lunedì 31 dicembre 2018

Envie Rucas, a passo ultratrail con il Monoallenamento



Ho voluto collegare Envie al Rucas a piedi. Utilizzare le lunghe percorrenze ultratrail per raggiungere obbiettivi chilometricamente imponenta è diventato per me una vera passione. Non mi alleno più con l'ultratrail, come per altro avevo già scritto nel mese di giugno 2018. A quanto pare però la capacità di completare decine o centinaia di chilometri a piedi non viene persa, se coltivata per decenni. Certo cambia la velocità del passo, comunque però si riesce a raggiungere il 'traguardo'. Probabilmente diventa una capacità acquisita sia dal fisico che dalla mente. Una sorta di normalità...


Veniamo al giro però.
Sono partito da Envie alle 9.40(dopo essermi crogiolato nel letto per un bel po'), via quindi di corsa per salire dalla zona di Sant Antonio e quindi proseguire lungo la tagliafuoco fino alla Trappa. Da lì ho imboccato 'Via Nuova', una strada sterrata a lunga e carreggiabile. Dopo alcuni chilometri questa però diventa sentiero, sfiorando varie Balme tipiche del Monte Bracco. Era facile sbagliare strada anche con l'uso del gps dato che i bivi erano molti ed alcuni assomigliavano al tragitto esatto ma su dislivelli differenti... Il mio orologio gps ha una precisione di 30-50m quindi nel dettaglio diventa incerto, anche se per me è un aiuto insostituibile. Infatti tali zone non le avevo mai percorse e le ho 'visitate' solo al gps mentre le tracciavo al PC con GPS VISUALIZER.



Ho incrociato la locanda della colletta(Paesana), dove ho toccato lo stradone per pochi metri e quindi di nuovo nel bosco. Con il cane cerco sempre di restare in zone libere dal traffico così da lasciarlo libero avanti pochi metri a me. Ho attraversato la valle Infernotto con il rispettivo fiume. Un posto caratteristico quanto desolato. Case poche, persone nessuna!
Dopo un po' di risalita verso Montoso(che non ho toccato) ho involontariamente attraversato il Monastero di 'Pra d' mill', un posto stupendo, quanto tranquillo. Ho subito legato il cane al guinzaglio. A quel punto altra risalita e poi un mulattiera che entrava nelle cave costeggiando lo stradone, una via molto panoramica che ad un certo punto si è ricongiunta per gli ultimi 4km di stradone. In quella zona il fortunato incontro di un mio amico che con suo fuoristrada esplorava quelle zone, due parole e poi visto che erano già quasi le 17.00 e il buio incombeva ho chiesto un passaggio per il ritorno dopo l'arrivo al piazzale. Così ho proseguito di corsa per quegli ultimi chilometri ma Macchia era stremato restando sempre dietro a me. Ultimi sforzi e quindi il piazzale, il cartello con la scritta 'Rucas', i suoi due fantomatici condomini et voilà, il giro si è concluso alle 17.17 con 35km 7 ore e 37minuti di percorrenza. Il dislivello è stato molto forte, che ha reso questo piccolo tragitto decisamente impegnativo in termini di tempo dedicato. Così verso casa sull'auto del mio amico Valter, io e Macchia.


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domenica 7 ottobre 2018

Ventimiglia Savona a piedi con la Tecnica del monoallenamento settimanale per l'ultratrail

La Liguria, non so bene il perché, mi entusiasma da anni. Forse perché da bambino ho passato molti anni in vacanza lì... In ogni caso percorrere a piedi, in soluzione unica, gran parte del litorale è una cosa che ritornava nei miei pensieri molte volte da quando sono diventato ultratrailer.


Pieno di buoni propositi ho organizzato tutto e venerdì notte sono partito con l'auto verso la stazione di Savona per prendere l'ultimo treno delle 22.34 verso Ventimiglia. Ero un po' preoccupato perché sui colli in auto vedevo già il parabrezza con gocce d'acqua, poi a Savona un forte vento. Non erano esattamente le condizioni migliori per iniziare. Non ci ho voluto dare peso!
Arrivato a Ventimiglia a mezzanotte, alle ore 00.05 di sabato 6-10-18 sono sono partito a piedi verso il mare. Quindi da lì la lunga passeggiata di Ventimiglia che poi è diventata ciclabile fino a Bordighera.
Dopo Bordighera verso Ospedaletti solo un piccolo marciapiede sul bordo strada ma comunque confortevole per la percorrenza in sicurezza dalle automobili.

