma fortunatamente ho l'abitudine di tenere il cane al guinzaglio quando sono su asfalto. Per cui nessun pericolo ma accompagnare Macchia con le mani già così tanto impegnate, con torcia e bastoncini, mentre si corre non è cosa facile.
Verso le 22.00 vedo in lontananza finalmente un chiarore diffuso e sento di non avere più molta distanza dalla meta. Nel frattempo mia moglie mi scrive via messaggio che è arrivata ad aspettarmi. Tengo duro ancora un paio di chilometri, quindi dopo oltre 62km(considerando gli sbagli di strada) in 16 ore e 40 minuti concludo questa lunga e 'spericolata' percorrenza con un fortissimo dislivello positivo(4481m) quasi totalmente su sentiero, sovente disconnesso...
Come ho già anticipato in principio, con questa percorrenza concludo una fase di allenamento che mi ha portato a ripristinare la mia condizione di ultratrailer, in vista di nuove gare. Continuo ad allenarmi con la mia tecnica del Monoallenamento settimanale, con in progetto altre lunghe percorrenze a piedi da completare!


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