lunedì 22 agosto 2016

Ultratrail col Monoallenamento settimanale e la tecnica del microsonno

Sono anni che pratico e leggo di Ultra-Trail ed in questo articolo voglio scrivere di una situazione particolare che ho vissuto in prima persona, della quale sono sempre stato scettico fino a quando erano altri a raccontarmela... Questo è proprio il caso dell'addormentarsi mentre si corre! Sembra un'assurdità invece si tratta della pura realtà, in una situazione di percorrenza con durata superiore alle 24 ore.
L'ultratrail è notoriamente uno sport duro e molto spesso si enfatizzano le difficoltà per renderlo ancor di più un'attività per pochi. Questo è sempre stato il mio pensiero nei riguardi della addormentarsi durante la percorrenza... Credevo fosse solo un falso mito ma quanto mi sbagliavo.
Un anno però ho partecipato all'edizione 2013 dell'Ultra Trail du Mont Blanc e dopo le prime 30 ore di percorrenza ininterrotta sono sopraggiunte le prime necessità di dormire. Anzi i primi veri e propri momenti di sonno. Attenzione però non mentre mi fermavo per riposare qualche istante ma mentre ero nel pieno dell'attività di corsa! Sentivo diventate i pensieri sempre più reali mentre procedevo senza fermarmi. Talmente reali che ad un certo punto si trasformavano in sogni ad occhi aperti. A quel punto la connessione con la realtà vacillava ed il mondo vero diventava quello prodotto dal mio cervello, perdendo completamente la connessione con l'ambiente intorno a me. Il problema era che l'informazione inviata precedentemente alle mie gambe era quella di continuare a correre e quindi senza mai disattivarsi hanno continuato nel loro lavoro imperterrite, anche se la mente non le governava più!
Dopo vari richiami da parte di altri concorrenti e membri dello staff ho realizzato che bisognava studiarsi qualcosa per recuperare senza perdere troppo tempo. Anche perché la situazione poteva diventare pericolosa per capitomboli rovinosi, sbagli di strada o perfino cadere dall'orlo di un dirupo...
In quella notte ho visto molti concorrenti accamparsi in alta quota in luoghi di fortuna all'aperto. Ritengo però che quegli atleti difficilmente abbiano terminato quei 168km dato che la temperatura notturna in alta quota può diventare davvero bassa, fattore unito ad un metabolismo già pregiudicato e ad una stanchezza mentale altissima. Non Volevo fare quella fine dopo tutti quei sacrifici.
Ho tenuto quindi duro fino al primo accampamento riscaldato e lì con zainetto dietro la nuca, gente ovunque, mi sono finalmente riposato. Attenzione però, non potevo di certo lasciarmi crogiolare nel sonno svegliandomi la mattina dopo! Quindi con orologio al polso ho programmato la sveglia perché suonasse 10 minuti dopo. Il primo microsonno era fatto!
Una strategia particolare che fa capire che il sonno non ricarica tanto per la sua quantità ma per la sua qualità. Infatti dopo una grande distanza come quella delle mie prime trenta ore all'UTMB senza mai fermarmi, appena mi sono coricato la mia mente è caduta in uno stato di vera catalessi lunga solo dieci minuti, tanta che era la stanchezza accumulata. In quel lasso di tempo credo di aver sognato di tutto, come se avessi dormito per ore ed ore del sonno ordinario. Al suono della sveglia(senza sarebbe stato impossibile risvegliarsi in tempi utili) mi sono immediatamente riattivato, pronto per ricominciare il tragitto. Ho avuto autonomia per oltrepassare un intero colle(circa 4 ore). Poi segnali dell'incombente necessità di un microsonno stavano tornando prepotentemente, tanto che avevo nuovamente iniziato ad addormentarmi mentre correvo. Inoltre vedere un corrente ancor più stanco di me svegliarsi improvvisamente e terrorizzato sull'orlo del dirupo mi ha fatto capire che dovevo assolutamente approfittare del prossimo capannone riscaldato per evitare guai. Arrivato lì una nuova microdormita di dieci minuti con sogni ultra concentrati avevano rigenerato il mio cervello e fisico. Quella seconda dormita mi aveva preparato per essere proiettato verso il traguardo. Un po' per la foga dell'imminente prossimo arrivo nelle 8 ore successive e in parte per quel secondo sonno, il tutto unito all'albeggiare, non mi sono sentito mai più stanco fino alla conclusione di quel UTMB.
Quando racconto ad altri di questa esperienza la gente stenta sempre un po' a credere che ho dormito solo 20 minuti in quasi 42 ore di percorrenza con forti dislivelli. Nonostante ciò è proprio quello che è successo.
Si tratta di tutta esperienza acquisita, facilmente applicabile ad altre situazioni di percorrenza estrema, lunghe alcuni giorni...
Come ho scritto in principio, non avrei mai pensato di vivere quella situazione così strana. Assomiglia un po' a quando si guida l'auto ma sopraggiungono pericolosamente colpi di sono e nonostante ciò si continua ad andare avanti senza rendersene conto. Nella corsa a piedi è più strano dato che non siamo portati avanti passivamente ma sono le nostre gambe a continuare a muoversi per i sentieri montani, percorrendo molti metri, senza averne il ricordo per via del cervello addormentato!
La prima volta in una conferenza sull'edizione zero del Tor des Geants avevo sentito il relatore riportare alcuni riferimenti sull'argomento, però non ero riuscito a coglierne pienamente il senso dato che non li avevo mai vissuti personalmente, purtroppo.
Certo gli atleti più veloci forse si pongono meno questo problema dato che riescono a chiudere gare ultratrail nella metà del tempo della maggior parte del resto dei partecipanti. Tale capacità non è però appannaggio di tutti e gestire saggiamente una gara che dura diversi giorni può fare la differenza anche sull'arrivare o meno al traguardo. Qui non si tratta di avere oppure no gambe buone, avere l'approccio mentale giusto o chissà cos'altro. Nella situazione di sonno durante l'andatura si perde la connessione con il mondo entrando in una situazione onirica. Per questo forse non tutti sanno che il sogno è legato ad una situazione di profondo sonno, la cosiddetta fase REM e tale circostanza, in una situazione normale dura pochi istanti in una notte intera. E' interessante notare che in condizione di stanchezza estrema come quella indotta dall'ultratrail si può verificare molte volte consecutive!
Sarebbe masochistico ricercare appositamente tale situazione in allenamento, credo però che sia bene prepararsi a priori se si affronta una gara particolarmente lunga con cancelli orari stretti, organizzandosi per intraprendere la competizione nel migliore dei modi proseguendo ad oltranza. Non dico che con il microsonno si potrà risolvere il problema della stanchezza. Questa rimarrà ed aumenterà con il proseguimento. Sarà però il microsonno una situazione 'tampone provvisoria' per poter dedicare la maggior parte del tempo possibile all'andatura e non al dormire, ottenendo un buon equilibrio tra le due condizioni.

Sezioni principali della pagina web dedicata agli ultratrailers:





Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel blog