Ventimiglia - Savona 113km
Non c'era nessuno in giro mano a mano che avanzavano le ore tarde, solo qualche ubriaco a piedi che forse festeggiava con amici(Bè era la notte tra venerdì e sabato quindi la mondanità era viva) e poche macchine di tanto in tanto. Sembrava quasi di essere in alta quota ad un certo punto, tanto che c'era silenzio nonostante la zona decisamente urbana! Faceva davvero effetto!

Viaggio in treno verso Ventimiglia per iniziare a 'sgambettare'
Da Sanremo in poi ho avuto una trentina di chilometri di pace assoluta dalle automobili data la presenza della famosa ciclabile che sostituisce la vecchia ferrovia.
A San Lorenzo ho avuto qualche problema vista la strada stretta e il termine della ciclabile. Erano circa le cinque del mattino è ho provato in vari modi a continuare la percorrenza cercando passaggi sicuri ma non ne ho trovati, quindi ho optato per tornare indietro di qualche centinaio di metri e coricarmi in un posto 'comodo' sulla spiaggia a due metri dal mare. In quel momento ho sentito il sapore dell'avventura nonostante il disagio dell'interruzione momentanea della percorrenza. Fermo dalla corsa faceva freddo, così ho indossato Pile e Keeway, un berretto e poi lo zaino è diventato un cuscino, così i miei occhi si sono chiusi per circa un'ora. Fino alle 7.00. Ho atteso le prime luci del giorno ed era un'ottima occasione per approfittare del riposo per riprendere forza. Quel poco tempo mi ha rigenerato un pochino.

Tunnel ciclabile
Con il chiarore ho potuto affrontare quei pochi chilometri che mi separavano da Imperia, permettendo così alle automobili di vedermi dato il tratto di strada veramente stretto ed evitare così di farmi investire. A questo punto per molto altro tempo non ho incontrato intoppi di sorta vista la presenza di marciapiedi, l'incompiuta verso Diano e poi Cervo. Un tratto scoperto fino ad Andora e poi di nuovo una bella alternanza di marciapiedi, passeggiate sul lungo mare. Sempre con l'aiuto del giorno. Il meteo tra Arma di Taggia e Cervo è stato piovoso ad intermittenza per migliorare in modo costante fino all'arrivo a Savona.
Ho trovato monotono il tratto tra Albenga e Ceriale, fatto di puro stradone molto dritto e per nulla variato, con un gran traffico. Sembrava di essere in autostrada! Fortunatamente in quel punto la strada era larga e presentava un bordo decisamente ampio per i pedoni.
Un tratto su strada senza marciapiede
Sono stato nel giorno fino a Varigotti grosso modo ma poi il buio è di nuovo arrivato e la strada che precedeva Noli era veramente scura e pericolosa per il passaggio a piedi. In questo punto non potevo permettermi di aspettare il prossimo chiaro dato che avrebbe significato fermarsi per la notte intera! Così ho proseguito orientando la luce frontale posteriormente al capo e mettendola in 'modalità rossa'. Faceva impressione dato che la linea di bordo strada coincideva esattamente con la strada e non c'era praticamente margine per il passaggio a piedi, inoltre guardando sotto vedevo il mare a strapiombo a qualche decina di metri più in basso. Una condizione molto preoccupante a dir poco. Fortunatamente lo stratagemma della pila posta sulla nuca funzionava e le auto mi vedevano facilmente. Avevo anche il giubbottino catarifrangente e uno zaino molto riflettente, cose indispensabili per affrontare problemi di questo genere.
Dopo Noli è stato tutto un marciapiede ampio, passando per Vado e quindi la città di Savona.
In lontananza un tratto della lunghissima costa già percorsa, al tramonto
Alle 20.54 ero all'auto nei pressi della stazione ferroviaria. Per l'intera percorrenza ho usato la strategia di 15 minuti di corsa e 15 di camminata veloce con bastoncini. L'ho ritenuta una soluzione sostenibile per tutta la percorrenza, anche quando verso la fine le energie erano ormai al minimo.
Dopo quei 113km costieri la soddisfazione di essere arrivato, di aver raggiunto l'obbiettivo, è stata enorme e poi di vedere la macchina finalmente lì a disposizione è stato come vedere qualcosa di paradisiaco. Il tempo complessivo si è chiuso in 20 ore e 49 minuti.


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domenica 2 settembre 2018

Da Envie al Colle dell'Agnello a passo ultratrail in solitaria attraverso le montagne.

Da Envie al Colle dell'Agnello a passo ultratrail in solitaria attraverso le montagne.
 
2023(considerazione di oggi). E' bello leggere di vecchi ricordi di avventure a piedi passate, i pensieri di quegli anni... Nel 2018 ero andato un pò in crisi con la testa in seguito ad alcune vicende. Proprio in quel giro del Colle dell'Agnello avevo preso la decisione di cedere il Centro Fitness per orientarmi verso l'Osteopatia(Tarlo che avevo in testa fin dal 1999 dopo aver visto un seminario a Torino). Insomma c'era aria di cambiamento e alla fine, ripensandoci oggi, sono molto contento delle mie decisioni. Per fortuna però ho continuato con l'ultratrail, anche se quell'anno comunque un paio di gare le avevo fatte. Adesso sono 5 anni che faccio solo più 'imprese in solitaria' e si è aperto un mondo tutto da esplorare. Sull'agonismo in definitiva non so cosa scrivere, però sono in contatto con moltissimi atleti da tutta Italia che portano avanti il Monoallenamento nel mondo delle gare Ultratrail e forse questo è davvero il risultato più importante! Bé non mi dilungo vi lascio al testo di questa bella avventua che avevo completato con il mio cagnolino Macchia(era una forza della natura), che mia moglie aveva sfortunatamente perso a 'due passi' da casa. 


2018(giorno dopo l'avventura). Rieccomi qui a sgambettare per arrivare a raggiungere un nuovo obbiettivo a cui pensavo da tanto, che sentivo e sento nei discorsi e parole della gente: il Colle dell'Agnello. Così dopo un'estate fatta di vari ripensamenti sul continuare o meno a completare distanze estreme a piedi, non ho saputo resistere e ieri ho messo in atto la percorrenza tra Envie e Colle dell'Agnello a piedi, passando per il Monte Bracco, Paesana, Oncino, Crissolo, Pontechianale ed in fine Colle dell'Agnello.
Sono stati mesi strani perché avevo in mente tutt'altra impresa per questa estate che poi è naufragata verso il pensiero di smettere di fare Ultratrail ma il tempo rinvigorisce la motivazione e forse avevo solo bisogno di una pausa. Credo che con l'agonismo forse 'resto in pausa' ma non di certo con le 'imprese a piedi in solitaria', che mi appassionano tantissimo. Programmare al Gps tutto il percorso, metterlo in atto in pratica nella più totale autosufficienza è qualcosa di unico. Nelle imprese in solitaria si tratta di 'vera' autosufficienza perché tutto il necessario è racchiuso in quello che si porta nello zainetto, nella gara ultratrail non è così perché si ha sempre l'appoggio dell'organizzazione... Un'impresa in autosufficienza è un autentica avventura che ti porta a conoscerti fino in fondo! In realtà questa volta però non ero veramente solo ma avevo il mio fido cagnolino che oramai è diventato anche lui un 'ultratrailer', il piccolo Macchia che con i suoi 15kg mi da molto filo da torcere!

Bé ma dopo questa premessa veniamo alla descrizione di questa percorrenza che ho trovato 'epica' dato che ho svolto quasi completamente su sterrato, a parte un cambiamento finale dell'ultimo minuto dovuto all'arrivo della notte!
Sveglia alle 4.00 del mattino di sabato 31 agosto per partire alle 5.00 esatte dopo alcuni preparativi sul ricontrollo zainetto... Era buio ma non freddo ad Envie, anche se notavo già che il meteo non sarebbe stato bellissimo. Sono salito a San Bernardo passando per Sant'Antonio e da qui come mio solito crocevia per molte uscite, era iniziato il chilometraggio dei primi 5km per concludere poi a circa 70km complessivi. La caratteristica dei chilometri però non è stata la difficoltà ma bensì il grandissimo dislivello di circa 6000m come presto spiegherò... Ho preso per il Santuario Madonna del Devesio e rifugio Miravidi. Risalito la costa sinistra del lungo Po per arrivare a Rocchetta, quindi ancora per i campi fino a Paesana e all'attraversamento dello stradone ho preso per la strada che passa dietro al vecchio cimitero. Erano già 2 ore e 45 minuti di percorrenza per la prima pausa di 10 minuti, far mangiare il cane, insieme ad uno spuntino per me. Si perché questa volta le provviste dell'autosufficienza erano per due bocche, la mia e quella di Macchia. Lui tutto dove trovavo sterrato, questa volta era almeno il 90% del percorso, lo lasciavo libero di correre avanti a me ad annusare felice ogni cosa. Durante l'asfalto sempre rigorosamente al guinzaglio.

Ripartiti verso Calcinere ho approfittato della fontana nella frazione per tenere sempre piena la borraccia per evitare di 'restare a secco'. Da lì ho imboccato una vecchia strada che costeggia il costone sinistro del Po a partire dalla vecchia centrale idroelettrica, proseguendo fino alla biforcazione tra il fiume Lenta e Po. Salendo il costone che mi ha portato fino al Santuario di Maria Assunta(del Bel Fuà), tanto isolato quanto caratteristico. Un lunghissimo sentiero avvolto in una fitta nebbia attraverso i boschi mi ha portato alla Borgata Saret(Oncino), di nuovo una fontana della quale non ho voluto fare a meno. Qui però un piccolo disguido con la dimenticanza del guinzaglio di Macchia che ho notato dopo alcuni chilometri di corsa e quindi il ritorno a prenderlo! Pazienza. Andando avanti ed imboccando il sentiero di San Giacomo che collega Crissolo ho scoperto un'insolita panchina, che per altro era indicata diverse volte a Saret, ebbene questa si presentava con dimensioni enormi tanto che sembrava per giganti ed aveva perfino degli scalini per salirci! Molto bella.
Ancora nella nebbia fitta, con al polso il mio fidato GPS, seguivo il sentiero di San Giacomo, a tratti un po' trascurato ma comunque ben percorribile. A questo punto erano molte le baite diroccate ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata un fontana con un cartello che indicava la sua acqua come 'guaritrice', dalla quale ho approfittato per berne molta visto che non si sa mai! Arrivato a Crissolo ho incontrato la seconda persona da quando ero partito, la prima era una signora a Seret. Si forse era il clima di ieri che teneva la gente chiusa in casa, però questo è un fattore che mi fa sempre da pensare dato che nelle mie uscite in Valle Po trovo quasi sempre sentieri deserti con tutti quei bei posti che abbiamo! Peccato, facciamo finta che sia veramente colpa del meteo di tutto questa desolazione. Nel tratto dal Santuario del bel Fuà fino a Crissolo ho preso pioggia forte.
A Crissolo una prima tappa in formato 'civilizzato' presso il Bar adiacente alla pista di Pattinaggio per con un caffè, 5 minuti di caldo e poi di nuovo via salendo tra i boschi accanto alla seggiovia. Arrivato al rifugio dell'Aquila Nera ho approfittato di una panchina per un piccolo pasto sia per me che per il mio fido amico quadrupede, visto che era da un po' che mi voleva far capire di aver fame. Qualche messaggio al cellulare per informare dov'ero e quindi ancora per altri chilometri fino alla fine dei vecchi impianti sciistici di Ginca Pastur. A quel punto imbocco il sentiero verso il Quintino Sella e vedo finalmente un camminatore e al momento del saluto capisco che era francese. Quindi su per altre centinaia di metri di dislivello fino al tanto desiderato rifugio a circa 2600m di quota. Lì un po' di gente, tutti stranieri. Una cioccolata calda con panna che ho letteralmente divorato, una leccatina alla ciotola anche per Macchia e poi siamo ripartiti 'veloci come il vento', dato che il pomeriggio era ormai iniziato. Incominciavo a percepire il peso del tempo ed avevo ancora di fronte a me il doppio dei chilometri!

Quindi avanti verso il passo di San Chiaffredo(2700m) e poi giù spedito per il bosco dell'Alevé. Arrivando al fiume ho girato per la prima volta nella mia vita a sinistra verso la Valle Varaita, dato che di solito a quel punto prendevo la destra per salire al Vallanta e proseguire per il giro di Viso... Questo volta no, il percorso era differente e ho seguito volentieri quel lungo sentiero in discesa che mi avrebbe fatto perdere moltissimo del dislivello guadagnato, facendomi 'cadere' a 1600m di quota.
Giunto a Frazione Castello di Pontechianale era già tardi e rintoccavano le 18.30, per questo ho abbandonato l'idea iniziale di proseguire nello sterrato a favore dello stradone per velocizzare i tempi. Avevo stimato che sarei salito per i chilometri che mi restavano verso le 20.00 al Colle dell'Agnello, spedito di corsa ma in realtà ero arrivato i cima alle 20.31. A tratti pioveva forte, sempre con nebbia persistente. Un pochino dopo. La salita da quei 1600m della diga di Frazione Castello era di ben 1100m di dislivello per raggiungere la destinazione finale a 2700m. Correrli tutti non è stata cosa facile, specialmente dopo tutte le vicende precedenti.
Quando sono arrivato sù non mi ero reso ben conto della temperatura dato che ero accaldatissimo, sentivo però un forte vento. Poco dopo l'arrivo di mia moglie per recuperarmi con l'automobile, ho notato il termometro dell'auto che indicava 4 gradi centigradi! Era ormai notte.
Tutto sommato l'avventura è andata bene, anche se ho perso molto tempo a riprendere con la telecamera e fare foto, questo però è anche il bello di raccogliere ricordi delle fatiche sostenute.
Nonostante fossero due mesi e mezzo che non correvo, sono riuscito abbastanza agevolmente concludere l'impresa. Si, forse la velocità di percorrenza non è stata altissima ma poco male.
Credo che dopo tutti questi tredici anni in lunghe percorrenze a piedi in stile ultratrail con la tecnica del Monoallenamento settimanale, la capacità completare imponenti distanze a piedi sia diventata una 'condizione acquisita' in modo indelebile.
Come ho anticipato al principio la componente distanza ha certamente avuto il suo peso per quei 70km circa che sono serviti per collegare Envie al Colle Dell'Agnello attraverso le montagne in 15 ore e 31 minuti. La cosa impegnativa era il dislivello che mi ha portato da quei 300m di dislivello iniziale ad una salita pressoché continua fino ai 2700m del passo di San Chiaffredo per scendere a 1600 di Frazione Castello ed arrivare nuovamente a 2700m del Colle dell'Agnello, tutto senza contare la metratura iniziale dello scavalcamento del Monte Bracco.
Ora un po' di riposo e già con i pensieri vero la prossima avventura a piedi, che non so ancora quando arriverà o dove sarà.
Bertinetto Bartolomeo Davide

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sabato 16 giugno 2018

Con oggi al Viso Mozzo smetto di fare ultratrail, 'Scarpe appese al chiodo'

Oggi(16-6-2018) dopo la sveglia mattutina delle 6.30 sono partito sereno e salendo in auto verso Pian Regina la giornata mi sembrava limpida. Il problema però è stato il prosieguo della mattinata, quando il cielo ha iniziato ad addensare le nuvole attorno al Monviso. Come del resto è abbastanza tipico in questa zona! Speranzoso di trovare molta meno neve della settimana scorsa non mi sono invece mai sbagliato così tanto. Infatti salendo di quota la neve è diventata davvero imponente con strati spessi e densi(vedi foto a corredo). Si poteva correrci sopra ma 'non in tutti metri' dove in vari punti si sprofondava all'improvviso fino a sopra al ginocchio. Fattore che mi ha provocato non poche ferite alle gambe. Arrivato al lago del Quintino mi sono reso conto che lassù le intemperie giunte nei mesi precedenti erano come 'cristallizzate' presentandomi un lago completamente ghiacciato. Voltando lo sguardo verso la lunga e ripidissima parete che mi avrebbe portato sulla cima del Viso Mozzo, ho tirato un sospiro di vera ansia dato che il peggio l'avrei avuto in salita ma con la preoccupazione della discesa impervia. Infatti sembrava di salire all'incontrario di uno 'scivolo da parco giochi'! Provavo a mettere i piedi di taglio, a utilizzare bene i bastoncini, alla fine sono arrivato poco prima della cima dopo dica un ora di salita, cosa che senza neve avrei terminato agilmente.
Arrivato sù non potevo fare a meno di osservare il Viso di fronte a me, e anche se ero a circa 3000m mi sentivo ancora così in basso! Il Monviso è davvero imponente, poi sentivo così tante scariche di pietre rotolanti in lontananza che faceva davvero impressione osservare quel gigante.
Dopo un veloce spuntino sono sceso osservando ancora la cima del Mozzo pochi metri più in là e in quei punti non ho potuto fare a meno di notare quei 'ponticcioli sottili di neve' che collegano i vari massi, con sotto il vuoto! Davvero pericoloso, un piede nel posto sbagliato e si finisce mille metri sotto! Iniziata la discesa, sempre prima a zino zago, poi con talloni piantati nella neve, poi ancora bastoncini. Alla fine ho optato per scendere in stile 'sci', era l'unico modo per riuscire a scorrere anche se bisognava stare attenti a non cascare per la ripida discesa e finire alla base del colle.
E' proprio vero che la neve rende tutto difficile e lento, anche le cose abitualmente facili. Dopo qualche pensiero sugli altri passaggi(cime) che avrei voluto completare nelle settimane successive, più difficili del Mozzo, ho ritenuto il caso di annullare tutto quanto il mio progetto. L'avventura che avevo preannunciato nei precedenti articoli era quella di completare il maggior numero di punte in un solo giorno per fine luglio. Questa sarebbe stata la mia ultima 'impresa' in solitaria nei confronti del mio sport preferito: l'ultratrail. Infatti è da molti mesi che ho la pressante idea di ritirarmi dall'ultratrail per vari motivi... Quindi dopo questa stagione meteorologicamente instabile annuncio questa mia intenzione prima del tempo: Con il Viso Mozzo di oggi ho completato la mia ultima uscita per questo sport.
Sento di aver perso la motivazione, un po' come se ormai non mi restasse più nulla da fare per l'ultratrail nell'ambito delle mie risorse. Un interruttore nella mia testa si è staccato. Sono comunque soddisfatto perché in questi 13 anni a partire dal 2005 nei quali mi sono affezionato alle distanze estreme a piedi, ho comunque il privilegio di aver dato un senso a tutto con il lascito della tecnica del 'Monoallenamento settimanale' che rimarrà a disposizione di tutti per sempre!
Avrei voluto completare la mia 'carriera' con un'ultima impresa in solitaria ma la neve caduta nei mesi passati è davvero troppa e a quelle quote il pericolo è sempre in agguato. Dopotutto circa un anno fa avevo promesso ad una persona a cui tengo molto, che purtroppo non ho più rivisto, che con l'avventura Pian del Re – Sestriere(luglio 2017) avrei terminato e alla fine sarà così... Una promessa premonitrice.
Come non dimenticare il mio editore Paolo Fusta per tutto il lavoro di pubblicazione...
Forse per colpa di un 2018 molto intenso, costellato di enormi stress lavorativi e soprattutto di natura personale hanno contribuito a farmi perdere la 'voglia di fare' in questa disciplina, sento crollare l'entusiasmo. Non so, ultimamente la sensazione che ho già pochi minuti dopo essere partito e che vorrei già aver finito per tornare a casa.
Voglio ringraziare tutti i 'coraggiosi' che mi hanno invitato per tenere conferenze presso le loro sedi per raccontare la mia versione di ultratrail grazie al Monoallenamento e in particolare al Cai di Susa che mi ha permesso di tenere la mia conferenza finale davanti ad un pubblico molto partecipativo ed affiatato.
Ringrazio tutti gli amici e amiche che mi hanno incoraggiato per tutti questi anni in questa grande avventura che ho vissuto che mi ha portato a conoscere i miei limiti, senza di loro il libro e la tecnica del Monoallenamento Settimanale non sarebbe mai nato! 
Sono al lavoro da alcuni mesi ad una traduzione del Monoallenamento in Inglese, questo sarà il mio unico impegno nell'ultratrail, per arrivare ad espandere questo metodo nel mondo se avrò la fortuna di riuscirci.
Continuerò ad allenarmi per conto mio con i pesi e Matevo, corsi in palestra e sport diversificati senza agonismo. Magari chissà, mi innamorerò di qualche altra bella disciplina... Mi fermo qui per ora.
Tutte le mie esperienze, tecniche, lavori sull'ultratrail restano a disposizione di tutti e liberamente consultabili presso la mia pagina web: www.bertinettobartolomeodavide.it, anche il libro è reperibile attraverso il mio indirizzo o ordinabile da qualsiasi biblioteca online.
Forse un giorno tornerò a completare avventure ultra a piedi, dopotutto è una questione di testa... Grazie al Monoallenamento sento che anche in seguito ad una pausa di anni riuscirei comunque a preparare una percorrenza di 100 e più chilometri!
Ora il sabato e la domenica saranno dedicate al cento per cento alla mia famiglia.
Ciao
Bertinetto Bartolomeo Davide

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martedì 12 giugno 2018

Perlustrazione laghi Pian del Re



Il mio primo allenamento nei pressi del Monviso è stato inconcludente ma non per me bensì per le condizioni climatiche che si sono presentate sul posto... Infatti dopo la partenza da Pian Regina, che già doveva indicare dalla sbarra abbassata verso il Pian del Re l'avversa situazione del territorio, tutto appariva 'Nordico' con neve a chiazze, pietra viva e nessun tipo di vegetazione. Laghi circondati da neve e con piccoli iceberg sparsi sulla superficie, pietraie coperte da distese di neve sotto un cielo grigio. Nelle foto che accompagnano questo articolo si vedono le condizioni trovate.


 Lassù ho incontrato il campione ultratrailer Maxim Ioan con il quale ho compiuto un pezzo di andata ed il ritorno. E' stato emozionate tenere il suo poderoso passo in questo incontro totalmente fortuito.
Nonostante i buoni propositi alla pietraia prima del Quintino Sella abbiamo dovuto fare marcia indietro a causa della neve molle, anche dovuta all'ora ormai tarda. Il Viso Mozzo sarà l'obbiettivo della prossima uscita, partendo più presto per riuscire a correre sulla neve ancora dura senza abbondare.
Lo scorrimento sul tracciato per via delle condizioni avverse è risultato molto lento con due ore e quaranta minuti per 13km. La prossima volta certamente sarà bene partire presto per beneficiare della neve dura e calpestabile, arrivando finalmente alla vetta del Viso Mozzo.
E' comunque stato bello vedere un paesaggio così 'nordico' nella nostra Valle Po in prossimità dell'estate!


 
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domenica 27 maggio 2018

Trail del Monte Soglio 2018 71km 4900m dislivello

Anche l'avventura del Trail del Monte Soglio 2018 si è conclusa bene ieri... La giornata era iniziata all'insegna di un promettente caldo che però è durato fino a poco dopo mezzogiorno per poi mutare in pioggia forte con a tratti grandine. Sembrava notte, talmente il cielo si era chiuso, con lampi continui! Diciamo che forse è stato meglio così dato che il caldo crea sempre una forte disidratazione.
Sono partito ultimo come mio solito e poi pian piano senza forzare ho fatto la mia solita progressione sulla classifica, cercando di superare di tanto in tanto in tanto qualche concorrete. Ieri non ho voluto spingere perché il mio obbiettivo in quest'occasione era quello di utilizzare questi 71km come allenamento per una nuova impresa in solitaria che ho in mente di realizzare a luglio... Non posso ancora preannunciare nulla, i tempi non sono ancora maturi e il lavoro specifico in fin dei conti non è ancora iniziato.
Per tornare al TMS 2018 questi 71km contro i 66km a cui ero abituato si sono fatti sentire molto, specialmente in relazione al nuovo colle finale aggiunto che superava il 1500m partendo da una quota di soli 800!!! Era una sorta di ciliegina sulla torta. Poi l'aggiunta della pioggia ha reso il terreno molto viscido in svariati tratti. Particolare che ha reso imponente il dislivello positivo complessivo, portandolo a ben 4900m.
Una cosa che però mi ha fatto piacere è che dopo l'ultima discesona di 9km nel giro di poco si arriva direttamente al traguardo, evitando le solite agonie del 'ti sembra di esserci ma poi manca ancora molto'.
L'organizzazione della gara come sempre è stata impeccabile, sia nell'accoglienza che all'arrivo con pasti e bevande davvero abbondanti. Nei punti di ristoro mi sono trovato bene, soprattutto per la presenza di cibo salato/proteico che in altre realtà spesso viene a mancare creando un senso di nausia per la grande quantità di 'dolce'... Al Monte Soglio fortunatamente invece c'era sempre tutto quanto.
Inoltre per me è sempre un piacere contribuire a questa gara con qualche mio libro sul Monoallenamento.
Mi sono piazzato 67esimo con un tempo di 13 ore e 42 minuti su su 100 finisher, non so quanti fossero i partenti ma lungo il tragitto sentivo l'organizzazione affermare che c'erano stati molti ritiri...
Concludo riportando la mia solita voglia di 'vita nomade' con fine dal lavoro alle 22.00 del venerdì e partenza in auto da casa alle 22.45 per raggiungere il luogo della gara alle 0,40; dormire in auto con il sedile abbassato più sacco a pelo come coperta, quindi sveglia alle 4.45... Ritiro pettorale 5.15, colazione e preparativi per la partenza fissata alle 6.00 poi e 71km in mezzo alle montagne! Quindi senza dormire arrivo al traguardo, doccia, cena e di nuovo viaggio in auto fino a casa con rientro alle 22.57. Più di 24 ore senza mai fermarsi. Il bello dell'ultratrail è anche questo contorno che ti fa sentire vivo e un po' 'selvaggio'! Esperienze da provare consigliate a tutti. Il problema è che creano dipendenza!
Un ringraziamento speciale a Roberto Negri di TrailMarket. Continuate così!



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giovedì 24 maggio 2018

Alla vigilia del Trail del Monte Soglio – 71km

Dopo la mia assenza all'edizione dell'anno passato a causa di alcuni impegni scolastici extra, in questo 2018 parteciperò nuovamente per chiudere questo poderoso anello che porterà tutti gli ultratrailer in vetta al Soglio per poi ridiscendere verso il traguardo...
Sono riuscito ad allenarmi abbastanza bene in questi ultimi due mesi, tenendo conto della gara Maremontana che considero un allenamento a tutti gli effetti. Per conto mio ho usato il Monoallenamento per uscite una volta a settimana su percorrenze tra gli 8 e i 50km, in alternanza a seconda delle disponibilità di tempo. I mesi precedenti di gennaio, febbraio ed anche marzo sono stati un po' a 'singhiozzo' data la presenza di molti malanni di stagione e una mole di stress lavorativo senza precedenti!
In ogni caso ora sono arrivato a Maggio e credo di essere pronto per chiudere questa nuova gara sul Soglio.
Si tratta da quando la conosco, di un evento di riferimento che solitamente mi proiettava verso tutta una serie di gare estive sopra i 100km fino a qualche anno fa. Ora però che mi sono appassionato molto di 'imprese in solitaria' la uso come 'lancio' per una nuova avventura alpina che compierò da solo a fine luglio, della quale non anticipo nulla vista la ancora prematura organizzazione di tutto... Vi terrò aggiornati!
Per tornare al Soglio del 26 maggio 2018 ho in mente di prenderla con calma, non ho obbiettivi legati al tempo ma solo alla percorrenza chilometrica. Sarà per me un bel fondo dato che durante le uscite con la tecnica del Monoallenamento non ho ancora completato una distanza di questo calibro negli ultimi mesi.

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